sabato 9 aprile 2016

Valeria Eva Rossi: i miei gioielli di marmo, con Pietraquadra

Si dice marmo e si pensa a statue, sculture e oggetti di design. Valeria Eva Rossi, invece, lo usa per creare gioielli di design, con il suo marchio, Pietraquadra. Il marmo è un materiale a lei familiare: "Sono toscana, di Carrara, sono cresciuta circondata dal marmo, studiando e ammirando i capolavori artistici con esso realizzati. Ho studiato architettura a Firenze, poi sono venuta a Torino per il lavoro di mio marito, quindi sono stata diversi anni in Francia prima di tornare a Torino e adesso in parte in Cina. Creare con il marmo è come un ritorno alle origini, ma non solo".


- Sei laureata in Architettura, hai esplorato la versatilità della professione, dagli studi di progettazione al design, come sei approdata al disegno di gioielli?
E' stato un processo naturale. Come architetto, mi sono occupata di progettazione, di urbanistica, di ristrutturazione, di arredamento. Come designer ho sempre avuto un rapporto speciale con il marmo e quando ho iniziato a pensare ai gioielli, è stato naturale usarlo e trattare le mie creazioni come piccoli progetti di architettura. La fase di studio e di disegno, in fondo, segue criteri molto simili.

- E' un materiale facile per i gioielli?
Non lo è. Ma il marmo è una materia straordinaria ed è quindi una sfida e soprattutto una passione, che produce magnifici risultati. Bisogna pensare che è un materiale che rende unico ogni gioiello, non solo per la lavorazione, eseguita a mano, ma anche le sfumature della pietra: un pezzo di marmo non è mai uguale a un altro, per cui le sue sfumature renderanno ogni gioiello esclusivo. Nonostante quello che generalmente si pensa, non è neanche un materiale pesante, in queste dimensioni: le collane e gli anelli, che sono gli oggetti principali delle mie collezioni, sono portabilissimi.


- Tu sei una designer pura, nel senso che disegni i tuoi gioielli e poi li affidi ai laboratori
Quasi. Il mio lavoro è certamente il disegno, o, usando un termine da architetto, la progettazione del gioiello, prima attraverso degli schizzi e poi spesso al computer. Lo immagino, lo disegno, lo elaboro. Dietro ogni gioiello ci sono ore di lavoro e molta passione. Ma seguo personalmente anche la fase di prototipizzazione, ogni nuovo pezzo non è solo disegnato e realizzato, ma anche provato e revisionato, se necessario, prima di essere prodotto in altri esemplari. Quando ho iniziato a disegnare gioielli ho pensato di abbinarli con la seta, morbida e anatomica e nella mia ricerca sui materiali, ho scoperto la passamaneria del negozio Antica Passamaneria Massia, in via Barbaroux, Questa passamaneria appartiene alla tradizione, la Passamaneria Massia è la più antica d’Europa, è ancora creata a mano, con gli antichi telai dell''800 e armonizza perfettamente con l'idea di creare gioielli unici. Anche quando progetto case, amo il dialogo e la tensione che si crea nella contrapposizione degli opposti: in questo caso il marmo solido e statico, dialoga con la passamaneria è morbida e dinamica, dal loro apparente contrasto, si creano armonie di grande fascino.

- Una volta terminato il tuo lavoro di designer, ci sono gli artigiani
Sì, le collane, gli anelli, le borse, sono tutti rigorosamente fatti a mano. Il marmo è lavorato in un laboratorio di scultura a Carrara, l’argento da due laboratori orafi di Firenze e di Torino, le borse sono realizzate su mio disegno da una bravissima designer e artigiana torinese. Sono tutte persone di talento, che seguo direttamente, perché mi piace che gli oggetti siano esattamente come li ho immaginati e disegnati; per le borse, per esempio, scelgo personalmente ogni tessuto che comporrà il singolo pezzo e gli abbinamenti, è un lavoro di grande precisione e anche molto appassionante.


- Sei anche affascinata dalla figura geometrica del cerchio, che torna spesso nelle tue collezioni.
Il cerchio in particolare, ma anche il quadrato sono i due elementi geometrici che caratterizzano Pietraquadra e che appaiono anche nel logo stesso. Sono figure archetipe universalmente riconosciute: il Cerchio rappresenta il tempo, l'infinito, l'elemento celeste e il Quadrato è lo spazio, l'elemento creato e terrestre. Sono figure geometriche che parlano quindi di rapporti tra terreno e ultraterreno, una giustapposizione di grande armonia finale.

-Per ragioni familiari hai rapporti frequenti con la Cina, hai mai presentato i tuoi lavori ai cinesi? E come li hanno accolti?
Dal 2014, anno in cui ho iniziato a partecipare a eventi sul Made in Italy per designer e stilisti italiani emergenti, ho avuto chiara l'impressione che c'è un interesse vivo e attento e molto rispetto per la creatività, la ricerca e il lavoro artigianale. L'esclusività di un prodotto è molto apprezzata. Si tratta sempre di una fascia definita e ristretta di persone, che hanno studiato all'estero, che hanno contatti con stranieri, in particolare europei. Sono stata accolta con rispetto e il mio lavoro ha riscosso molto interesse. Tornerò a maggio, per portare avanti dei contatti a Shanghai, ma vorrei far conoscere il mio lavoro anche ai cinesi che sono in Italia o che vengono in vacanza.


-E Torino come ti ha accolta?
Torino è una città che mi piace molto, di fascino e discrezione e anche perché è un po' francese e io ho una grande passione per la Francia. E' una città apparentemente distaccata, che osserva con attenzione prima di accordarti il suo interesse, specie se sei 'straniera'. Interesse, che spero aumenti: da marzo ho uno spazio espositivo permanente da Spacenomore, nel cortile interno di Palazzo Graneri della Roccia, in via Bogino 9, in cui ricevo su appuntamento e organizzo eventi. Il 2016 è per me un anno di progetti importanti.

Pietraquadra ha un sito web ed è su Facebook e Instagram.


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