sabato 23 aprile 2016

Nasce il Polo del 900, ai Quartieri Militari juvarriani

Il Polo del '900 ha finalmente aperto i battenti, per una sfida complessa e originale: raccontare il Novecento, le sue contraddizioni, i suoi fallimenti, i suoi progressi, per parlare dei valori civili, soprattutto ai più giovani. Per realizzarlo si sono uniti, in un'unica sede, i Quartieri Militari juvarriani di corso Palestro angolo via del Carmine, alcuni degli enti culturali più importanti e più prestigiosi attivi a Torino nello studio del Secolo Breve; in ordine alfabetico sono l'Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza (ANCR), l'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, l'Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti, l'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, l'Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, l'Associazione Venezia Giulia Dalmazia, l'Associazione Volontari della Libertà Piemonte, il Centro Internazionale di Studi Primo Levi, il Centro Studio Gobetti, la Federazione Italiana Associazioni Partigiane, la Fondazione Carlo Donat-Cattin, la Fondazione Istituto Piemontese A. Gramsci, la Fondazione Vera Nocentini, l'Istituto per la Memoria E la cultura del Lavoro, l'Istituto di studi storici Gaetano Salvemini, l'Istituto piemontese per la storia della resistenza e della società contemporanea, il Museo Diffuso della Resistenza, della guerra, della deportazione, dei diritti e della libertà, la Rete Italiana di Cultura Popolare, l'Unione culturale Franco Antonicelli.


Immaginate istituti ed enti culturali così diversi, che abbracciano ogni campo del Novecento, riuniti in un'unica sede. Quanto riusciranno a convivere e a collaborare davvero, è tutto da vedere ed è una scommessa evidentemente da vincere, per far funzionare il Polo. Il patrimonio a disposizione del pubblico, in un unico centro, però, è enorme: ci sono oltre 300mila monografie e fondi archivistici, 28mila audiovisivi, 127.600 fotografie, 7 km lineari di archivi. Il tutto in uno spazio opportunamente ristrutturato, che dispone di oltre 3mila metri quadrati, una biblioteca con due sale di lettura e oltre 100 postazioni, una sala conferenze, uno spazio polivalente per mostre ed eventi, tre aree didattiche, un'area per i bambini, una mostra permanente e un rifugio antiaereo visitabile (e della struttura originaria sono rimaste splendide volte juvarriane). Il patrimonio di archivi, libri e riviste è stato messo in comune dagli enti aderenti al Polo e ricatalogato, così da essere consultabile online e ai Quartieri Militari, con l'assistenza degli archivisti e bibliotecari dei vari istituti.


Il Polo del '900 nasce con grandi ambizioni: intende aprire il suo patrimonio culturale alla città, non solo mettendolo a disposizione, ma anche organizzando eventi, incontri, manifestazioni. L'idea è "promuovere la crescita civica e formativa di tutta la comunità, in relazione ai temi più attuali e a quelli in prospettiva futura della società, a partire dalla riflessione sulla storia del '900".

Un primo assaggio lo abbiamo in questi giorni: non a caso il Polo apre le porte nella Settimana della Resistenza, a tre giorni dalla Festa della Liberazione, ed entra da protagonista nelle manifestazioni torinesi di questa settimana. Non solo la mostra, Lungo un secolo. Oppressioni e liberazioni del Novecento, che ripercorre le contraddizioni del secolo appena finito, ma anche itinerari per Torino, a cura della Rete Italiana di Cultura Popolare: il 23, 24 e 25 aprile, dalle ore 14.30 alle 17.30, Torino cambia pelle, un percorso a piedi, teatrale e multimediale, dalla Caserma Lamarmora di via Asti fino al Polo del '900, farà rivivere la Torino dei bombardamenti e dell'occupazione tedesca, confrontata con quella contemporanea, grazie a un'app scaricabile. Il 24 aprile, alle ore 11 e alle ore 18 ci saranno visite guidate al rifugio antiaereo di piazza Risorgimento (ritrovo in piazza Risorgimento all'angolo tra via Rosta e via Buronzo).


Come si può vedere, il Polo del '900 è un progetto grandioso e ambizioso, gestito dalla Fondazione Polo del '900, fondata da Città di Torino, Regione Piemonte e Compagnia di San Paolo, insieme agli enti culturali partner. Non sarebbe probabilmente mai nato né esistito senza il contributo della Compagnia di San Paolo, che ha finanziato la ristrutturazione degli storici edifici juvarriani e che ha condiviso gli obiettivi del progetto. "Abbiamo creduto profondamente in questo ambizioso progetto, tanto da istituire un apposito Programma operativo ad esso dedicato, costituire una squadra di lavoro e un budget ad hoc per arrivare qui oggi insieme agli altri partner di progetto, operando in una logica di start up" ha detto il presidente Luca Remmert "Il centro culturale vuole sviluppare un dialogo con questa comunità, per fornire strumenti utili a comprendere le complessità della società contemporanea, a partire dai grandi temi del '900. Gli argomenti contenuti nel patrimonio documentale lì conservato, valorizzato e reso accessibile a tutti i cittadini, sono infatti di assoluta attualità: migrazioni, guerra, terrorismi, democrazia, diritti e doveri, emancipazione, Europa, globalizzazione, lavoro, mafi " ha detto il presidente Luca Remmert.

In bocca al lupo al Polo del '900, che inizia un cammino interessante e che si seguirà con passione. Tutte le info sulle attività e la storia del Polo sul sito web www.polodel900.it.


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