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lunedì 2 maggio 2016

Il progetto per la Caserma La Marmora, tra Berlino e Memoria della Resistenza

L'ex Caserma La Marmora, a lungo senza nuova destinazione d'uso, sarà trasformata in un luogo "per fare sistema tra tutte le realtà produttive della Città e della Regione, attraverso spazi di innovazione accessibili ai govani di tutta Europa, analogamente a quanto fatto in realtà internazionali come Berlino", secondo quanto spiega il comunicato stampa diffuso dalla Città di Torino.

Il complesso si trova in collina, in via Asti, occupa circa 20mila metri quadrati, è formato da otto corpi di fabbrica, disposti a formare un ampio cortile interno, ed è chiuso da un muro di cinta tutt'intorno; una delle caratteristiche più interessanti è che i vari corpi di fabbrica sono collegati da un elegante portico con archi a tutto sesto e volte a crociera, tutt'intorno alla corte. E' stato costruito negli anni '80 del XIX secolo per ospitare un reggimento di fanteria formato da dodici compagnie. Il suo aspetto architettonico è interessante, perché racconta l'uso dello stile eclettico, con elementi gotici, caro al XIX secolo,m declinato, però, all'uso militare. Così la facciata dell'edificio principale, su via Asti, è rivestita da bugnato, con fasce orizzontali regolari solo sulla base e con fasce verticali solo agli angoli, mentre le aperture sono sottolineate da archi a sesto acuto, che riprendono l'ispirazione gotica.


La storia della Caserma La Marmora è fortemente legata alla Resistenza e alla lotta al fascismo: tra l'8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945, qui furono imprigionati, torturati e uccisi numerosi partigiani e antifascisti. Non essendo chiara la nuova destinazione della Caserma e non volendo che la memoria della sua storia drammatica andasse perduta, un anno fa la Caserma è stata occupata da un gruppo di cittadini, che, per qualche tempo, hanno anche realizzato numerose iniziative di solidarietà e di accoglienza, oltre che di cultura. Poi ci sono stati lo sgombero degli occupanti e la decisione di affidare alla Cassa Deposito e Prestiti Investimenti il progetto di una nuova destinazione d'uso degli storici spazi. E il progetto è stato presentato nei giorni scorsi.


Il 60% degli spazi costruiti della Caserma verrà opportunamente ristrutturato per ospitare nuove residenze, in larga parte destinate all'affitto: il cortile urbano, "della stessa larghezza di piazza Vittorio Veneto", diventerà un luogo di rete e sistema per spazi di innovazione rivolti "ai giovani di tutta Europa". Ci sarà anche spazio per il nuovo Museo della Resistenza, affinché la storia della Caserma non vada perduta. Il progetto è firmato dallo studio Carlo Ratti Associati ed è proprio Carlo Ratti, dovente al MIT di Boston, che spiega il suo filo conduttore: "Al di là del Museo, ci sembrava importante tornare ai valori fondanti della Resistenza, come il lavoro e la comunanza. Soltanto se partiamo da questa consapevolezza possiamo tracciare insieme la traiettoria verso il futuro, che è fatta di nuovi modi di lavorare, vivere e produrre insieme: non soltanto il co-working, che conosciamo già, ma anche co-living e co-making".

Non sono ancora noti i tempi di realizzazione del nuovo progetto.

La prima immagine, la Caserma La Marmora nell'impianto di Torino, è da Google Earth, la seconda è un rendering della Caserma come sarà, fornito dalla Città di Torino.


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