domenica 8 maggio 2016

La Bella Tavola, ovvero l'arte di ricevere al Castello di Castellamonte

Con la primavera, i castelli piemontesi tornano ad aprire le loro porte e in provincia di Torino torna Castelli e dimore storiche, che dal 29 maggio 2016, tutte le ultime domeniche del mese, fino al 25 settembre, permette di scoprire 22 residenze aristocratiche sparse tra Canavese, Pinerolese, Collina Torinese e Valle di Susa. I proprietari di alcuni castelli non si limitano ad aprire le sale (e i giardini) della propria residenza, ma invitano a scoprire storie e tradizioni con iniziative speciali.

E' quello che succede al Castello di Castellamonte, nel Canavese, per la prima volta aperto al pubblico. E'  uno dei Castelli più antichi del Piemonte (i primi documenti in cui figura sono del 1066) e qui il 29 maggio, il 26 giugno, il 31 luglio e il 30 ottobre 2016, il conte Tomaso Riccardi di Netro condurrà il laboratorio, La Bella Tavola, che spiegherà come le antiche famiglie patrizie da cui discende apparecchiavano la tavola. Grazie a Turismo Torino, ho assistito all'anteprima del laboratorio e non aspettatevi una lezione di noioso bon ton: uno il bon ton non è mai noioso, sapersi comportare in modo adeguato in ogni occasione dovrebbe essere regola di vita, si sia aristocratici o meno, due il conte è una persona estremamente piacevole e dotata di una leggera ironia, con cui racconta aneddoti e storie del passato.


Si scopre così che esistono numerose tradizioni di mise-en-place, di preparazione della tavola: si è di scuola francese o di scuola britannica? La nobiltà piemontese si inclinava per le influenze di Parigi, per ovvie ragioni. E la tradizione di Versailles imponeva tovaglie bianche, possibilmente con le iniziali di famiglia ricamate. Il primo elemento da posare in tavola, così da dare un centro e un ritmo, era il centrotavola, quindi i candelabri, i piatti, i bicchieri, le posate, i tovaglioli. E i fiori si mettono a tavola? Il conte Tomaso lascia la scelta alle padrone di casa e ricorda sua nonna, che non lasciava mai la tavola senza un piccolo fiore davanti ai propri ospiti, mentre la bisnonna non li amava particolarmente.


Non c'era niente di casuale sulle tavole piemontesi, si mescolavano tradizioni antiche, vanità del casato, arte dell'accoglienza. Mi ha molto divertito un aneddoto raccontato dal conte Tomaso sulle posate: le forchette si mettono con i rebbi su o giù? Le scuole di pensiero divergono, seguendo sempre le solite tradizioni inglesi o francesi, ma su una cosa sembrano essere d'accordo: se le posate hanno uno stemma di famiglia, è bene che sia in vista! I servizi di piatti di porcellana e di bicchieri di cristallo sono passati di generazione in generazione, di famiglia in famiglia, dai San Martino, che furono proprietari del Castello, ai Riccardi di Netro, da cui discende il conte Tomaso. Testimoniano così l'evoluzione del gusto delle padrone di casa e del cambiamento nell'arte di ricevere, tra Ottocento e Novecento. Sono cambiate anche le livree e i Riccardi hanno una bella collezione da mostrare.


Però, tra le chicche appartenenti alla sua famiglia che il conte ha mostrato, ci sono gli inviti e i menù appartenenti alla Corte Reale. Lasciatevi sorprendere, soprattutto, dal menù e dall'invito all'unico matrimonio reale celebrato in Italia nel Novecento, quello tra il Principe di Piemonte Umberto e la Principessa Maria José del Belgio. Tomaso Riccardi lo mostra con una sorridente ironia, che, giustamente, non nasconde l'orgoglio di possedere negli archivi familiari cimeli storici così unici.

La partecipazione al laboratorio La Bella Tavola e l'ingresso al Castello di Castellamonte, dotato di un bel giardino con inaspettate palme, costano 14 euro (25 euro a coppia); per i possessori della tessera Abbonamento Musei il prezzo è 12 euro. La prenotazione è obbligatoria all'email info@artintour.net. Per info sul Laboratorio l'indirizzo è www.artintour.net; su www.turismotorino.org l'elenco di tutti i castelli partecipanti al progetto Castelli e dimore storiche, con relative schede.


Nessun commento:

Posta un commento