lunedì 16 maggio 2016

A Torino la sede europea della Via della Seta Ferroviaria

Cambiano i mezzi di trasporto, ma le rotte delle merci rimangono le stesse da secoli. La Via della Seta che Marco Polo percorreva a piedi o a cavallo, potrà essere percorsa sui treni ad alta velocità in un futuro neanche troppo lontano, forse addirittura tra una trentina d'anni. Da Lisbona a Pechino, passando per Madrid, Lione, Torino, Venezia, Belgrado, Istanbul, Teheran e, più a Nord, da Glasgow, Londra, Rotterdam, Berlino, Mosca, Ekaterinenburg, Astana. Città che evocano suggestioni letterarie e profumi esotici e che sarebbero collegate dai treni ad alta velocità, sulle due moderne Vie della Seta, a cui si attaccherebbero, come in una rete, altre città e capitali, per un totale di 223 città.



Il progetto è del Mir Initiative, che nel suo sito web ha pubblicato una cartina interattiva dell'Eurasia, collegata come se fosse una grande metropolitana: basta scegliere due città, inserite nella rete, non necessariamente sulle due rotte principali, e immediatamente appaiono la distanza in km e il tempo di percorrenza (per un errore, durante il test, ho cliccato Lussemburgo e Minsk, che distano 1623 km e che il treno ad alta velocità collegherebbe in 5 ore, con una media di oltre 300 km/h; se si cliccano le città giuste, invece, Torino e Pechino sono separate da 9838 km, che sulla nuova Via della Seta ferroviaria si percorrerebbero in 26 ore).

Torino è parte integrante di questo progetto ambizioso e visionario: qualche giorno fa in città è stata inaugurata la sede europea del Forum delle Città della Nuova Via della Seta. Finora sono 30 e presto potrebbero diventare 50: hanno sottoscritto la Carta di Torino, con cui i loro sindaci si sono impegnati a promuovere il progetto. Torino è la prima sede inaugurata, presto verranno aperte sedi anche a Pechino e a Mosca. E fa impressione leggere che le tre città sede del progetto sono Pechino, Mosca e Torino.

A cosa servirebbe, però, praticamente, un progetto di questo genere? Quante persone, potrebbero mai partire da Lisbona per andare in treno a Pechino, per dire? Quanto sarebbe finanziariamente redditizio un progetto di questo genere? Non bisogna pensare solo alle persone, in realtà, anche se i progressi ferroviari potrebbero mettere presto in dubbio il vantaggio del volo aereo persino in termini di tempo. Bisogna pensare anche alle merci. Un mese fa un treno della compagnia cinese Wuhan Asia Europe Logistics ha impiegato 15 giorni per arrivare da Pechino a Lione, dovendo superare difficoltà come, per esempio, i binari di diverso scartamento in Russia, e dovendo aggirare le Alpi, perché la Torino-Lione non è ancora stata completata. 15 giorni per un viaggio che via mare dura un mese di più, 45 giorni: il vantaggio per il trasporto delle merci è evidente. E cosa non dovrà essere le città lungo la Via della Seta riusciranno davvero a realizzare una ferrovia ad alta velocità, con standard di percorrenza e con scartamenti di binari comuni.

Per realizzare un percorso di questa rilevanza diventerà fondamentale la realizzazione della Torino-Lione, che permetterà di superare le Alpi e creerà il cosiddetto corridoio mediterraneo, dall'Atlantico di Lisbona, al Mediterraneo di Barcellona, Marsiglia, la Pianura Padana e poi giù, di nuovo verso il Mediterraneo, attraverso i Balcani, fino a Istanbul e all'Asia. Il corridoio mediterraneo, attraverso l'Italia, permetterà di risparmiare ben 1500 km. L'interscambio economico tra Cina e Europa vale oggi 500 miliardi di euro all'anno, destinati ad aumentare vertiginosamente, se questo progetto andasse in porto.

Il prossimo appuntamento del Forum sarà il 3 giugno a Sochi, in Russia, dove i sindaci di numerose città cinesi e russe firmeranno il loro ingresso nel progetto; verrà anche presentato un libro bianco sulle città che si troveranno sulla nuova Via della Seta ferroviaria. Ancora a giugno, Cina e Russia firmeranno l'accordo per realizzare la linea tra Mosca e Kazan, primo tratto della ferrovia ad alta velocità verso l'Asia Centrale e verso Pechino.


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