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sabato 16 luglio 2016

Maurizo Cimmino: vi spiego il successo della Street Food Parade

Pensate a qualche manifestazione torinese legata a cibo e bevande negli ultimi anni ed è molto probabile che vi verrà in mente anche una kermesse della To Business Agency. L'International Street Food Parade del Parco Dora, In vino veritas e il NOW Summer Festival al MRF Mirafiori, World Beer Festival della Birra sono gli eventi che ha lanciato in questi ultimi due anni. Il successo torinese ha spinto alla realizzazione di un tour italiano della Street Food Parade e questi sono i numeri realizzati dall'Agenzia dal 2014: 23 eventi organizzati, oltre 2 milioni di partecipanti, oltre 300 operatori enogastronomici coinvolti, 500 specialità gastronomiche, italiane e internazionali, proposte, 30mila litri di birra e 10mila bottiglie di vino serviti. Maurizio Cimmino, che questi eventi si è inventato e ha lanciato, racconta i segreti del successo (meritato, perché quando ci sono idee, passione e lavoro, è bello che arrivino i riconoscimenti).


- Come è nata l'idea della Street Food Parade?
E' nata a Londra, dove ero in vacanza. A Camden Town, c'è uno spazio dedicato al food e più lo guardavo più pensavo che a Torino mancava un qualcosa del genere e che mi sarebbe piaciuto portarlo. E la Street Food Parade è nata pochi mesi dopo: alla mia compagna avevo detto che l'avrei realizzata in un mese, non è stato proprio così, ma l'abbiamo organizzata in poco tempo.

- E siete stati travolti dal suo successo. Vi aspettavate quella folla che ha praticamente paralizzato il Palavela?
Onestamente no. Avevamo notato che c'era molto interesse intorno al nostro progetto e che il tema del cibo suscitava curiosità, ma l'avevamo organizzato senza pensare a grandi folle, era più un "vediamo come va".

- Ed è andata benissimo. Dobbiamo cambiare idea su Torino come città rigorosa e la dobbiamo immaginare più edonista?
Torino ha sempre guardato con interesse alle novità, ma penso che in questo caso sia stata vincente la proposta di aggregazione. La gente ha voglia di uscire, di stare insieme, di avere punti di aggregazione e per noi italiani, non solo per i torinesi, la tavola è uno dei massimi posti di socializzazione. Poi la Street Food Parade propone tante cucine diverse in un solo posto, propone cose che non si trovano ovunque e favorisce così sia l'aggregazione che la voglia di soddisfare curiosità.


- Dal successo torinese è nato il tour della Street Food Parade in tutta Italia. Come è andata nelle altre città?
La reazione è stata simile, nel senso che l'Italia è un Paese che ama la tavola come momento di aggregazione, il pubblico è partecipativo. Però succedono anche cose interessanti, che rivelano le diverse tradizioni e le diverse aspettative nelle varie città. Se la curiosità è un po' la stessa ovunque, l'affermazione delle varie cucine è diversa: a Napoli, per esempio, ha avuto molto successo lo street food greco. Perché? Perché non ci sono tanti ristoranti greci e quindi la nostra manifestazione è stata occasione per conoscerlo. A Genova, città di mare, si sono affermate soprattutto le cucine di terra e, in particolare, il maialino sardo.

- Per ogni città, quindi, bisogna diversificare la proposta
Sì, diventa un lavoro interessante anche da questo punto di vista.

- Una delle cose più interessanti degli eventi organizzati è la location, che a Torino tende a essere post industriale. Dopo il Palavela e piazzale Aldo Fusi, rivelatisi insufficienti per le folle, la Street Food Parade sembra aver trovato finalmente casa nel Parco Dora, sotto una delle più belle strutture ex industriali di Torino, In vino veritas ha inaugurato i grandi eventi al MRF Mirafiori, dove adesso è in corso il NOW Summer Festival. Perché questa scelta insolita, in fondo?
Perché mi piace l'idea di valorizzare le periferie. A Torino sentiamo parlare da anni dell'importanza delle periferie, ma poi concretamente non abbiamo mai visto fare grandi cose. E invece la periferia è importante: Camden Town non è il centro di Londra, eppure vanno in tanti per vivere il suo mercato e il suo street food. Il Parco Dora lo abbiamo scelto perché era inutilizzato, pur essendo una bella struttura: quando siamo arrivati noi c'erano solo il Kappa FuturFestival e la fine del Ramadan e abbiamo dimostrato che poteva essere un bel punto di aggregazione con cibo, musica e intrattenimento. Lo spazio MRF Mirafiori mi è stato proposto: io sono innamorato dell'architettura e Mirafiori porta con sé una storia appassionante, è la storia della Torino dell'ultimo secolo, è il quartiere più famoso della città a livello mondiale, grazie alla fabbrica della Fiat. Con In vino veritas, abbiamo provato che si poteva realizzare un grande evento culturale, di aggregazione e intrattenimento.


- E arriviamo al NOW Summer Festival, che al MRF Mirafiori porta street food, concerti, intrattenimento sport, area bambini. Potremmo considerarlo come una summa di tutti gli eventi di To Business Agency?
Sì, potremmo definirlo così: ci sono tutte le cose che caratterizzano i nostri eventi in uno spazio post industriale. Sono 50mila metri quadrati che abbiamo riempito di idee e di eventi, non è stato facile, è uno spazio enorme, ma crediamo nella nostra formula e abbiamo aperto alla città un nuovo punto di socializzazione. MRF Mirafiori deve ancora entrare nell'immaginario torinese come punto d'incontro e i nostri eventi stanno lavorando a questo. E' un figlio che sta crescendo e vediamo che strada prenderà!

- Per l'autunno e il futuro quali progetti state preparando?
Saremo in tour in Italia, il 18 settembre saremo a Torino con il World Beer Festival, sempre a settembre ci sarà In vino veritas a Fossano (CN) e sono confermati i nostri eventi per il 2017: a giugno saremo al Parco Dora con l'International Street Food Parade, che è diventato l'appuntamento più importante d'Italia per il settore. Poi c'è un progetto che è ancora un'idea, ma mi piacerebbe molto realizzare: un magazine sullo street food, una sorta di Time out londinese, ma in chiave street food.


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