mercoledì 27 luglio 2016

Quando in piazza Castello non c'erano le auto

Due foto di Piazza Castello, il cuore di Torino, a cavallo tra il XIX e il XX secolo, con Palazzo Reale sempre sullo sfondo. Probabilmente bisogna aver visto piazza Castello negli anni 80, per rimanere sorpresi e meravigliati, piacevolmente colpiti, al vedere la piazza affidata praticamente solo ai pedoni.


C'era un originario concetto di piazza, come luogo d'incontro e di socializzazione, appena spezzato dal passaggio dei tram verso via Garibaldi, che negli anni 70 e 80 era andato perduto. In quel periodo, infatti, intorno a Palazzo Madama c'era un traffico circolare, che lo utilizzava come una sorta di rotonda aulica, davanti all'edificio c'erano i capolinea del 72 e le fermate degli autobus e tram provenienti da via Po e diretti verso via Pietro Micca; in piazzetta Reale c'era un parcheggio dell'ACI. Davvero, negli anni 70 e 80, il concetto di piazza aulica era stato stravolto, arreso al dio automobile, su cui Torino ha concentrato la propria fortuna nel XX secolo.

Un concetto recuperato solo recentemente, nel periodo pre-olimpico, con il ritorno di piazza Castello a isola pedonale, il trasferimento del traffico automobilistico, trasporto pubblico compreso, sul lato meridionale. Si guardano le foto e si pensa come quella parentesi di auto davanti a Palazzo Reale non sia stata particolarmente felice. In fondo il recente ritorno alle origini, segnala come sia stata forte l'impronta di chi ha disegnato la città, nel XVII secolo, e come sia stato intelligente chi, negli anni 90, ha voluto il ritorno delle piazze auliche torinesi alla loro originaria funzione di luoghi di bellezza e di socializzazione.


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