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mercoledì 31 agosto 2016

La magia di via Garibaldi, antico decumano di Torino

Via Garibaldi è l'antico decumanus maximus di Augusta Taurinorum, la più importante via dell'impianto delle città romane, insieme al cardo maximus (via San Tommaso). E' curioso come il decumano abbia mantenuto il suo prestigio e la sua importanza, mentre il cardo abbia ceduto importanza e visibilità alle vicine, e parallele, via Milano e via XX settembre: cose di una città con 2000 anni di storia.


Via Garibaldi collegava la Porta Decumana, inglobata nell'attuale Palazzo Madama, e la Porta Praetoria, posta all'altezza dell'attuale via della Consolata. La sua posizione privilegiata ha fatto sì che durante gli ampliamenti cittadini non abbia mai perso la sua importanza: si trovava sull'asse che collegava l'unico ponte sul Po alla via che portava verso la Francia, quale altra strada cittadina, tra Est e Ovest, avrebbe mai potuto mettere in pericolo il suo primato? Nessuna c'è riuscita, nei due millenni di storia torinese: ancora oggi, che è pedonale da qualche decennio, via Garibaldi continua a essere la più importante via commerciale del centro sulla direttrice est-ovest, è una delle vie predilette della passeggiata pomeridiana  e una delle preferite dai turisti in cerca di shopping, scorci e immagini d'architettura (lungo il suo percorso ci sono le facciate di chiese barocche, sulle vie che l'attraversano sorgono i palazzi con i più bei cortili rinascimentali (Palazzo Scaglia di Verrua) e barocchi (PalazzoSaluzzo di Paesana) di Torino.


A via Garibaldi sono particolarmente affezionata: ho studiato Storia dell'Urbanistica, alla Facoltà di Architettura con Vera Comoli Mandracci, una delle persone più appassionate della storia di Torino e della sua trasformazione in capitale, che abbia mai incontrato. La trasformazione di Torino in capitale dei Savoia aveva grande magia raccontata da lei e il 'raddrizzamento' delle vie medievali di Torino, che pur avendo l'impianto romano, non avevano la larghezza e la monumentalità necessarie per le nuove ambizioni, è stato uno dei punti più importanti delle sue lezioni. I tre grandi ampliamenti cittadini, fino a raggiungere la forma di una mandorla imprendibile, rafforzata dalla Cittadella, e il raddrizzamento delle vie medievali.


Uno dei raddrizzamenti più importanti fu quello di Contrada di Dora Grossa, l'attuale via Garibaldi, che da via commerciale, stretta, irregolare e insalubre venne mano a mano trasformata, e, tra il XVII e il XVIII secolo, assunse buona parte del suo aspetto odierno: case di architettura elegante e signorile, con portoni spesso monumentali, chiese sontuose e barocche. E' una via che invita non solo a guardare i negozi per lo shopping, ma anche a stare proprio con il naso all'insù, per scoprire i balconi fioriti, lesene di ordine corinzio, gli scudi sugli antichi portoni patrizi, le decorazioni sobrie ed eleganti, gli scorci delle vie laterali, siano quelli della Contrada dei Gardinfanti, che sanno un po' di Medioevo, o quelli che portano verso il Quadrilatero Romano, con campanili inaspettati.


Ieri pomeriggio passeggiavo oziosamente, senza una meta precisa: il sole era già avviato verso il tramonto e a un certo punto mi sono trovata a pensare a quanto in via Garibaldi si possa apprezzare la monumentalità della prospettiva, come disegno architettonico: è così lunga e rettilinea da dare l'immediata percezione degli edifici che 'corrono' verso il centro del disegno, Palazzo Madama verso Est e gli alberi di piazza Statuto e, nei giorni più belli, le Alpi verso Ovest. E in questi decenni di via pedonale ha accentuato la sua vivacità: i dehors all'aperto, i grandi marchi nazionali e internazionali (sono arrivati Casanova e Kiko, mancano gli store di Inditex, praticamente tutti in via Roma, ci sono le nuove invenzioni torinesi, da Grom a Savurè), i gruppi di ragazzi che sciamano per farsi vedere, i turisti che non hanno bisogno di cartine, quelli che camminano distrattamente con un occhio allo smartphone, la luce dorata di fine estate. Mi sono ricordata di un paio di volte che l'ho percorsa all'alba, praticamente deserta, con il pavimento lastricato umido per la brina, la corsa dei palazzi verso il centro della prospettiva e poi, da una luce bianca e lattea, quasi come un'immagine onorica, è apparso Palazzo Madama, sullo sfondo. Magica via Garibaldi!


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