venerdì 7 ottobre 2016

In prima linea, le foto delle reporter di guerra a Palazzo Madama

Nella conferenza stampa di In prima linea – Donne fotoreporter in luoghi di guerra, la mostra fotografica che sarà aperta a Palazzo Madama fino al 13 novembre 2016 [AGGIORNAMENTO prorogata fino al 16 gennaio 2016], la fotoreporter Andreja Restek, da cui è nata l'idea di questa bella esposizione, ha sostenuto che non esiste uno sguardo femminile sulla guerra, ma un approccio diverso, che dipende dalla propria sensibilità e dalle proprie origini culturali. "C'è chi ha un approccio più emotivo, cogliendo gli attimi di vita quotidiana. C'è chi ha una visione più dura e mostra i lati più feroci. Tutte vogliamo mostrare le vite spezzate e i drammi della guerra".


Sono parole che tornano in mente visitando la mostra nella Corte Medievale di Palazzo Madama. Si osservano queste immagini, che mostrano dolore e tristezza nei volti dei sopravvissuti, distruzione e disperazione nelle macerie delle città. La guerra civile in Siria e il conflitto in Ucraina, di cui sappiamo quasi tutto a ogni telegiornale, l'eterna guerra del Congo che ci sfugge e che parla di guardiaparco coraggiosissimi, che resistono alla guerriglia per difendere la fauna e le risorse naturali immense dalla depredazione. La guerra è guerra, viene da pensare, a vedere madri e padri che piangono disperati, ragazze e bambini bellissimi con lo sguardo dolente, corpi in attesa di sepoltura, siano in Asia, Africa o Europa, e davvero non importa il genere di chi la racconta, perché porta con sé una violenza e un dolore che travolgono tutto. E' una mostra splendida, allestita in modo rigoroso nelle vetrine già utilizzate per la mostra su Marilyn Monroe e adesso reinterpretate. Marilyn e le fotoreporter di guerra, modi diversi di essere donne, la grande ricchezza della sensibilità femminile e dell'immaginario che l'accompagna. Non amo Marilyn Monroe, né per l'idea di donna che rappresenta né per il mito che l'accompagna (posso dire che è una delle donne più sopravvalutate del XX secolo?), per cui non ho visto la sua mostra e sono felice che Palazzo Madama sia tornata a raccontarci storie di donne protagoniste e determinate, mai vittime di se stesse e degli altri: sono le donne di cui la nostra società ha bisogno, come modelli e come esempio.


Le 14 fotoreporter di guerra che firmano le fotografie sono Linda Dorigo, Virginie Nguyen Hoang, Jodi Hilton, Andreja Restek, Annabll Van den Berghe, Laurence Geai, Capucine Granier-Deferre, Diana Zeyneb Alhindawi, Matilde Gattoni, Shelly Kittleson, Maysun, Alison Baskerville, Monque Jaques, Camille Lepage; arrivano da Paesi diversi e lontani come Egitto, USA, Croazia, Belgio, Francia, UK, Spagna, Italia. Ognuna di loro è rappresentata in mostra da 5 fotografie, pubblicate dalle testate e dalle agenzie con cui collaborano, sono in bianco e nero o a colori, raccontano le emozioni di un istante o la violenza di un panorama. Sono la testimonianza cruda e affascinante di quanto il giornalismo, vissuto con passione e dedizione, sia sempre il mestiere più bello del mondo, nonostante i limiti e le crisi che lo coinvolgono in questi anni.


In prima linea – Donne fotoreporter in luoghi di guerra, nella Corte Medievale di Palazzo Madama, in piazza Castello, sarà aperta fino al 13 novembre 2016. L'orario di apertura è lun-dom ore 10-18. Il biglietto alla mostra costa 10 euro, ridotto 8 euro, gratuito con la tessera Abbonamento Musei; il biglietto mostra+museo costa 14 euro, ridotto 12 euro, gratuito con l'Abbonamento Musei. Visite guidate il 23 ottobre e il 6 novembre 2016 alle ore 15.30, biglietto 4 euro + biglietto alla mostra, info e prenotazioni tel 011 5211788, email prenotazioniftm@arteintorino.com. La mostra è promossa dall'Associazione G.I.U.L.I.A. - Giornaliste Unite Libere Autonome e da ADCF Onlus, l'Ambulanza dal Cuore Forte.


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