mercoledì 26 ottobre 2016

Words and Stars: a Torino l'incontro artistico tra Orham Pamuk e Grazia Toderi

Tra Infini.to – Planetario di Torino e Palazzo Madama, un piccolo grande evento, che unisce arti e culture lontane e le sintetizza nel progetto Words and Stars, una serie di installazioni di grande fascino. Tutto inizia nel 2013, quando lo scrittore turco Orhan Pamuk propone all'artista Grazia Toderi di lavorare insieme a un'opera d'arte da esporre nel Museo dell'Innocenza, da lui creato a Istanbul. Il risultato della loro collaborazione è una trilogia: un monologo, un dialogo e una conversazione che saranno presentati al MART, il Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto nella primavera del 2017.



A Torino verranno presentate un'opera realizzata ad hoc per la cupola del Planetario (5-6 novembre 2016) e un'installazione "piccola ma raffinata" a Palazzo Madama (4 novembre 2016-16 gennaio 2017).

"In Words and Stars le parole di Orhan Pamuk riprendono e sviluppano la trama del Museo dell’Innocenza, romanzo scritto dallo scrittore turco nel 2008, a cui è seguita la creazione del museo vero e proprio a Istanbul nel 2012. I due protagonisti, che vivono un amore contrastato, tornano bambini ponendosi domande esistenziali sull'universo: possono i nostri pensieri essere confrontati a lontane stelle in movimento? Esiste un collegamento visivo tra i paesaggi della nostra mente e il cielo sopra alle città? Questi stessi interrogativi costituiscono il punto di partenza della collaborazione tra l'artista visiva e lo scrittore, che trova sviluppo nella trilogia, dove il 'monologo' si sviluppa in 'dialogo' e in 'conversazione', trasformando l’esperienza personale in universale" spiega il comunicato stampa diffuso da Palazzo Madama.

Nel Planetario, il progetto di Pamuk e Toderi prevede un video proiettato a 360 gradi su schermo emisferico, per cui ci si trova all'interno di un globo "nel contempo celeste e terrestre, dagli incerti confini, dove la scrittura di Orhan Pamuk appare e scompare sullo sfondo notturno della città di Istanbul, le cui luci si trasformano in possibili costellazioni nelle immagini create da Grazia Toderi".

A Palazzo Madama, invece, l'installazione dei due artisti si confronta con un'opera di Pietro Piffetti, un piccolo planetario del XVIII secolo, che rappresenta le orbite in movimento tra Sole, Terra, Luna e i pianeti. E' intagliato in lego e intarsiato in avorio e "con figure che tutt’intorno raffigurano i segni zodiacali. Un oggetto usato durante le lezioni di astronomia come strumento didattico per le dimostrazioni sperimentali con gli allievi. In ambito anglosassone viene definito Orrery (termine riferito a Charles Boyle, quarto conte di Orrery, che fece realizzare il primo planetario del genere nel 1704) e questo conservato a Palazzo Madama di Torino fu costruito dall'ebanista piemontese sulla base delle indicazioni a lui fornite dal fisico francese Jean-Antoine Nollet, chiamato a Torino per sei mesi nel 1739 a tenere un corso di fisica per il principe Vittorio Amedeo, figlio di Carlo Emanuele III di Savoia e futuro re di Sardegna". Nella Sala del Senato, questo piccolo gioiello sarà affiancato da otto immagini dalla forma circolare e ovale, che Toderi e Pamuk hanno inserito tridimensionalmente in una grande teca. La cosa curiosa è che il planetario di Piffetti rimarrà smontato, "così come è stato ritrovato (in futuro sarà restaurato), per sottolinearne la natura fortemente enigmatica, come enigmatica rimane la visione delle stelle".

Un progetto davvero interessante, che unisce arti diverse e in Musei con una propria storia e una propria identità. Se ne tornerà a parlare non appena saranno aperti al pubblico!


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