domenica 13 novembre 2016

Nel Parco Naturale di Stupinigi, unicum di architettura e paesaggio

La Palazzina di Caccia di Stupinigi, pochi km a sud di Torino, è un vero e proprio unicum in Europa, non solo per questo ritmo incalzante di maniche concave e rettilinee, che accompagnano come una danza fino al trionfo del salone centrale e del cervo che lo sovrasta, ma anche per il grande Parco che la circonda, in cui i sovrani sabaudi e i loro ospiti sfogavano la passione per la caccia.


Costruita nel XVIII secolo da Filippo Juvarra per il loisir della Famiglia Reale, la Palazzina condiziona anche il disegno del territorio che la circonda: gli assi prospettici che da essa partono, siano quello centrale, visibile arrivando da Torino, o quelli delineati dalla Croce di Sant'Andrea del suo nucleo centrale, si riflettono nel disegno delle rotte di caccia all'interno del Parco, creando un continuo rimando del suo legame con il territorio. E' un sistema, che lega l'architettura, il territorio e il paesaggio, unico in Europa e che una bella visita guidata, organizzata a ottobre dalla Biennale Creare Paesaggi della Fondazione per l'Architettura di Torino, ha permesso di leggere da un punto di vista sia storico che contemporaneo. Il Parco che circonda la Palazzina aspira infatti a diventare un punto di riferimento culturale, turistico, economico e gastronomico, traducendo nel XXI secolo la sua storia plurisecolare.


Filippo Juvarra aveva immaginato la Palazzina di Caccia immersa nel verde, con un grande asse prospettico verso Torino, che la rivelava piano piano ai viaggiatori, mano a mano che si avvicinavano, e che continuava poi verso sud, fungendo da asse simmetrico del cosiddetto Parco storico, il giardino oggi visitabile con il biglietto d'ingresso alla Palazzina. Un giardino recuperato e riaperto al pubblico solo recentemente. Era composto da grandi aiuole simmetriche delimitate da ligustro, secondo il gusto del Settecento, e si concludeva in maniera insolita, con uno spazio di forma rotonda, che la moda romantica dell'Ottocento trasformò poi in un bosco, dotandolo anche di un laghetto, con cui si ruppe la simmetria della composizione juvarriana. L'effetto d'insieme, ammirato dalla scalinata del Salone centrale, doveva essere di grande impatto: una simmetria perfetta e un grande asse visuale che accompagnava fino alle Alpi maestose, a chiudere l'orizzonte. Per questioni di sicurezza il Parco storico non può essere visitato completamente, si può arrivare fino all'inizio del grande cerchio conclusivo: il bosco ottocentesco e il laghetto, dotato anche di una piccola isola, non potranno essere visitati fino a quando gli alberi non saranno messi in sicurezza (e non ci sono date certe circa la realizzazione del progetto).


Tutt'intorno al Giardino interno della Palazzina sorge il Parco Naturale di Stupinigi, una vera e propria oasi della natura, che dovremmo riscoprire tutti, residenti e turisti, conoscendone però la storia. Anche il Parco è un unicum: sappiamo che è stato concepito da Juvarra per assecondare la passione per la caccia dei Savoia e dei loro ospiti, sappiamo che fu disegnato secondo assi che ne condizionarono lo sviluppo. Quello che sappiamo meno è che fu costruito dal geniale siciliano su un territorio dall'intensa storia precedente: siamo tra Torino e le valli alpine, in un'area strategica sin dall'antichità per il controllo dell'ingresso in Italia e per questo dotata di un sistema difensivo di grande forza, che partiva dalla Novalesa e arrivava fino a Castelvecchio, passando per il Castello di Parpaglia (questi ultimi due all'interno del Parco); preesistente all'intervento juvarriano era anche tutto un sistema di cascine fortificate, alcune delle quali ancora oggi esistenti e attive, all'interno del Parco.


Il disegno dell'architetto siciliano quasi ignorò il substratum del territorio e inventò un Parco straordinario, dotato di rotte di caccia per il piacere dei sovrani, ricco di flora e di fauna. Nel Parco ci sono  una novantina di specie di uccelli, la maggior parte delle quali nidificante nel territorio: tra loro ci sono il nibbio bruno, il falco pellegrino, il picchio nero; ci sono anche mammiferi, anfibi, rettili, tra cui il capriolo, il rospo smeraldino, la lucertola muraiola, che contano anche sulla ricchezza di acque del territorio. Juvarra ignorò il territorio esistente, ma non lo distrusse: cascine e fortificazioni contribuiscono a fare del Parco quel sistema unico in Europa a cui accennavo all'inizio. Il Parco di Stupinigi non è solo un territorio da conservare, ma è un territorio vivo, che produce e che si inserisce nella nuova attenzione verso i prodotti a km 0; alcuni edifici sono stati trasformati in ristoranti e bed & breakfast, che offrono accoglienza in un intorno naturale di grande bellezza, a pochi km da Torino. Gli operatori economici, agricoltori, allevatori, ristoratori, albergatori, si sono riuniti nell'Associazione Stupinigi è, che intende valorizzare le capacità produttive del territorio: tra i primi progetti realizzati c'è la filiera della farina di Stupinigi, che produce "pane di qualità a lievitazione naturale con pasta madre, utilizzando farina di grano tenero coltivato nei campi di Stupinigi".

E poi c'è la possibilità di passeggiare in bicicletta, a cavallo, con trenino apposito, lungo le rotte della caccia amate dagli antichi re sabaudi. Ci si trova in stradine di terra battuta, immersi in boschi di ontani e querce, tra frassini e pioppi, ad ascoltare i suoni della natura, ad attraversare piccoli canali gorgoglianti, mentre di tanto in tanto fanno capolino le Alpi, si incrociano runners, famiglie in bicicletta pronte a un pic nic. La parte più bella, però, è sulla Torino-Pinerolo, ormai chiusa al traffico e utilizzata soprattutto da chi ama la bicicletta. Era la continuazione ideale dell'asse centrale della Palazzina di Caccia e passeggiarvi adesso, avendo da un lato il paesaggio piemontese di campi coltivati e cascine di laterizi, avendo alle spalle le Alpi innevate e davanti, che si avvicina mano a mano, la grande Palazzina juvarriana e il suo cervo, è semplicemente bellissimo.


Nessun commento:

Posta un commento