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giovedì 17 novembre 2016

Torino seduce Le Journal del Lussemburgo con storia, cultura e sapori

L'arrivo di nuovi voli all'aeroporto di Caselle, non fornisce solo a noi torinesi maggiori opportunità di viaggiare e passare i weekend in altre città d'Italia e d'Europa, ma permette agli abitanti di quelle stesse città di venire a Torino e trasformarla in meta turistica. Lo ha capito bene Turismo Torino, che ha approfittato del primo volo tra il capoluogo e Lussemburgo, avvenuto pochi giorni fa, per invitare alcuni giornalisti del Granducato a scoprire la nostra città.


Il primo articolo su Torino è uscito sul quotidiano Le Journal e scopre una città che, come recita il titolo, è Alle radici dell'Italia. Catherine Kurzawa, l'autrice dell'articolo, ha apprezzato Torino sin dall'arrivo in aeroporto: "Le vette alpine che circondano la città le donano un'immagine unica, che invita a un soggiorno tra sport invernali e itinerari cittadini".

Poi c'è stata la scoperta della città, che fu capitale dei Savoia grazie al duca Emanuele Filiberto, il primo anche a iniziare la costruzione delle Residenze Reali. Oggi in città ce ne sono sei e nei dintorni undici, spiega Kurzawa, che loda i Savoia anche per essere "all'origine del Museo Egizio" (ed è inevitabile ricordare che il nostro è "il secondo Museo Egizio al mondo dopo quello del Cairo".

La cultura, nota la giornalista lussemburghese, è uno dei punti centrali dell'identità di Torino. Ma non da adesso: la città "si è trasformata in un centro culturale dopo il 1848, con l'arrivo dei rifugiati politici delle altre regioni italiane, che chiedevano asilo allo Stato Sabaudo". E oggi, nelle strade torinesi, convivono facciate barocche e installazioni contemporanee e anche le luci notturne donano alla città "un'immagine ancora diversa". Kurzawa si sofferma quindi sulla mostra dedicata all'attivista e artista cinese Ai Weiwei, in corso da Camera, sottolinea la presenza del Museo del Cinema, "nel simbolo della città, la Mole Antonelliana". E poi il riconoscimento finale: le grandi trasformazioni della città, che hanno avuto uno dei perni nei Giochi Olimpici di 10 anni fa (a cosa servono le Olimpiadi, Roma?), l'hanno resa "un polo turistico completo. L'anno scorso ha accolto oltre 4 milioni di visitatori".

L'articolo è accompagnato anche dalle inevitabili cose da vedere e da gustare in città. Tra le prime ci sono il Duomo, che ospita la Sacra Sindone; il Mercato di Porta Palazzo, "il più grande d'Europa a cielo aperto" e "l'occasione di immergersi in un'atmosfera autentica e calda"; il Museo del Cinema, che, nella Mole Antonelliana, offre "un percorso dinamico", mentre gli effetti speciali sono assegnati all'ascensore, che "si invola letteralmente verso la parte alta della struttura"; il Museo Egizio, con una "impressionante collezione di oggetti della vita di tutti i giorni" e con "un laboratorio di restauro visibile al pubblico, così da permettergli di prendere coscienza del lavoro degli archeologi. Tra i sapori da gustare a Torino, il cioccolato, il vermut, il bicerin e la pasta fresca (il Porto di Savona e la Tavera Libraria sono i due indirizzi forniti dal quotidiano lussemburghese).


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