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lunedì 19 dicembre 2016

Fortunato chi parla l'arabo, al Museo Egizio di Torino

Sin dall'arrivo di Christian Greco alla sua direzione, il Museo Egizio ha avuto come obiettivo l'apertura alla comunità araba, in particolare a quella egiziana, affinché diventi strumento di conoscenza, di confronto e di inclusione, anche di orgoglio e di identità, per gli egiziani torinesi. Anche per questo l'arabo è una delle lingue utilizzate nelle didascalie, lungo il percorso museale. Adesso arriva una nuova iniziativa, Fortunato chi parla l'arabo, tutta pensata per i cittadini di cultura araba: dal 19 dicembre 2016 al 31 marzo 2017, potranno entrare al Museo Egizio due persone al prezzo di un solo biglietto intero. E' la prima volta che un Museo italiano si rivolge ai nuovi italiani, per dare loro l'opportunità di conoscere un pezzo importante della storia della loro cultura d'origine.


"L'Italia ha l'onore e l'onere di custodire una collezione che ha la sua conditio sine qua non nel suo Paese di provenienza, l'Egitto" ha spiegato Christian Greco. "In un museo recentemente rinnovato, che si interroga su identità, missione e obiettivi futuri, siamo sempre più consapevoli del fatto che nessuna istituzione culturale esiste se non è connessa con il tessuto sociale in cui è inserita; scaturisce quindi la necessità di comprendere e interagire con i mutamenti di una società in evoluzione. Credo che la cultura materiale possa avere un ruolo importante nel costruire ponti fra le sponde del Mediterraneo, divenendo elemento principe della diplomazia culturale. Il rapporto costante tra soggetto e oggetto e ciò che può unire persone di provenienza socio-culturale diversa e che aiuta a riflettere su un'esperienza comune".

La campagna di comunicazione è rivolta ai cittadini di lingua araba di tutta Italia; solo a Torino conta di raggiungere circa 24mila persone (tanti sono i residenti di cultura araba nella nostra città); in città anche manifesti e poster, anche nei bus, in arabo, per invitare a scoprire il Museo Egizio. Importante anche il ruolo svolto dagli 'ambasciatori': alcuni cittadini, formati dal Museo, informeranno i connazionali dell'iniziativa del Museo, illustrando le sue caratteristiche, e li raggiungeranno nella Torino che frequentano, i quartieri, i mercatini rionali, i negozi, le moschee e i luoghi di culto.

Per il nostro Paese è il primo grande progetto rivolto ai nuovi italiani, parte da uno dei Musei italiani più antichi, il Museo Egizio, e da una città, Torino, che ha fatto dell'accoglienza uno dei punti di forza della sua storia. Che Iside e Ramses, il Nilo e le piramidi possano affascinare anche chi da quelle rive è dovuto andare via e a Torino ha trovato un'opportunità.


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