sabato 28 gennaio 2017

Barbara Oggero: sono una fotografa di storie, anche a San Valentino

Le foto di Barbara Oggero mi hanno sempre affascinato, da quando ho visto nel web, del tutto casualmente, quelle dedicate al tango e al flamenco. Poi ci sono stati i social, soprattutto Instagram, e il suo blog, Reporter per caso, con le fotografie dei suoi viaggi e la sua attenzione per la varia umanità incontrata per le strade, i volti, i colori, a volte sembra di sentire persino gli odori. Era da tanto che volevo parlare con lei, perché, tra le altre cose, mi piace la definizione che dà di se stessa, fotografa di storie. L'occasione si è presentata per San Valentino: Barbara propone un servizio fotografico speciale, Love Click, pensato per le coppie che vogliono farsi un regalo insolito, una sessione fotografica che racconti di loro.


- Una bella idea, Barbara, e anche originale!
Sì, lo penso anch'io: le cene e tutte le altre cose tradizionali che si fanno a San Valentino vanno via, finiscono, ma un servizio fotografico rimane, si può rivedere dopo tanto tempo e ricorda un bel momento di coppia.

- Come funziona Love Click?
E' molto semplice, invito le coppie a scegliere una location che per loro ha un valore affettivo, dal parco del primo bacio alla baita dove si sono promessi amore, e poi le lascio libere di essere se stesse e di raccontarsi attraverso le immagini. Non mi piace mettere in posa le persone, mi piace catturare i momenti; posso dare dei suggerimenti, in genere arrivo sempre con una serie di idee, ma poi c'è la libertà delle coppie di essere se stesse, perché devono sentirsi protagoniste e identificarsi con le fotografie, mi piace che la foto sia il racconto di una storia. All'inizio gli uomini sono un po' più freddi, fanno più fatica a lasciarsi andare, ma poi sono i migliori modelli, danno il meglio di sé. Sono servizi fotografici che mi divertono molto, perché le dinamiche delle coppie sono sempre diverse e, una volta che si sentono a proprio agio, tutte tendono a proporre idee e a creare così il proprio servizio fotografico. Nel pacchetto includo come omaggio anche una foto stampata 50x50 e incorniciata.


- Ti ho conosciuta nel web prima come blogger di Reporter per caso e poi come fotografa. Come è entrata la fotografia nella tua vita?
In realtà la fotografia è arrivata molto prima del blog e del web. Ho ricevuto in regalo da mio padre la mia prima macchina fotografica a 9 anni e da allora mi è sempre piaciuto fotografare. Alle scuole medie ho seguito un corso di Fotografia e Camera oscura. La macchina fotografica mi ha sempre accompagnato, insieme alla scrittura, era come un hobby. Intorno al 2004 le cose hanno iniziato a cambiare, le foto sono diventate anche un metodo di comunicazione, con una ricerca estetica e una sperimentazione. Nel 2011, ho lasciato il mio lavoro per la libera professione e ho aperto il blog, dedicato ai viaggi. In quel periodo, quando fotografavo monumenti e panorami quasi mi infastidiva la presenza umana, mentre oggi non amo fotografare monumenti e panorami se non c'è una figura umana, una storia che in qualche modo li racconti. Quest'estate sono stata in vacanza in Andalusia, a Granada, in un Mirador davanti all'Alhambra, mi sono divertita a fotografare alcune ragazze che si facevano i selfie, con l'Alhambra come sfondo, più che il monumento in sé.

- E questo cambio a cosa è dovuto?
Penso che la svolta sia stata quando ho iniziato a fotografare i ballerini di tango e poi di flamenco e ho scoperto il movimento. Credo di essere soprattutto una fotografa di movimento, questo ha spostato il mio interesse dalla street photography pura alla foto magari più tradizionale, ma accompagnata dal movimento, dalla storia che può raccontare.


- Ti definisci fotografa di storie ed è una definizione che a me piace molto. Come mi piace molto una cosa che hai scritto a proposito dei servizi fotografici matrimoniali che proponi: se cercate il classico servizio matrimoniale con tutti in posa non sono io la fotografa di cui avete bisogno. Una chiarezza di idee e una trasparenza notevoli: tu cosa proponi agli sposi?
Quello che dicevamo prima, il racconto della storia del loro matrimonio. Certo, la foto in posa davanti alla chiesa non manca perché ci sarà sempre il parente che ci tiene ad averla, ma mi piace vedere il matrimonio come un reportage, catturare un istante o un dettaglio, nascondermi dietro la macchina fotografica, lasciare che sposi e invitati vivano la giornata come vogliono e raccontare come è stata vissuta: la sposa che si toglie il velo e lo sposo che scherzosamente lo indossa, la sposa che sparisce un attimo e tutti la cercano perché ci siamo persi la sposa. Non sono le classiche foto degli sposi con lo sguardo verso il tramonto, ma sono davvero le foto autentiche di quel matrimonio, perché ci sono gli istanti irripetibili che gli sposi e gli invitati hanno vissuto.

- I torinesi sono facili da fotografare?
I torinesi hanno inizialmente una certa ritrosia, ma poi, come in tutto, una volta conquistati sono per sempre.


- Se dovessi consigliare tre luoghi torinesi da fotografare, a torinesi e turisti, quali consiglieresti e con quale luce? Evitiamo la Mole Antonelliana e la Gran Madre da piazza Vittorio Veneto
Anch'io preferisco i luoghi insoliti. Il primo è la Cavallerizza Reale, amo i luoghi sdruciti e consumati ,e la luce che consiglio è quella del cielo grigio, che io amo tantissimo. Poi il Parco del Valentino visto dall'altra riva del Po, da corso Moncalieri, al tramonto è davvero bellissimo da fotografare. Un altro posto molto bello è la Mandria, perché permette una gran varietà di fotografie: quelle bucoliche, ma anche quelle di architettura, di animali e di persone. Potrei aggiungere il Parco Dora, che ultimamente è un po' inflazionato, ma offre sempre molti spunti, se si è alla ricerca dei dettagli.

Barbara Oggero ha un blog, www.barbaraoggero.it, è anche su Facebook e su Instagram; il suo blog di viaggi è reporterpercaso.com.


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