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domenica 8 gennaio 2017

Con Vistaterra rinasce il Castello di Parella e valorizza il territorio

A Parella, nel Canavese, è in corso un'operazione di valorizzazione del territorio che parte dal restauro dell'antico Castello della cittadina, per far poi riscoprire un'area di grande fascino. Siamo a poco meno di un'ora da Torino, con magnifiche viste sulla Serra di Ivrea, sulla grande pianura e sulle cime alpine; alla bellezza naturale si uniscono una storia che si perde nel Medio Evo e tradizioni locali in cui si incontrano i saperi e i sapori delle valli alpine, delle dolci colline e della pianura padana. Il progetto di recupero è del Gruppo Manital e si chiama Vistaterra; ho avuto l'opportunità di conoscerlo poco prima di Natale, grazie a Turismo Torino, e sono rimasta incantata, come mi capita tutte le volte che scopro tanta bellezza a pochi km da casa.


Il castello di Parella, come molte residenze aristocratiche piemontesi, ha origini antichissime, probabilmente risalenti al X secolo. I Savoia non si erano ancora affacciati su questo lato delle Alpi e il territorio era conteso dai signori locali, tra i quali i conti San Martino di Parella, che costruirono la loro fortezza sulla strada che dalla Serra Morenica portava verso le Alpi. Se le origini si perdono nel Medio Evo, quello che è certo è che il primo documento storico riguardante il Castello risale al 1545, quando il conte Alessio chiese al Duca Carlo II di Savoia, il permesso di costruire un ponte levatoio. Nel XVII e XVIII secolo, il periodo di massimo splendore, con l'ampliamento del Castello e gli affreschi realizzati in numerosi saloni; nel XIX secolo, ci furono molti proprietari, comprese le suore francesi di clausura della Visitazione, poi, all'inizio di questo secolo, l'abbandono e, infine, il recupero iniziato dal gruppo Manital, che lo considera una sorta di volano per il rilancio del territorio.

E il fascino del Castello, articolato intorno a ben tre cortili, fa guardare con ottimismo alla proposta. Il primo, elegante cortile, con i suoi affreschi e il suo loggiato sul fronte principale, rimanda immediatamente al Rinascimento ed è davvero un peccato che la storia sia andata perduta: quando sono stati realizzati questi bellissimi affreschi e perché? Quando il feudatario di Parella è diventato un castellano non più guerriero ma cortese e cortigiano? La stessa domanda si pone nei saloni del piano superiore, dove gli affreschi hanno recuperato la loro vivacità. Nella Sala di Giove partecipano al curioso gioco ottico causato dalla volta a chiglia di nave; nella lunga galleria, chiamata Quadreria, perché un tempo ospitava i quadri dei principi di Casa Savoia, Ministri, Cardinali e Imperatori, costituiscono la principale ragione di fascino e suscitano un oh di meraviglia, come dovevano fare all'epoca, quando il Castello era abitato dai San Martino; la Quadreria si conclude nella Saletta Paradiso, che, aperta su tre lati sul paesaggio canavese, l'antico vigneto e il borgo di Parella, è impreziosita da magnifici affreschi a tema biblico. Qui, in questi saloni di cassettoni antichi o di affreschi vivaci, troveranno posto un ristorante e gli spazi destinati a eventi, cene e incontri. Nelle sale che sono ancora in restauro, nelle altre maniche, verrà aperto un albergo dotato di ogni comfort, con spa, sale convegni e spazi di incontro, come si conviene a un moderno spazio di accoglienza.


Intorno al secondo cortile, adiacente al primo, si aprono le botteghe, che valorizzano l'artigianato e i prodotti canavesani, in un'architettura che ha saputo mantenere ed esaltare le antiche volte in laterizio: ci sono le conserve, la pasta di tutti i grani coltivati nel Canavese, i formaggi degli alpeggi canavesani e i salumi locali; l'Enoteca propone l'Erbaluce prodotto nella vigna del Castello, ripristinata da poco, oltre a decine di etichette di vini; le erbe e le essenze del Canavese hanno anche ispirato una linea cosmetica, che sarà venduta nelle botteghe del Castello, così come i prodotti dolciari locali, selezionati attentamente secondo la filosofia della sostenibilità e della qualità della produzione. Il secondo cortile, così rigoroso architettonicamente, si rivela essere un'ampia vetrina sulle eccellenze locali, un vero e proprio polo del gusto, a 360°, in grado di valorizzare saperi, sapori e produzioni.


Il Castello di Parella aspira a essere un punto di partenza per conoscere il territorio: è già stato inaugurato il primo dei 18 itinerari del progetto Ville e Vigneti, con cui si invitano i turisti, magari ospiti del Castello, a scoprire la bellezza di quest'angolo di Piemonte, incastonato tra la collina morenica di Ivrea, le valli alpine e la grande pianura torinese: è un territorio di ville e parchi, di vigneti e boschi, di chiese e di cappelle, fino a Casa Giacosa, in cui visse il librettista Giuseppe Giacosa, e alla sua Colleretto Giacosa.

"L'approccio di Vistaterra è totalmente innovativo: unire relax, benessere, divertimento ed esperienze sempre nuove in un unico, magico, luogo in cui uomo, natura e storia si uniscono profondamente in un posto come mai se ne sono visti" spiegano dal Gruppo Manital. Il progetto è ambizioso, è realizzato con passione e amore per il territorio, in primavera la prova della verità con l'apertura al pubblico. In bocca al lupo, di cuore.

PS Della bella giornata a Parella avevo molte fotografie: il computer in cui le avevo salvate purtroppo non si accende più da alcuni giorni e queste sono le immagini che avevo pubblicato quel giorno nei social. Dovessi mai riuscire a recuperare il computer, pubblicherò anche altre foto. 

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