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martedì 3 gennaio 2017

Il cielo su Torino: le giovani compagnie al Teatro Gobetti

Inizierà stasera, al Teatro Gobetti (via Rossini 8), Il cielo su Torino, la rassegna che il Sistema Teatro Torino dedica alle giovani compagnie locali. Da oggi, fino al 15 gennaio 2017, andranno in scena cinque spettacoli: Orlando. Le primavere, con Silvia Battaglio (3-4 gennaio,), S.O.S. Storie di un’odissea psicosomatica con Aurélia Dedieu e Giuseppe Vetti (6-7 gennaio), Variazioni sulla libellula con la Compagnia Lanavesandri (11-12 gennaio), Elettra con Giuliano Scarpinato ed Elena Aimone (9-10 gennaio), Edith con Chiara Cardea e Elena Serra (14-15 gennaio); tutti gli spettacoli sono in anteprima nazionale.

Il primo spettacolo, Orlando. Le primavere, è liberamente ispirato all'Orlando di Virginia Woolf, "un'appassionata lettera d’amore a Vita Sackville-West, amante per quasi un ventennio, un testo a metà tra la biografia romanzata, il poema e il saggio critico, ambientato tra l’epoca elisabettiana ed il Novecento, giocato sull'intercambiabilità dei sessi del protagonista, celebrazione del mito androgino così nodale nell'autrice anglosassone. Creatura in continua trasformazione, Orlando si modella su quell'idea di libertà che è strettamente connessa ai temi dell'identità e dell'appartenenza, facendosi tramite di valori unici quali amore, verità, onestà".

Il 6 gennaio, alle ore 15.30, debutterà S.O.S. Storia di un'Odissea psicosomatica, "un 'viaggio allucinante', dove al posto della navicella micronizzata si incontrano strani abitanti dei nostri organi, che agevolano la comprensione dei sottili fili che uniscono cuore, mente e corpo. Sette organi, sette stazioni di posta rivelano sorprendenti retroscena: intestino, utero, stomaco, sistema ormonale, fegato, cuore, cervello. Dalle periferie alla sala macchine del nostro organismo, in un crescendo paradossale di clownerie, canto, gag, danza e pantomime, la protagonista cercherà di entrare in sintonia con se stessa"

Torna il mito con Elettra, in scena dal 9 gennaio, per raccontare la vicenda tragica di Elettra secondo Hugo von Hofmannsthal, vista come "una travolgente successione di inquadrature cinematografiche, un 'thriller dell'anima' dal ritmo incalzante e forsennato. Figlia di Agamennone, amatissimo padre, eroe della guerra di Troia, Elettra vive per vendicarne l’ignobile assassinio ad opera della madre Clitennestra e dell'amante di lei, Egisto. Nessuno riesce a strapparla al dolore muto e forsennato, è antica e moderna allo stesso tempo. In palcoscenico vive per Eschilo, Sofocle, Giraudoux, de Crebillon, Yourcenar, O'Neill: ancora bambina, non ancora donna, la figlia di Agamennone è costretta a compiere un fato incommensurabile, troppo grande per le sue spalle".

L'11 gennaio, alle ore 20.45, andrà in scena Variazioni sulla libellulla - Allegro ma non troppo tratto da Storia di una malattia e la libellula (Panegirico della libertà) di Amelia Rosselli, scritto e interpretato da Roberta Lanave e Camilla Sandri. "Il lavoro si compone come un trittico, sviluppato in tre variazioni. In Storia di una malattia si assiste alla testimonianza di quella che fu definita 'un'insolita esperienza esistenziale', scorgendo così la fragile natura della Rosselli, schizofrenica e paranoide. Una volta intravista la personalità della poetessa si può godere della sua opera La libellula (Panegirico della libertà), dove si lascia la prosa per toccare una scrittura in versi liberi, ipnotica, quasi un rullo, circolare come il moto delle ali che le libellule usano per volare, un vortice a cui abbandonarsi, seguendo solo la musicalità dei versi. Qui non c’è una storia o una trama, ma un grido, un anelito di libertà espressiva".

La rassegna si concluderà il 14 e 15 gennaio con Edith, di e con Chiara Cardea ed Elena Serra. Adattamento teatrale di Grey Gardens, l’indimenticabile ritratto di Edith Ewing, scava nel rapporto tra le due Edith Bouvier Beale, zia e cugina di Jacqueline Kennedy, e realizza un racconto teatrale su due livelli: "la storia di una donna alla ricerca della propria indipendenza e di una madre quasi disincarnata, che prende vita attraverso le proiezioni ossessive della figlia sul suo ruolo e le sue responsabilità, e c'è il rapporto tra un'attrice alla ricerca della propria maturità creativa e una regista che guida, quasi invisibile, il suo percorso, in una tensione continua di complicità e contrasto".

I biglietti per i singoli spettacoli costano 27 euro e possono essere acquistati alla biglietteria del Teatro Stabile di Torino / Teatro Gobetti, in via Rossini 8; l'orario di apertura della biglietteria è da martedì a sabato ore 13-19; la vendita online è su www.teatrostabiletorino.it.


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