mercoledì 4 gennaio 2017

Metro Poetry: la poesia sbarca nella radio della Metropolitana di Torino

Metropolitana e poesia è un legame che parte da lontano. A Londra e a New York è consuetudine trovare i versi di giovani poeti e di poesie celeberrime stampati vicino agli annunci pubblicitari o come decorazioni dei vagoni. Torino va oltre e con il progetto Metro Poetry è la prima città italiana che offre ai viaggiatori della metropolitana versi declamati attraverso gli altoparlanti, come intermezzi poetici nella programmazione di Radio GTT.


È un progetto importante e serio, proposto dall'Associazione culturale YOWRAS Young Writers & Storytellers a GTT e realizzato grazie alla collaborazione di importanti case editrici come Adelphi, Giunti, Guanta, Newton Compton. Anche la selezione dei poeti non è stata casuale e coinvolge non solo la nostra cultura: ci sono sì Giacomo Leopardi, Ugo Foscolo e Giovanni Pascoli, per rinfrescare le reminiscenze scolastiche e per ripensare alle loro parole nei momenti sospesi in attesa della metropolitana, ma anche Emily Dickinson e Jacques Prévert, Federico Garcia Lorca e William Shakespeaare, Pablo Neruda e Walt Whitman. Poesie, tempi, culture e stati d'animo che si mescolano, raccontati in versi, per accompagnare i pensieri negli spazi sotterranei della metropolitana. E, se posso dirlo, mi piace tantissimo che un progetto così semplice e, allo stesso tempo così rivoluzionario, sia nato nella città del Salone del Libro e proprio nell'anno in cui il Salone del Libro si sta reinventando, a 30 anni dalla sua nascita: la poesia come parte del nostro quotidiano, capace di entrare nell'animo di migliaia di persone con la forza prorompente delle sue parole, come il verso di una canzone, che rimane in testa e aiuta a vivere le emozioni della vita. Potranno togliere a Torino tutto quello che si inventa, ma non riusciranno mai a fermare chi ha idee e sa farne piccole rivoluzioni.

Bella anche l'idea che a leggere le poesie, con una musica di sottofondo, siano otto lettori e lettrici non famosi, "diversi per provenienza, età, ritmo, timbro, cadenza", perché la poesia è parte di noi e può raggiungerci anche se non è declamata da voci note ed esperte.

Metro Poetry è un progetto che inizierà il 15 gennaio e terminerà ad aprile 2017 e chi lo sa se verrà ripreso. La cosa interessante è che un possibile legame tra la Metropolitana di Torino e la poesia è cosa cara a tanti. Giusto un anno fa ne parlava il blog del Circolo dei Lettori, lanciando una proposta suggestiva, ispirata alla metropolitana di New York. Qui i versi di autori più o meno conosciuti decorano i vagoni e le stazioni della rete metropolitana "sono poesie brevi, ma di forte impatto emotivo, costituiscono un filo invisibile,che unisce il popolo della Metropolitana per quei pochi o tanti minuti al giorno in cui, fintamente estranee, le persone intente alle proprie preoccupazioni quotidiane possono ritrovarsi in sintonia in un orizzonte di più vasta apertura" spiegava il blog. Che poi riprendeva una proposta di Marvi Del Pozzo, che modera da anni un gruppo di lettura poetico del Circolo dei Lettori: "Anche in previsione della nascita della Linea 2 della Metropolitana torinese, sarebbe bello proporre alle autorità locali, già piuttosto attente all'Arte Contemporanea (si vedano le realizzazioni del pittore Ugo Nespolo nelle stazioni della Linea 1), un'analoga iniziativa visto che non mancano interessanti giovani poeti nell'area cittadina: a quando una poesia in movimento in pianta stabile da noi?" Una bella idea nella città del Salone del Libro e delle strade ortogonali, che fanno pensare alla razionalità e, però, diventano anche poesia.


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