Eventi    Luoghi   Made in TO   Progetti   Storie   In viaggio               Chi sono  Contatti

giovedì 12 gennaio 2017

Tutto il 2017 dei Musei Reali, che riaprirà la Cappella della Sindone

Se il 2016 dei Musei Reali si è chiuso con numeri confortanti (ben 489mila visitatori), il 2017 promette di fare ancora di più, nella costruzione della loro identità, centro dell'eredità sabauda nel cuore della città.


In un comunicato stampa diffuso oggi, in cui si traccia un quadro dei progetti per quest'anno appena iniziato, i Musei Reali hanno annunciato per novembre la riapertura della Cappella della Sindone, a vent'anni dall'incendio che ne causò la chiusura e sarà bello tornare ad ammirarla, dopo il lungo restauro curato dalla Soprintendenza di Torino con il contributo della Compagnia di San Paolo. Tra l'estate e l'autunno, in programma anche nuove aperture, come gli spazi della Galleria Sabauda dedicati ai maestri piemontesi dal Trecento al Cinquecento, con le opere di Martino Spanzotti, Dedendente Ferrari e Gaudenzio Ferrari, o i Giardini Reali, che diventeranno il centro di distribuzione dei percorsi interni dei Musei, dopo i lavori di risistemazione del verde, dei vasi, della nuova segnaletica. Sarà aperto anche un nuovo percorso espositivo al Museo di Antichità, dedicato alle antiche civiltà del Mediterraneo, dagli Assiro-Babilonesi fino agli Etruschi, passando per le culture cipriote, greche e italiche.

Oltre alle aperture, i Musei hanno in programma anche una serie di eventi e di mostre. A Palazzo Chiablese, continuerà fino a marzo la mostra dedicata a Henri Toulouse-Lautrec, poi sarà la volta di Il bello senza tempo. La collezione di Gian Enzo Sperone da Roma antica a Ai Weiwei, e, in autunno una nuova esposizione, dedicata a Joan Miró e realizzata con la collaborazione della Fundació Pilar i Joan Miró. Alla Galleria Sabauda continueranno i Confronti cominciati tra le due Veneri di ambiente botticelliano conservate a Torino e a Berlino: a febbraio ci sarà A spasso con un drago, con un'opera di Carlo Mollino appena arrivato in Sabauda, e poi confronti dedicati a Daniele da Volterra e a Bellotto. Proseguirà anche il progetto Scoperte, che, sempre in Galleria Sabauda, valorizza il patrimonio sconosciuto e nascosto del Museo: dopo gli incisori olandesi, si potranno ammirare le opere di Grechetto e poi, in autunno, quelle di Dürer e Luca di Leida; al piano terra, sempre dall'autunno, una mostra dedicata a Giovanni Battista Piranesi.


Bello anche il programma dell'Armeria Reale, che inizia a gennaio con la proposta di un'armatura giapponese nello stile delle dō-maru del secondo periodo Chusei (XIII-XVI secolo), donata dall’imperatore del Giappone Meiji a Vittorio Emanuele II nel 1869; si tratta di un'opera restaurata grazie al programma Restituzioni di Intesa San Paolo e adesso 'restituita' al pubblico.

Un programma intenso, capace di attrarre nuovi turisti a Torino e a cui bisogna aggiungere i numerosi laboratori, le visite guidate tematiche, l'apertura delle Cucine Reali e degli Appartamenti di Maria Teresa (si riuscirà un giorno a tenerli aperti grazie a professionisti pagati e non ai volontari? Una battaglia anche questa, che riguarda non solo Torino, ma buona parte degli Enti Culturali del nostro Paese). Ed è un programma che accompagna grandi ambizioni: "La mostra su Carlo Emanuele I che abbiamo appena inaugurato dimostra quanto sia grande il potenziale dei nostri musei anche come capacità di produrre idee, ricerca, occasioni di conoscenza e di scoperta. Per questo il 2017 dovrà essere anche l'anno destinato alla creazione di una nuova rete di rapporti, sia con le realtà locali, sia con quelle nazionali e internazionali. Tutto questo è necessario anche in vista del 2019, cinquecentenario di Leonardo che ci vedrà assolutamente protagonisti" ha detto Enrica Pagella, da un anno direttore dei Musei Reali, dopo esserlo stata di Palazzo Madama (e quanto abbia saputo dare vita al patrimonio che entrambi conservano è sotto gli occhi di tutti).


Nessun commento:

Posta un commento