giovedì 2 febbraio 2017

La visita a Palazzo Cisterna, tra presente e passato

Ogni ultimo sabato del mese, Palazzo dal Pozzo della Cisterna, chiamato brevemente Palazzo Cisterna dai torinesi, apre le sue porte per una visita guidata, gratuita e animata. È una visita che vale davvero la pena, perché permette di conoscere le sale sconosciute di uno dei più bei palazzi barocchi torinesi ed è condotta con passione dalla guida, dipendente della Città Metropolitana, e dal personale di controllo che la accompagna.


Palazzo Cisterna è stata a lungo sede della Provincia di Torino, adesso ospita la Città Metropolitana, ma in pochi sanno che prima ancora, fino alla prima metà del XX secolo, fu uno dei più importanti palazzi aristocratici torinesi, residenza ufficiale cittadina, addirittura, dei Duchi di Savoia-Aosta, il più importante ramo cadetto di Casa Savoia (e quello che sarebbe molto probabilmente sul trono, se l'Italia fosse ancora una monarchia, dato il matrimonio disuguale del principe Vittorio Emanuele). Il legame tra il Palazzo e i dal Pozzo della Cisterna inizia nel 1682, quando i principi lo acquistano dai Ripa di Giaglione e ne fanno la propria dimora torinese. Nel corso del Settecento il palazzo viene ampliato e abbellito, ma di quell'epoca si visitano solo la sala del piano terra, che accoglie oggi chi deve entrare negli uffici di Palazzo Cisterna, e la deliziosa scala che conduce al piano superiore.

La visita si concentra soprattutto sulle sale ottocentesche del Palazzo e sui restauri voluti dai Savoia-Aosta, dopo il matrimonio della principessa Maria Vittoria, ultima discendente dei dal Pozzo della Cisterna, con il principe Amedeo, secondogenito di Vittorio Emanuele II e primo Duca d'Aosta. Il matrimonio tra i due principi fu un matrimonio d'amore: Maria Vittoria era considerata la ragazza più bella di Torino, ma colpiva soprattutto per la sua sensibilità e per la sua cultura, per il suo interesse per i più sfortunati e per le numerose opere caritative che compiva; fu probabilmente questo a folgorare Amedeo, che la volle immediatamente sposare, nonostante lei non fosse un'Altezza Reale, e che ottenne facilmente il consenso del re, felice di vedere almeno uno dei suoi figli sposato per amore. L'ingresso di Maria Vittoia nella Famiglia Reale implicava la necessità di una residenza che rispondesse alle nuove esigenze e così furono avviati i lavori di abbellimento di Palazzo Cisterna.


Non vi aspettate però lo sfarzo barocco e settecentesco: Maria Vittoria e Amedeo erano una coppia del XIX secolo e il loro gusto rispondeva alla loro epoca. "Palazzo Cisterna è un palazzo buio, un po' perché via Maria Vittoria è una via stretta, in cui la luce si infila, ma non è come avere davanti un giardino o un parco, e un po' perché le scelte stilistiche, come i colori scuri dei mobili e delle tappezzerie non aiutano a illuminare gli spazi" ha spiegato la guida. E infatti le sale colpiscono per le loro tappezzerie di seta rosse, verdi, gialle, per i loro mobili di legno massiccio, pesanti e solidi (ma l'arredamento non è quello originale: ngli anni '40, prima di vendere il Palazzo, i Savoia-Aosta hanno venduto i mobili e le decorazioni interne, disperdendoli). Colpisce anche la convivenza tra mobili e colori antichi e stile di vita contemporaneo: le sale di rappresentanza ospitano gli uffici dell'Area Metropolitana, così computer, scrivanie e divani di design moderno convivono armoniosamente con sculture dorate, preziosi lampadari di cristalli, magnifiche volte affrescate ed eleganti soffitti a cassettoni. Volte e cassettoni non vanno mai persi di vista, nella visita a Palazzo Cisterna: ogni sala presenta cassettoni diversi, con colori eleganti e continui richiami all'unione tra i dal Pozzo Cisterna e i Savoia-Aosta; richiami che si ritrovano anche nelle volte affrescate: magari i temi sono mitologici o allegorici, ma sono sempre presenti gli scudi dei due Casati, i grifoni dei dal Pozzo della Cisterna e la croce bianca su sfondo rosso dei Savoia.


La luce, che nell'ala ottocentesca del Palazzo filtra da finestre dotate di bellissime vetrate che ricordano le Cattedrali gotiche, torna in quello che fu il loggiato del primo piano: le ampie aperture verso il cortile, i colori chiari e una raffinata volta bianca, impreziosita da ricami dorati sulle nervature, inondano di luce e accompagnano verso le ultime sale, dove si assiste poi alla parte animata della visita. Durante l'intero percorso aleggiano le figure di Maria Vittoria, che fu la rosa di Torino, e di Emanuele Filiberto, che ereditò il titolo di Duca, fu uno dei più importanti generali italiani della Prima Guerra Mondiale (il Duca Invitto della III Armata!) e, a Torino, fu fedele prosecutore dell'opera di rinnovamento di Palazzo Cisterna voluta dalla madre, perduta quando era ancora bambino (Maria Vittoria morì a soli 29 anni, lasciando i tre figli in tenera età). Si esce da questa visita pensando soprattutto a loro due, a come la vita cambia e a come sia bello che nelle funzioni che il tempo gli ha dato, Palazzo Cisterna non abbia perso la memoria del passato. Bisogna davvero approfittare di queste visite organizzate dalla Città Metropolitana, per far conoscere il patrimonio culturale e artistico che conserva nella sua sede. E in questo patrimonio va annoverata la Biblioteca, che raccoglie le collezioni dei coltissimi principi dal Pozzo della Cisterna e che è stata arricchita dai fondi acquistati negli anni dalla Provincia di Torino; oltre 130mila libri, 11 rari incunaboli, documenti antichi, risalenti al Medioevo, costituiscono la sua ricchezza e sono consultati da studenti, storici e appassionati che intendono approfondire storia, letteratura, arte, costume, economia del Piemonte e degli Stati Sardi. La Biblioteca fa parte del Bibliotour, con cui si visitano quattro biblioteche del centro di Torino, generalmente chiuse al pubblico e raccontate dagli stessi bibliotecari.


Nel 2017, Palazzo Cisterna aprirà le porte il 25 febbraio, il 25 marzo, il 22 aprile, il 27 maggio, il 17 giugno, il 23 settembre, il 28 ottobre, il 25 novembre e il 16 dicembre; le prenotazioni sono obbligatorie e vanno effettuate al numero di telefono 011 8612644 (lun-gio ore 9-16, ven ore 9-13) o all'email urp@cittametropolitana.torino.it. Palazzo Cisterna è in via Maria Vittoria 12.


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