domenica 26 febbraio 2017

Quattro giorni a Roma: luoghi da vedere, impressioni ed emozioni

Chi segue Rotta su Torino anche su Instagram magari lo sa già: recentemente sono stata quattro giorni a Roma. Erano anni che non tornavo nella capitale, dove sono stata spesso per la mia tesi di laurea in Architettura, dedicata a Villa Adriana a Tivoli. Questa vacanza romana è anche l'occasione per aprire una nuova sezione su Rotta su Torino, in cui raccontare impressioni di viaggi fuori città, siano nel Piemonte o altrove; non avrà un aggiornamento costante, ma mi piace l'idea che ci sia uno spazio in cui raccontare impressioni ed emozioni di viaggi. E Roma mi sembra una bella città per esordire.


C'è un rito che mi piace compiere in tutte le città in cui sono già stata, per sentirle in qualche modo mie e non sentirmi una turista più o meno gradita: passare a dire ciao a tutti i luoghi che amo di più quando arrivo e fare lo stesso giro prima di partire. L'ho ripetuto anche a Roma: a Trinità dei Monti, la prima volta di uno degli incubi della mia quattro giorni romana, i venditori di aste per i selfie, che sono ovunque, sono insistenti e fanno odiare chiunque si faccia un selfie con quei dannati arnesi. Poi la discesa lungo la scalinata recentemente restaurata, la Barcaccia ripulita, piazza di Spagna e via del Babuino, per raggiungere piazza del Popolo. A piazza del Popolo, il primo contatto con una delle realtà di questi giorni: le camionette dei militari e i giovani soldati in divisa armati, a vegliare sulla nostra sicurezza; li ho incontrati anche a San Pietro, a Santa Maria Maggiore, a San Paolo fuori le Mura, ai Fori Imperiali e in qualunque luogo turistico. Non fanno paura, al contrario, danno sicurezza, fanno comunque sentire in una città che ti accoglie e veglia su di te e suscitano un bel senso di gratitudine. Il mio giro di saluto passa per via del Corso, si addentra nelle viuzze per raggiungere il Pantheon e dire ciao ad Adriano (sì, mi ricordo ancora le tecniche costruttive della cupola) e ai sovrani d'Italia, e finisce inevitabilmente a piazza Navona. Di lì, Campo de' Fiori, largo di Torre Argentina, a cercare il luogo esatto in cui i congiurati uccisero Giulio Cesare, piazza Venezia e i Fori Imperiali. Non mancherei mai a questo mio giro romano.


Intorno a questo minitour irrinunciabile, c'è la Roma che ho scoperto per caso. In via del Corso sono entrata per la prima volta nella Basilica di Sant'Ambrogio e Carlo, costruita nel XVII secolo per la comunità dei lombardi residenti in città: dietro a una tradizionale facciata barocca romana, c'è un interno sorprendente, fastoso e barocco, che richiama San Pietro e non dà all'occhio modo di riposare tra decorazioni, marmi, affreschi che meravigliano, sorprendono e fanno pensare che non bisogna mai saltare neanche una chiesa, a Roma, per quante ce ne siano. E infatti, a poca distanza c'è San Lorenzo in Lucina, che ricorda un po' le basiliche paleocristiane con la sua facciata con piccolo portico (ma il campanile è romanico) e dentro di nuovo il fasto del barocco, con tutte le linee prospettiche che convergono verso il Cristo Crocifisso di Guido Reni, sull'altare. Un'altra bella scoperta di questa vacanza romana è stata la chiesa di Santa Prassede, a poca distanza dalla Basilica di Santa Maria Maggiore, in via di Santa Prassede 9; ha origini antichissime e nell'abside presenta un trionfo di mosaici dorati, che fanno pensare all'arte bizantina più che alla romana. Dedicherò un post alle chiese da non perdere, famose o meno che siano!


In realtà, però, la principale ragione per cui sono tornata a Roma sono le Terme di Caracalla. Tanti viaggi nella capitale, per una tesi sull'architettura antica, e non aver mai visitato le Terme di Caracalla. Ho finalmente rimediato e sono rimasta stupefatta. La forza di Roma, la padronanza nella gestione della linea curva, la consapevolezza dell'uso dell'architettura nella propaganda imperiale, la grandiosità nelle sale conservate. Ecco grandiosità forse è il termine più adatto per descrivere il succedersi delle sale, i resti dei mosaici, gli archi possenti. L'antica Roma nel suo splendore, a poca distanza dal Circo Massimo, dai Fori Imperiali e da quella Basilica di Massenzio, adesso tutta puntellata a causa della costruzione della Linea C della metropolitana, ma anch'essa vertice della sapienza raggiunta dai romani in architettura. Se volete avere un'altra idea di quanto i Romani fossero geniali nel controllo della linea curva e nella sperimentazione delle potenzialità del calcestruzzo, visitate anche la chiesa di Santa Maria degli Angeli, ricavata da Michelangelo nel frigidarium delle Terme di Diocleziano: le altissime volte a crociera che caratterizzano la chiesa sono originali e fanno pensare a che luogo fastoso dovevano essere le terme romane, tra architettura grandiosa, decorazioni sfarzose e opere d'arte, tra sculture, mosaici e marmi, disperse tra musei e collezioni private. In questo viaggio nella Roma antica, vi segnalo il piccolo itinerario che dal Portico d'Ottavia permette di avvicinarsi al Teatro Marcello: siamo tra la Sinagoga, il ghetto ebraico e i Fori Imperiali e la sovrapposizione di epoche e di culture è così evidente da essere emozionante e struggente.


Roma non lascia mai indifferenti: a una decina d'anni dall'ultima volta in cui l'ho visitata, è molto cambiata. E non in meglio. È soffocata dal turismo: cammini tra i Fori Imperiali e in piazza di Spagna, ma persino in San Pietro, e ti trovi frotte di asiatici con cellulare e asticella in mano a scuotere i capelli e a fare espressioni buffe o fatali da pubblicare sui social con dietro il Colosseo o la Pietà di Michelangelo. È necessario? Passeggiavo per Campo de' Fiori o piazza Navona chiedendomi cosa penserei se Torino fosse così snaturata e umiliata da chi non è interessato alla bellezza e alla storia ed è lì solo per aggiungere un altro tassello alla propria egolatria made in Instagram. È anche tanto caotica e rumorosa, più di quanto ricordassi, con motorini che sbucano ovunque e che sono il vero pericolo, con auto che passano anche nelle cosiddette aree pedonali e chi ci capisce è bravo, con extracomunitari che sbarcano il lunario come possono e come in altre capitali del turismo non sarebbe loro permesso, per il decoro della stessa città. Ma il guaio di Roma è che è la Città Eterna, la Caput Mundi, il tempio della Cristianità. È bella, anche nella sua decadenza, ed è unica, lo sappiamo noi e, purtroppo, lo sanno anche i romani, che la ameranno follemente, ma non la curano quanto dovrebbero. Ne scriverò ancora: quattro giorni a Roma non si raccontano in un solo post.


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