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sabato 25 marzo 2017

Le cucine marocchina e piemontese si incontrano all'Hafa Storie

In giro per il centro con un'amica, decidiamo di pranzare in uno dei locali di cui si parla di più a Torino in queste settimane, l'Hafa Storie, che ha aperto da poco e che propone un fascinoso legame tra cucina marocchina e cucina piemontese. Non una fusione tra le due tradizioni, ma una convivenza tra piatti delle due cucine, in modo da poter assaggiare entrambi, anche in uno stesso pasto. L'idea è suggestiva e lo è anche il messaggio, nel cuore di Porta Palazzo.

Entrando nel locale, in Galleria Umberto I 10/13, mi sono sentita in un'atmosfera andalusí, con tocchi di modernità: i colori degli azulejos, ciotole e piatti dai colori vivaci, servizi di colorati bicchieri per il tè alla menta, vini, condimenti, spezie e conserve, tutto facilmente desiderabile per il fascino esotico e tutto in vendita. Sanno di Mediterraneo anche i divani rossi, con i loro cuscini colorati, strizza l'occhio al design creativo e contemporaneo l'installazione di capriate e bicchieri, che attira lo sguardo dall'alto, sin dall'ingresso.


Il menù offre pochi piatti, sia per la parte marocchina, curata da Aicha, sia per la parte piemontese, firmata da Christian Milone, chef stellato de La Trattoria Zappatori; sarebbe bello avere maggior scelta in futuro, essendo fascinoso questo esperimento di convivenza tra cucine distanti. Cous cous e tajine sono i piatti forti della cucina di Aicha, gli agnolotti al plin, la carne cruda e il vetello tonnato quelli della cucina di Milone. Il menù alla carta permette di mescolare le proposte e di assaggiare più piatti possibili attraverso le mezze razioni (mi sono sentita un po' a Siviglia, in questa concezione di razioni, ed è stato bello); il menù fisso offre un paio di piatti piemontesi o marocchini a scelta con acqua, tè alla menta e caffè, per un prezzo che varia tra i 13 e i 15 euro; peccato, però, che i menù fissi non permettano la mescola tra le due cucine, essendo questa idea il tratto principale della proposta di Hafa Storie. Il servizio ai tavoli è curioso: bicchiere, tovagliolo e posate vengono consegnati in una scatola di legno, con coloratissimi separatori di cartoncino, che riprendono i motivi degli azulejos; sui tavoli c'è un block notes, su cui annotare i piatti scelti, in un ordine non sempre intuitivo (viene da dire, ma non potete prendere voi gli ordini, direttamente, come si fa ovunque?).


Ho scelto il menù fisso marocchino, perché la cucina marocchina mi è meno nota di quella piemontese (ma la prossima volta punterò a conoscere la proposta di Milone). Il cous cous ai sette legumi viene servito con una ciotola di brodo vegetale a parte, con cui bagnarlo; curiosamente gli unici legumi sono i ceci, il resto delle verdure sono pezzi di melanzana, carote, succa, verza; ma è buono lo stesso e fa Mediterraneo. Altamente consigliabile il tajine con frutta secca, servito in un tegame di terracotta, con un sorprendente coperchio a forma di cono, che serve a non disperdere i sapori: il brodo in cui cucina la carne è speziato e saporito e difficilmente, nella nostra cucina, siamo abituati ad associare la carne con la frutta, per questo il piatto risulta ancora più apprezzabile. Al termine, una pasticceria marocchina a base di pasta di mandorle e miele, che ricorda il nostro Sud, soprattutto le nostre isole, del resto, il Mediterraneo è il mare comune. E poi un bicchiere di tè alla menta, per salutare questo breve viaggio in Marocco. Ci sarà una prossima volta per immergermi nella cucina piemontese di Christian Milone.


Hafa Storie è in Galleria Umberto I 10/13, è aperto da martedì a venerdì dalle ore 10.30 alle 24, il sabato dalle 9.30 alle 24 e la domenica dalle ore 10.30 alle 18.


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