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lunedì 27 marzo 2017

Biennale della Democrazia: l'uscita d'emergenza e la speranza

La decima edizione della Biennale della Democrazia inizierà il 29 marzo 2017 alle ore 18, al Teatro Regio, con una lezione del presidente dell'INPS Tito Boeri, su Populismo e stato sociale nelle democrazie industrializzate ("La superficiale ideologia del populismo vede negli immigrati una minaccia per lo stato sociale. In realtà, uno stato sociale ben strutturato può non solo reggere l'onda migratoria in atto, ma anche trarre grande giovamento dagli effetti dell'immigrazione" spiega la scheda informativa); un paio d'ore prima, alle ore 16, si inaugurerà la mostra Corpi attraverso i confini. Memorie dell'Europa di oggi alla Fondazione Merz (via Limone 24); in serata alle ore 21, di nuovo al Teatro Regio, Il giro del mondo in 80 minuti, con l'Orchestra di Piazza Vittorio. La chiusura, il 2 aprile, alle ore 21, ancora al Teatro Regio, sarà affidata a Roberto Saviano, in una serata che ha come titolo Il racconto del potere, perché "la narrazione dei meccanismi del potere criminale ci offre gli strumenti per interpretare il nostro mondo".


Tra questi eventi, ci sono tre giorni di incontri, dibattiti, mostre e dialoghi che hanno come tema centrale Uscita d'emergenza, perché emergenza è "una delle parole più evocate nel linguaggio politico contemporaneo: emergenza"; si presterà così attenzione "ai suoi usi e ai suo abusi. A ciò che questo termine nasconde e a ciò che manifesta. Alla sua capacità di segnalare l'insorgere imprevisto di un problema, di un'eccezione, di un allarme. Ma anche di trasfigurare, come una maschera, le realtà e i corpi che ne sono toccati: il corpo dei migranti, il pianeta aggredito dall'uomo, le città 'sotto assedio', le economie in dissesto, le nuove povertà, le aree del mondo dove dilaga la guerra". Non senza lanciare un messaggio positivo, perché emergere indica anche "il manifestarsi di qualcosa che era celato alla vista e, quindi, il presentarsi di opportunità inedite e di occasioni di cambiamento, la possibilità di nuovi inizi".

Il programma della Biennale della Democrazia è molto vasto, diffuso in vari luoghi cittadini: il Teatro Regio, il Circolo dei Lettori, la Cavallerizza Reale, l'Auditorium Vivaldi, il grattacielo Intesa Sanpaolo, sempre più deciso a diventare anche uno dei centri della vita culturale cittadina, oltre che l'edificio più visibile dello skyline torinese. Anche gli ospiti sono molti e diversissimi, da Massimo Cacciari a Emma Bonino, da Enrico Letta a Dario Argento, fino al dialogo di tre direttori di quotidiani e tg, Mario Calabresi (la Repubblica), Maurizio Molinari (La Stampa), Enrico Mentana (TG la 7), con Anna Masera e Barbara D'Amico, sulla fiducia nei media, sempre più labile. Tutti gli appuntamenti in calendario sono su biennaledemocrazia.it.

Tra tante cose da vedere e da fare in questa kermesse, c'è il Focus La città che cambia, organizzato alla Scuola Holden (piazza Borgo Dora 49), per narrare le nostre città: " Letteratura, musica, cinema, fotografi a sono gli strumenti attraverso i quali prende forma la rappresentazione di quell'agglomerato instabile di uomini, pratiche, culture che chiamiamo città. Con le sue contraddizioni e i suoi elementi critici: dalle frontiere che separano il centro dalle periferie, all'insicurezza sociale, alimentata dal controllo del territorio da parte di gang malavitose e violente. Con la sua capacità di rinnovarsi, attraverso nuovi linguaggi, percorsi d’integrazione, pratiche di rigenerazione e progetti, rafforzati da processi di inclusione e di partecipazione".

Uno dei progetti più interessanti presentato alla Holden, e nato da una collaborazione con la Fondazione per l'architettura / Torino, è Architetture da favola: il 2 aprile, alle ore 16, quattro studenti della scuola racconteranno con linguaggi narrativi differenti quattro progetti di rigenerazione urbana, realizzati anche attraverso il coinvolgimento di cittadini. "Spesso l'architettura e l’urbanistica sono vissute dai cittadini come lontane quando non incomprensibili, ma in verità sono ciò di cui si fa quotidiana esperienza: case, strade, piazze, uffici, ospedali,… sono frutto di un progetto di cui non sempre si è consapevoli. La ragione forse sta nel linguaggio ed è per questo che la Fondazione per l'architettura / Torino ha scelto di rinnovare la partecipazione alla manifestazione torinese chiedendo aiuto a chi fa della cura delle parole una professione" spiega il comunicato stampa della Fondazione. Gli interventi selezionati per questa giornata sono Binaria Centro Commensale – Fabbrica del Gruppo Abele, in via Sestriere 34; Promenade dell'Arte e della Cultura Industriale, nel Parco Peccei, in Spina 4 (via Cigna 128); Soave sia il vento, in via Mottalciata 10/B; Laghetti Falchera, alla Falchera. Al termine delle presentazioni la parola passerà al pubblico che votando con una pallina da ping pong colorata sceglierà la narrazione e il progetto più convincente.


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