venerdì 17 marzo 2017

L'Appartamento dei Principi di Piemonte, una visita speciale a Palazzo Reale

Ai Musei Reali di Torino, tutti i weekend (venerdì, sabato e domenica), fino al 30 aprile 2017, sarà aperto al pubblico l'Appartamento dei Principi di Piemonte, per una visita guidata condotta dai volontari dell'Associazione degli Amici di Palazzo Reale. E' un appartamento dalla storia antica, voluto nel XVIII secolo da Vittorio Amedeo II per il principe ereditario Carlo Emanuele e sua moglie Anna Cristina di Baviera Sulzbach; ed è un appartamento legato in qualche modo, agli eredi al trono: qui abitarono anche i principi Vittorio Emanuele, futuro re d'Italia, con la moglie Maria Adelaide d'Asburgo-Lorena, e Umberto, ultimo re d'Italia, con la principessa Maria José del Belgio. Si trova al secondo piano e vi si accede dal Salone degli Svizzeri, attraverso la magnifica Sala delle Forbici, costruita appositamente da Filippo Juvarra e sempre capace di suscitare un ohh di meraviglia, per la sua arditezza architettonica e per la raffinatezza delle sue decorazioni.


Poi, una volta arrivati al secondo piano, si susseguono le sale in cui vissero i principi e le principesse di Casa Savoia. Sale di grande fascino, con tappezzerie dai colori vivaci, con una certa prevalenza del rosso vermiglio, arredate con grande gusto: arazzi che riproducono scene mitologiche e tessuti in Francia e nelle Fiandre (ma Vittorio Amedeo III fondò un'Arazzeria e il Regno sabaudo fu in grado di produrre i propri arazzi), vasi cinesi e giapponesi, preziose scrivanie in legno intarsiato e in marmo policromo, specchi dalle cornici dorate, quadri che ritraggono sovrani e scene mitologiche, eleganti soffitti cassettonati (e in una sala un cassettone non è stato coperto dal solito pannello ligneo dipinto, per lasciare in mostra il soffitto seicentesco). C'è anche un gabinetto cinese, che ricorda, nelle decorazioni, il suo omologo del piano inferiore, punto di passaggio dal Palazzo all'Armeria Reale; ci sono i piccoli ambienti ricavati nelle camere da letto per il raccoglimento dei principi con pregadio raffinatissimi (quello utilizzato da Maria Adelaide e da Maria José è un capolavoro di Pietro Piffetti). Per darvi un'idea del grande patrimonio artistico conservato nel Palazzo Reale torinese: ci sono ben 840 vasi orientali e 140 arazzi di manifattura francese o fiamminga; un numero impressionante, che racconta il gusto dei sovrani sabaudi e le loro relazioni internazionali.


Per i giornalisti e i blogger che qualche giorno fa hanno partecipato alla visita per loro organizzata, c'è stata anche un'emozione imprevista: l'uscita sul balconcino di Palazzo Reale, sito sopra la manica dell'Armeria Reale. Il panorama di cui si gode è inedito: da un lato i Giardini Reali, con la Mole Antonelliana che si staglia verso la collina dall'altra la piazzetta Reale, con lo skyline barocco della città (ma dietro la cupola di San Lorenzo c'è il grattacielo di Intesa Sanpaolo ed è un contrasto tutto da discutere); fa un certo effetto vedere l'architettura della facciata di Palazzo Reale così vicina e così maestosa; in questo balconcino, racconta la guida, Vittorio Emanuele II si ritirava a fumare i sigari, in pace e in silenzio, da solo o con i cortigiani e chissà dietro a quali pensieri.


La visita si conclude nella camera da letto dell'ultima regina d'Italia, Maria José, nata principessa del Belgio; qui visse gli anni probabilmente più felici del suo matrimonio, giovane principessa nordica già innamorata dell'Italia negli anni degli studi fiorentini; la sua camera da letto, sobria ed elegante, accoglie anche una culla, che ricorda il lato materno che accompagnava i doveri dinastici di tutte le principesse andate in spose ai futuri sovrani. Per tornare alla Scala delle Forbici, si passa anche in un ambiente secondario adiacente alla camera da letto della principessa, con gli armadi del suo guardaroba, in cui sono ancora conservati gli attaccapanni.


La cosa bella di questa visita all'Appartamento dei Principi di Piemonte è che offre anche un'idea di quotidianità della vita dei principi; non solo i doveri di rappresentanza impliciti nelle sale del percorso museale del primo piano, ma anche occasioni di vita quotidiana: i preziosi servizi di porcellana in cui bevevano il tè e il caffè, le scrivanie su cui lavoravano, i pregadio su cui si inginocchiavano per i momenti probabilmente più intimi delle loro esistenze, i letti in cui dormivano e le stanze della loro intimità, i grandi armadi dei loro vestiti, il balcone dove fuggire e fumarsi un toscano in pace davanti al panorama di Torino. Il Padre della Patria e il principe charmant come non li potremo mai vedere nei libri di storia. E vale la pena scoprirli, nelle stanze in cui si sono mossi, lontani dai cerimoniali e dal rigido protocollo sabaudo.


La visita all'Appartamento dei Principi di Piemonte si tiene tutti i venerdì, sabato e domenica (con l'eccezione del 2, 16 e 17 aprile), fino al 30 aprile 2017, alle ore 10, 11 12, 15 16, 17; il biglietto costa 4 euro (da aggiungere al biglietto d'ingresso ai Musei Reali: 12 euro, ridotto 6 euro, per 18-25 anni, gratuito per under 18 e pssessori delle tessere di Abbonamento Musei e Torino+Piemonte Card), non è necessaria la prenotazione e i gruppi possono essere di massimo 25 persone. Nello stesso periodo di quest'apertura eccezionale è possibile visitare anche le Cucine Reali, che conservano le stoviglie e gli strumenti di lavoro dei cuochi di Corte (se ne parlerà in un altro articolo). Entrambe le visite sono state rese possibili dal contributo della Compagnia di San Paolo, che non solo ha investito 30 milioni di euro nei restauri dei Musei Reali, ma finanzia anche le attività dell'Associazione degli Amici di Palazzo Reale, permettendo queste aperture straordinarie.


Nessun commento:

Posta un commento