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mercoledì 15 marzo 2017

Progetto della linea 2 della metropolitana: tutto da rifare?

Metropolitana 2 punto e capo? Non si sa, non si capisce, ma così parrebbe. Della M2 si è già parlato su Rotta su Torino, sopratutto del suo percorso nel quadrante settentrionale della città. Ricordate? Doveva partire da stazione Rebaudengo, così da essere direttamente collegata ai treni delle linee del Sistema Ferroviario Metropolitano, poi, attraverso il 'trincerone ferroviario' di via Gottardo, doveva toccare l'Ospedale Giovanni Bosco e raggiungere l'antico Scalo Vanchiglia, con un percorso che avrebbe dato vita a una sorta di parco lineare, una promenade che avrebbe rivalutato anche le zone circostanti; poi, superato lo Scalo Vanchiglia, avrebbe sfiorato il Campus Einaudi, sarebbe entrato in centro, avrebbe raggiunto il Politecnico per infilarsi sotto corso Orbassano e di lì raggiungere il Cimitero Sud. Grazie a questo progetto si era avviata anche l'ideazione della Variante 200, che avrebbe dovuto 'ricucire' i quartieri sorti ai lati del trincerone ferroviario e riuniti proprio dalla realizzazione della metropolitana e della promenade sopra di essa.


Il progetto noto della M2 (sin) e quello presentato al TIEF (ds)

Bene, dimenticate tutto. Il primo campanello d'allarme sulla realizzazione della M2 è arrivato pochi giorni fa, quando al Turin Islamic Economic Forum (TIEF), Giovanni Currado, Amministratore Delegato di Infra.To, ha presentato ai potenziali investitori musulmani un tracciato mai visto delle linee metropolitane cittadine. Secondo la slide, il percorso della M2 rimarrebbe invariato nella parte meridionale, ma, una volta superato il centro, in zona Porta Nuova, si dirigerebbe verso Regio Parco e di lì raggiungerebbe San Mauro, lasciando a un lato sia il 'trincerone', e la conseguente riqualificazione, di Barriera di Milano, sia lo scalo Vanchiglia, per non parlare della Variante 200 su cui si contava per rilanciare il mercato immobiliare e il mix sociale. Ma non solo: sempre da zona Porta Nuova, partirebbe la M3, di cui non si è mai parlato prima, in direzione Juventus Stadium e aeroporto, utilizzando il tunnel della Torino-Ceres, da Stazione Dora a Madonna di Campagna, che rimarrebbe altrimenti in disuso non appena entrerà in funzione il tunnel ferroviario di corso Grosseto, che permetterà ai treni in arrivo dall'aeroporto di infilarsi nel Passante Ferroviario. Una decina d'anni di progetti rivoluzionati in pochi istanti e all'insaputa di tutti, compresi i circa 80mila abitanti di Barriera di Milano, che aspettano la M2 come manna nel deserto e che rimarrebbero esclusi da ogni collegamento sotterraneo verso il centro.

Viste le reazioni molto perplesse, l'assessore ai Trasporti Maria Lapietra ha assicurato quasi subito che non c'erano cambiamenti ai progetti della M2 e che il progetto presentato da Currado non era noto al Comune. Insomma, Currado avrebbe agito all'insaputa dell'assessore. Sembrava una questione chiusa, fino a un paio di giorni fa, quando Lapietra è stata ascoltata in Consiglio Comunale e ha lanciato il sasso: "Non esiste ancora un tracciato definito della linea 2 della metropolitana". Quindi quel tracciato che parte dalla Stazione Rebaudengo, passa per il tincerone e poi arriva al Cimitero Sud, che cosa è, esattamente? Su quel progetto è stata indetta una gara internazionale con base d'asta a 7 milioni, che chiedeva la progettazione della linea con 27 fermate per 14 km di tracciato, prevedendo anche le due diramazioni, una, a nord, verso Pescarito, e l'altra, a sud, verso piazza Caio Mario. Alla gara hanno partecipato alcuni dei più importanti studi d'architettura e ingegneria italiani e internazionali: "Una storica società romana come la 3TI che si è associata ai francesi di Arcadis e alla torinese Carlo Ratti associati. La milanese Alpina corre insieme con un'altra società francese (Egis Rail) e con lo studio dell'architetto Franco Mellano. Lo studio di Alberto Rolla, altra importante realtà torinese, lavora con i genovesi D'Appollonia e i milanesi di Sc Sembelli. La torinese Geodata collabora con Arup, sede a Londra e di fatto una multinazionale della progettazione, e con gli olandesi di Kpmg esperti di piani finanziari e tra le più importanti società di revisione ed advisory. L'architetto Benedetto Camerana lavora con la società di ingegneria svizzera Lombardi. Poi ci sono gli spagnoli di Sener Ingenieria y Sistema a fianco della torinese Teknema progetti. La parigina Setec lavora insieme alla Recchi engineering e alla Musinet, società di progettazione della Sitaf. Del gruppo fanno anche parte le società di progettazione delle ferrovie francesi (Systra) e italiane (Italferr) che si sono associate con Tecnimont e lo studio AI Group che ha tra i soci l’architetto Attilio Bastianini ex parlamentare del partito liberale. Gli austriaci di Ceoconsult fanno squadra con i romani di Team e i londinesi di Rendel Limited. In corsa c'è anche la società di progettazione delle ferrovie del Belgio (Tractebel) e la Roksoil, azienda fondata dall'ex ministro delle infrastrutture Pietro Lunardi che gareggia in team con gli spagnoli di Idom" scriveva La Stampa alcune settimane fa, con una certa, comprensibile soddisfazione.

Adesso si cade un po' dalle nuvole: quanti anni e quanti euro si sono persi, se "un tracciato vero e proprio a oggi non c'è?" Lapietra ha anche aggiunto: "Con i progettisti [i vincitori della gara internazionale, che verranno decretati nei prossimi mesi, prima dell'estate NdRSTO], inizieremo insieme il progetto del percorso definitivo, che verrà studiato sulla base della domanda sia attuale, sia potenziale. Sulla base dei dati risultanti, insieme anche alla partecipazione dei cittadini, verranno definiti il tracciato e le stazioni utili al territorio e alla cittadinanza". Al TIEF, ha detto ancora Lapietra, Currado ha presentato "suggestioni, per dimostrare a qualcuno interessato a investire in città che Torino è in via di espansione e che necessità di infrastrutture nuove che devono essere finanziate".

In questo blog non amo parlare di politica, non penso sia il compito di un blog nato per raccontare le cose belle della città e per sostenere le sue capacità di attrazione turistica. Qui non c'entrano tanto le idee politiche di ognuno, c'entra l'immagine di Torino: c'era un progetto, con i suoi studi di fattibilità e il suo percorso disegnato; in un importante forum internazionale, che Torino organizza per presentare le proprie eccellenze ai potenziali investitori, è stato presentato un altro progetto, di cui nessuno sapeva niente, nemmeno l'assessore, a quanto pare; e lo stesso assessore finisce con il dire che al momento non c'è nessun progetto. Prendiamo per buono tutto, senza alcuna perplessità: ma agli investitori musulmani, con quale credibilità si potrà parlare in futuro della M2?

In attesa di ulteriori sviluppo e senza i popcorn in mano, perché si sta giocando con l'immagine della città e con la sua credibilità internazionale.


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