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martedì 7 marzo 2017

Le OGR diventano Distretto della Creatività e dell'Innovazione. Dal 30 settembre

Le Officine Grandi Riparazioni di Torino, le OGR insomma, saranno il Distretto della Creatività e dell'Innovazione, grazie all'intervento della Fondazione CRT, che ha realizzato nella loro riqualificazione il suo più grande investimento diretto su un unico progetto, con ben 90 milioni di euro. È anche l'investimento più ambizioso realizzato a Torino su un edificio ex industriale dai tempi del Lingotto.

Le OGR furono costruite tra il 1885 e il 1895, per la riparazione dei treni, e furono attive fino agli anni '70 del XX secolo; la loro dismissione ha lasciato un'area di oltre 35mila metri quadrati abbandonata, ma dotata di edifici di architettura pregevole. Il loro aspetto grandioso è comprensibile anche dall'esterno, passando in via Castelfidardo, lungo la Spina Centrale: hanno una forma ad H, con le due maniche laterali lunghe quasi 200 metri, collegate trasversalmente da un edificio più basso; le due maniche laterali sono dotate di grande fascino architettonico, come buona parte delle fabbriche costruite alla fine dell'Ottocento; in una delle due maniche, quella settentrionale, c'è un piccolo gioiello, il cosiddetto Duomo, che riproduce le tre navate tipiche dei templi cristiani. Ed è curioso come questi edifici industriali siano spesso associati, per il loro aspetto architettonico, agli edifici religiosi.


Intorno alle OGR sorge quella che nella Torino dell'Ottocento era la zona dei servizi: c'erano anche il Mercato del Bestiame, i Casotti della cinta daziaria, il Mattatoio, le Carceri Nuove. Tutti elementi della città non più capitale del Regno e in cerca di futuro: oggi sono scomparsi o sono stati trasformati in poli culturali, a indicare una nuova vocazione per Torino. Le OGR sintetizzano questa nuova direzione dell'area in modo molto ambizioso e davvero affascinante. Cosa vuol dire, infatti, diventare un Distretto della Creatività e del'Innovazione? La Fondazione CRT intende offrire a Torino un "punto d'incontro di mostre, spettacoli, concerti, eventi di teatro e danza, laboratori, start up e imprese innovative. Un luogo che diventa progetto, unico esempio di riconversione industriale in Europa finalizzato a far convivere al proprio interno due anime, quella della ricerca artistica, in tutte le sue declinazioni, e quella della ricerca in ambito tecnologico". A unire le due maniche (e le due anime?), ci sarà l'edificio trasversale più basso, dedicato al gusto e alle eccellenze dell'enogastronomia piemontese, aperto al pubblico dalla colazione fino al dopo cena.


La data da segnare in calendario è il 30 settembre 2017: sarà allora che le OGR saranno aperte al pubblico. Sarà un Big Bang, promettono dalla Fondazione CRT: per 15 giorni, fino al 14 ottobre, le OGR saranno a ingresso libero, con concerti, mostre e laboratori, con la partecipazione di numerosi artisti nazionali e internazionali, con l'uso di tecnologie digitali che permetteranno sia di seguire i concerti in streaming sia di creare suggestioni all'interno dell'architettura industriale. Ci sarà molto spazio per i bambini, grazie alle iniziative curate da Zonarte, il network promosso e sostenuto dalla Fondazione CRT, che riunisce i Dipartimenti Educazione delle principali istituzioni piemontesi dedicate all'arte contemporanea (Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Cittadellarte-Fondazione Pistoletto, GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Fondazione Merz e PAV-Parco Arte Vivente). E questo sarà un punto di forza delle OGR del futuro, poter contare sulla rete di collaborazioni e competenze degli enti culturali collegati alla Fondazione CRT.


La programmazione degli eventi dell'autunno 2017 si muove in questa direzione ed è fascinosissima. Il direttore artistico Nicola Ricciardi, giovanissimo per gli standard italiani, è nato nel 1985 (e anche questo è un bel segnale), ha annunciato che in occasione di Artissima 2017 le OGR ospiteranno sia la Festa ufficiale che una parte di Club To Club; il 3 novembre, aprirà una mostra che metterà insieme i più importanti musei di arte contemporanea cittadina, dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, che celebra i 25 anni della Collezione, alla GAM al Castello di Rivoli, e conterà sull'appoggio di Museo Egizio, Palazzo Madama e MAO, proponendoci chissà quali commistioni. Il 3 e 4 novembre sarà la volta di Museo Ventuno, una piattaforma di ricerca sui musei del XXI secolo, che farà incontrare i direttori di musei e key panelists internazionali, per discutere de I musei alla svolta post-internet, all'interno del Duomo, "cuore e luogo di pensiero delle OGR".


Muovendosi sempre tra creatività e innovazione, le OGR vogliono essere una vetrina delle eccellenze del territorio, di qui la collaborazione continua con gli enti culturali locali, ma, ha spiegato Ricciardi, che torinese non è, la vetrina avrà un contesto e una connotazione internazionali, favorirà incontri e collaborazioni. Del resto, la creatività nasce da questo, dall'apertura, dalla collaborazione, dai ponti contro i muri, si potrebbe dire. Un progetto affascinante e ambizioso, da seguire con attenzione. Il sito web per gli aggiornamenti è www.ogrtorino.it


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