lunedì 24 aprile 2017

A giugno, Open House Torino apre architetture chiuse al pubblico

Arriva Open House Torino, un evento nato a Londra nel 1992, e già presente in Italia, a Roma dal 2012 e a Milano dal 2015. L'idea di base è aprire per un finesettimana spazi in genere non aperti al pubblico, così da far scoprire architetture sconosciute e l'uso che ne è stato fatto. Siano case private, uffici o spazi pubblici appena realizzati. Il weekend di Torino Open House è il 10-11 giugno 2017.


Sarà l'occasione per vedere da vicino "l'architettura, il design e l'urbanistica di Torino con particolare attenzione al patrimonio moderno e contemporaneo". All'iniziativa, ancora in fase di organizzazione (manca un mese e mezzo!), hanno già aderito vari spazi che incuriosiscono e meritano di essere scoperti. Vi cito, tra gli altri, il penthouse del Palazzo della Luce, dove sono stati ricavati dieci appartamenti dotati di giardino sul tetto di questo magnifico palazzo (via Stampatori 4), casa Ozanam e OrtoAlto, con un giardino collettivo sul tetto di un'ex fabbrica (via Foligno 14), la Casa Y, che colpisce per l'uso di cemento e vetro, nel paesaggio della collina (Pino Torinese), Casa Oz, che accoglie i bambini malati e le loro famiglie, per dare loro un'atmosfera serena e familiare (corso Moncalieri 262), Spazio R3, uno studio di architettura che esalta l'uso delle impalcature (via principe Tommaso 50d), il Residence Du Parc, con il suo design elegante e la sua luminosità (corso Massimo d'Azeglio 21); e poi appartamenti privati, a San Salvario, in centro, in Cit Turin. Trovate la lista completa degli spazi che saranno aperti (e probabilmente se ne aggiungeranno altri) sul sito openhousetorino.it.

Open House Torino ha bisogno di volontari, per accogliere gli ospiti, per offrire informazioni, per assstere i proprietari degli edifici e degli appartamenti aperti al pubblico. Se siete interessati a lavorare gratuitamente alla realizzazione di questo evento, tutte le info su openhousetorino.it.

Le foto dal sito openhousetorino.it, la prima appartiene a Emprin Jaeger Architetti.


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