mercoledì 26 aprile 2017

Edifici ex industriali a Torino, l'ebook per raccontarli

Circa un anno fa ho realizzato per Rotta su Torino una serie di interviste ad architetti che hanno progettato la riqualificazione di edifici e complessi un tempo industriali (Basic Village, Fondazione Merz, Museo Fico, Eataly, INCET, SNOS, CEAT).

È stata un'esperienza molto bella, perché mi ha permesso di conoscere meglio edifici di cui ignoravo la storia e, soprattutto, di avvicinarmi a una professione, quella dell'architetto, che chi esercita non esita a definire "la più bella del mondo". L'architetto non disegna solo case, ma, al farlo, propone modi di abitare e, dunque, di interpretare la società, anticipandone, addirittura, le tendenze; bisogna essere creativi e un po' visionari, all'esercitare questa professione. E, tra le riflessioni che mi ha portato questa serie di interviste, ce ne sono alcune molto personali: mi sono laureata in Architettura senza una precisa ragione, non avevo una vocazione per l'architettura, non sono mai stata particolarmente brava a disegnare, mi sono disamorata presto, avendo deciso di seguire il sogno della scrittura. Però le cose non succedono invano: questo blog è nato perché mi piaceva l'idea di fornire informazioni sulle cose che amo e mi incuriosiscono a Torino, voleva essere una proposta a 360° e finisce spesso a parlare di storia, di architettura, di invenzioni e di futuro. Alla fine, i blog parlano sempre dei loro autori e li aiutano anche a capire cose di se stessi: ha avuto un senso, studiare Architettura.


Tempo fa ho deciso che le interviste realizzate e l'entusiasmo per le architetture reinventate avrebbero dovuto avere una sorta di punto finale in un ebook. Un ebook dotato di materiale inedito, che potesse essere una sintesi di tendenze e di riflessioni. Ci saranno foto che non ho mai pubblicato, scattate alla Fondazione Merz e al Museo Fico in diversi momenti, con diversi allestimenti nei loro spazi, da Eataly e al Basic Village; sono particolarmente contenta, e sono molto grata al dottor Gabriele Gallesio di De.Ga, che me li ha aperti e mi ha accompagnato, di aver potuto fotografare i bei cortili dell'ex Tobler e dell'ex CEAT, difficilmente accessibili al pubblico. Ho anche intervistato il Presidente dell'Ordine degli Architetti di Torino Massimo Giuntoli e l'Assessore all'Urbanistica, nonché Vicesindaco di Torino e Professore di Storia dell'Architettura Contemporanea alla Facoltà di Architettura Guido Montanari. Con entrambi ho tracciato un bilancio su queste architetture reinventate e ho parlato delle tendenze che si possono identificare, dell'architettura torinese che è stata e che sarà, anche nelle aree in cerca di nuova destinazione d'uso. La nostra città è davvero appassionante, anche da questo punto di vista: ha un futuro da inventare in spazi già esistenti e, come mi ha detto l'architetto Cesare Roluti, la vera sfida creativa per gli architetti di questo inizio secolo, non è costruire nuovi spazi, ma esprimersi in edifici già esistenti.


Dai loro punti di vista privilegiati, Giuntoli e Montanari mi hanno detto cose molto belle. Giuntoli mi ha fatto notare come questi progetti di cui ho parlato non siano banali, ma siano anche dotati di un appeal originario, grazie alle architetture pregevoli su cui si sono innestati: sarebbe la stessa cosa in strutture meno affascinanti? Quale valore aggiunto potrebbero offrire i progetti per il XXI secolo? Montanari, che ho molto apprezzato anni fa, durante un'invettiva contro la poca cura che Torino aveva del suo paesaggio urbano, ha notato come tutte le operazioni di riqualifcazione siano stati processi elitari, realizzati da pochi studi professionali e destinati a fasce medio-alte della popolazione. Sono state interviste molto interessanti per me, piene di spunti di riflessione e di domande in cerca di risposta; spero siano utili a chi leggerà l'ebook e tornerà a visitare Borgo Aurora, il Museo Fico, la Fondazione Merz o Eataly, guardando anche ai contenitori, oltre che ai contenuti che ospitano.


Ho passato buona parte del Ponte del 25 aprile a lavorare all'ebook, a risolvere i problemi di impaginazione che si presentavano, a controllare quei dettagli che allungano i tempi previsti e che però sono importanti. Avendo trovato le soluzioni grafiche più pulite, in modo da rendere facile la lettura sugli e-reader più diffusi, posso dire che Edifici ex industriali a Torino – Le trasformazioni del XXI secolo, questo il titolo dell'ebook, uscirà il 2 maggio 2017, dopo tutti i ponti di aprile (sì, finiranno!), in autopubblicazione. La sua uscita non significherà la fine del mio interesse per le architetture ex industriali torinesi. Continuerò ad approfittare delle occasioni per conoscere da vicino quelle che mancano e per parlare con gli architetti che le hanno reinventate; la loro passione e il loro entusiasmo sono cose che non voglio perdere. Anzi, sono state proprio le loro emozioni a farmi pensare ad altri progetti, ancora nebulosi nella mia testa, ma chi lo sa.


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