giovedì 20 aprile 2017

Nei cortili dell'ex CEAT ed ex Tobler, i più belli della Torino contemporanea

Sin dai primi ampliamenti, l'isolato di Torino è stato costituito da edifici lungo i perimetri e da un giardino/cortile all'interno, quasi come nelle antiche domus romane, che avevano le stanze disposte intorno al peristilio. Il cortile segnava il primo impatto del visitatore con il prestigio e il potere del padrone di casa: prendete le antiche residenze aristocratiche, non ce n'è una che non sia dotata di cortile in grado di suscitare stupore e ammirazione. Dai Palazzi che oggi ospitano istituzioni importanti come l'Area Metropolitana o la Camera di Commerio di Torino (Palazzo Cisterna e Palazzo Birago di Borgaro) fino alle meraviglie dei cortili di Palazzo Scaglia di Verrua o di Palazzo Saluzzo di Paesana.

A questa lunga tradizione ho pensato oggi, visitando due dei più bei cortili contemporanei torinesi, entrambi, curiosamente, a Borgo Aurora. Sto terminando l'ebook sulle architetture ex industriali riconvertite a nuove funzioni e oggi, grazie alla disponibilità di De.Ga, committente di entrambi i progetti, ho potuto fotografare gli spazi interni della ex Tobler, in via Aosta 8, e della ex Ceat, in corso Regio Parco 15. A illustrare l'ebook ci saranno infatti fotografie inedite, che racconteranno graficamente quanto gli architetti mi hanno spiegato dei loro progetti.

Facciata dell'ex CEAT (sin) e dell'ex Tobler (ds)

La riqualificazione dell'ex Tobler è stata progettata dall'architetto Franco Cucchiarati, quella dell'ex CEAT dallo Studio Rolla. Sono due cortili di grande impatto, che rispondono alla logica di sempre: meravigliare all'interno, dovendo rispettare all'esterno le regole dell'architettura omogenea cara alla città; nel caso dei due edifici ex industriali, all'esterno si sono rispettate le facciate originarie, così come richiesto dalla Soprintendenza, all'interno, invece, sono stati realizzati nuovi mondi e nuovi modi di abitare.


Cortile interno dell'ex CEAT (sin) e dell'ex Tobler (ds)

Nel cortile della ex Tobler, si cammina su percorsi di legno, il cuore è la cavità che porta ai garage sotterranei e da cui emerge una grande quercia. Un espediente, questo passaggio verso i garage, che permette di raggiungere le auto in tutta sicurezza e che crea un legame sotterraneo/superficie, oscurità/luce, che fa il paio con quello pubblico/privato, esterno/interno, evidente in tutto il cortile. L'ex Tobler propone infatti appartamenti con grandi pareti vetrate affacciate direttamente sul cortile, non ci sono persiane, non ci sono cortine, non c'è privato e non c'è pubblico, tutto è fluido, come se si fosse ad Amsterdam. Il cortile è uno spazio di socializzazione, il cui fascino è accentuato da una vasca d'acqua di un turchese acceso, che fa subito freschezza nelle giornate della bella stagione, dai cespugli di lavanda, che nelle prossime settimane fioriranno, regalando ulteriore colore a un cortile che davvero non se ne priva. Non c'è simmetria, tra siepi di timo, cespugli di lavanda e vasca d'acqua, quest'ultima è addirittura decentrata, ma è impossibile non notarla, non fermarsi a guardarla o ad ascoltare il suono delle due fontanelle che la alimentano. È l'armonia, l'idea di un angolo un po' zen in pieno Borgo Aurora, la proposta di uno stile di vita un po' nordico, a pochi passi da Porta Palazzo. È uno di quei cortili da cui non vorresti mai uscire, lì non può succedere niente di male.


Anche il giardino dell'ex CEAT utilizza piante e arbusti decorativi, che ingentiliscono il rapporto tra sotterraneo/superficie e oscurità/luce: qui le prese d'aria per il piano sotterraneo sono mascherati da eleganti strutture metalliche, che si confondono tra le siepi del giardino e sembrano sculture appositamente create. Anche qui si cammina su percorsi di legno; i fiori colorati, le siepi e gli arbusti danno un'idea di serena armonia. L'antico edificio industriale è stato dotato di balconi, di giardini pensili e, sui tetti, delle famose ville urbane, ma non crea quel rapporto interno/esterno, pubblico/privato, così evidente nell'ex Tobler e mantiene un elegante distacco torinese. Eppure il suo pergolato di rampicanti, le rose e le siepi, i colori che cambiano secondo le stagioni creano come un'oasi di pace, anche qui un angolo un po' zen, alle spalle di corso Palermo.


Dovrebbero essere sempre visitabili, i bei cortili torinesi.


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