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sabato 8 aprile 2017

Il nuovo logo dei Musei Reali di Torino, tra design e regalità

I Musei Reali di Torino hanno presentato ieri il loro nuovo logo, nel corso di una serata speciale, con proiezioni sulla facciata di Palazzo Reale e con un'eccezionale apertura di tutto il Palazzo. Perché un nuovo logo? Perché i Musei Reali, che comprendono oltre a Palazzo Reale anche il Museo d'Antichità, la Galleria Sabauda, Palazzo Chiablese e l'Armeria Reale, sono impegnati da tempo a valorizzare il patrimonio storico e artistico di cui sono custodi e a renderlo attraente per i turisti e i torinesi con numerose iniziative e mostre; di qui l'idea di un nuovo marchio, che sintetizzi l'immagine e gli obiettivi.
Il progetto del nuovo logo è stato affidato dalla Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali a Intesta, società specializzata nel branding e graphic design del Gruppo Armando Testa. Il marchio di un brand, spiega Antonella Testa, direttore artistico del progetto, "deve saper delineare e restituire la visione più completa di quello che il brand vuole raccontare di sé di più intimo e profondo, in pochi tratti. Un logo non racconta solo il nome, ma racchiude una filosofia". I caratteri tipografici scelti usano il nero, "colore classico per eccellenza" e sono impreziositi da una goccia, sintesi di contemporaneità e storicità, ma non solo. "La goccia è una figura retorica naturale, è già una sintesi: il mare è l'infinità di gocce che lo costituiscono; la goccia è distillazione più pura di un profumo e ne racchiude l'essenza" spiega ancora Antonella Testa. Il colore della goccia è l'oro, il colore della regalità: "L'arte regale riesce così a interagire con il design contemporaneo, in un morbido abbraccio di forme, che parlano il linguaggio dell'eleganza".

Il logo celebra non solo i Musei Reali, uno dei complessi museali tra i più importanti d'Europa e tra i più estesi d'Italia, ma anche i 30 anni della Consulta per la valorizzazione dei beni artistici e culturali di Torino, che ha affidato la sua creazione a Intesta. La Consulta è una delle più belle esperienze di mecenatismo moderno, a cui Torino deve parte della conservazione dei suoi Beni Culturali. Attualmente è formata da 32 aziende ed enti che hanno investito oltre 30 milioni di euro e realizzato oltre 70 eventi di recupero e restauro, tra cui l'Aula del Parlamento Subalpino a Palazzo Carignano, le facciate delle chiese di San Carlo e Santa Cristina in piazza San Carlo, la realizzazione della facciata Odissea Musicale al Teatro Regio, la cancellata di Pelagio Palagi di Palazzo Reale, il Monumento di Vittorio Emanuele II, la realizzazione della Sala Leonardo nella Biblioteca Reale; tutti interventi che hanno arricchito la città, permettendole di godere di parti del suo patrimonio culturale difficilmente recuperabili con le sole risorse pubbliche. Un modello virtuoso che sarebbe bello veder esportato in altre realtà di questo Paese, così ricco di cultura e così carente di consapevolezza.


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