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lunedì 3 aprile 2017

La metro 1 verso Cascine Vica, ma senza scale mobili

Nei giorni scorsi il Comune di Torino ha annunciato l'avvio della gara per l'aggiudicazione della progettazione esecutiva del lotto Fermi-Collegno Centro della linea 1 della Metropolitana; l'intera tratta va dall'attuale capolinea, Fermi, fino a Cascine Vica, con quattro fermate (Certosa, Collegno Centro, Leumann e Cascine Vica); per la realizzazione sono stati organizzati tre lotti: il 1° riguarda progettazione e realizzazione della tratta Fermi-Collegno Centro; il 2° la progettazione e realizzazione della tratta Collegno Centro-Cascine Vica; il 3° lotto la realizzazione del parcheggio di interscambio a Cascine Vica, l'ampliamento del deposito e l'acquisto di 8 nuovi treni.


Subito dopo la stazione Fermi (attuale capolinea), la linea si innesta su via Edmondo De Amicis, a Collegno. "Successivamente il tracciato si sviluppa lungo via De Amicis fino all'incrocio con corso Pastrengo, sottopassa la ferrovia Torino/Modane, e, dopo aver percorso via Risorgimento, si porta al di sotto ed in asse di corso Francia.In questo primo lotto è prevista la realizzazione di due stazioni: la stazione Certosa sarà la stazione di interscambio con il servizio ferroviario nella stazione di Collegno e parte dell'edificio verrà realizzato in superficie; la stazione Collegno Centro sarà ubicata nel centro del Comune di Collegno, su corso Francia all'altezza dell'attuale sede del mercato. La parte iniziale della galleria sarà realizzata con sistema 'cut&cover' (il sistema utilizzato per la realizzazione delle stazioni). La restante parte della galleria sarà invece scavata con il metodo tradizionale a foro cieco. Rispetto al progetto preliminare, dove era previsto lo scavo di tutta la galleria con sistema cut&cover, con questa tecnica si potrà ottenere un minor impatto sul sistema viabilistico lungo l'asse della galleria; cantieri concentrati e non diffusi; minori volumi scavati e minori volumi di materiali da costruzione impiegati; minore emissione di rumori e polveri" spiega il comunicato stampa.


Il nuovo progetto presenta importanti cambiamenti nella realizzazione delle stazioni: invece di essere realizzate su un solo livello, come prevedeva il progetto preliminare, e che impediva di poter passare da un binario all'altro all'interno della stazione (praticamente si poteva solo scendere al binario, per passare a quello dell'altra direzione bisognava tornare in superficie, attraversare corso Francia e scendere di nuovo in stazione), saranno costruite su due livelli. Questo significa che si potrà attraversare corso Francia nel sottopassaggio e che si potrà cambiare binario della metropolitana senza salire in superficie. Eppure questo progetto, per quanto condivisibile e necessario, ha suscitato una perplessità non da poco: sarà dotato di scale fisse e di ascensori, non di scale mobili. "Unitamente alle scale fisse è sempre prevista la presenza di due ascensori, sia al piano strada per raggiungere il piano atrio, che al piano atrio per raggiungere il piano banchina dove passeranno i treni. Grazie alla presenza di tali ascensori sarà così possibile utilizzare la metropolitana e/o sotto attraversare corso Francia da parte di ogni tipo di utenza (sia disabili motori che persone con carrozzine o diversi impedimenti) senza ostacoli e in totale sicurezza" spiega il comunicato stampa.

Ma questo non cancella il problema di fondo: siamo nel XXI secolo, quando si costruiscono nuove infrastrutture bisognerebbe dotarle di tutte le comodità per rendere la vita più semplice ai cittadini, non per complicarla. Immaginate la coda agli ascensori, con passeggini, sedie a rotelle e anziani, o chiunque con le buste della spesa e senza la forza/resistenza di salire le scale fisse. Immaginate che uno degli ascensori non funziona. Perché far fare ai cittadini (e ai turisti!) la coda? Perché metterli in difficoltà in caso di ascensori non funzionanti? Perché non prevedere anche l'uso di scale mobili, come nelle moderne stazioni metropolitane di qualunque città europea?

Qualche giorno fa era stata espressa la stessa perplessità da Legambiente. "L'assenza di scale mobili rischierebbe di penalizzare le persone con ridotte capacità motorie, che nelle ore di punta potrebbero trovarsi imbottigliate nell'attesa degli ascensori" sostenevano da Legambiente sulle pagine torinesi del quotidiano. Da Infra.To, la società che sta gestendo la realizzazione delle infrastrutture torinesi, hanno risposto sostenendo che le stazioni in costruzione sono state progettate con il consenso dei Comuni attraversati, Collegno e Rivoli, che sono già state migliorate con la trasformazione da uno a due livelli ed è stato negato il possibile effetto imbuto a causa dell'assenza di scale mobili. Gli ascensori, a differenza delle scale mobili, spiegano ancora da InfraTo, offrono la possibilità di usare la metropolitana a tutti; e questo ovviamente non si contesta, quello che si contesta è che ci sono utenze, come le persone anziane autonome, le persone con pesanti buste della spesa o con valigie, che avrebbero potuto usare le scale mobili e che invece si vedono costrette nel "mucchio" degli ascensori, moltiplicando i tempi di attesa e lo stesso uso degli ascensori. Una lungaggine che poteva essere evitata, prevedendo anche in quste stazioni le scale mobili.

Questo primo lotto della M1 in direzione Rivoli sarà finanziato totalmente dallo Stato e costrerà 123,7 milioni di euro (l'importo stimato per la gara della progettazione esecutiva è di circa 1,4 milioni di euro). Il termine dei lavori è previsto tra 4 anni. "Il costo dell'intera tratta Collegno-Cascine Vica, che ha concluso positivamente tutto l'iter previsto dalla legge (conferenza dei servizi, valutazioni di impatto ambientale da parte dei Comuni di Collegno e Rivoli, parere sulla localizzazione dell’opera da parte della Regione Piemonte, etc…) ammonta a 304,3 milioni di euro" conclude il comunicato stampa. Forza che ce la stiamo facendo!

Su www.comune.torino.it un bel documento in .pdf, da cui sono tratte le immagini di questo articolo, sintetizza le principali caratteristiche tecniche della M1.

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