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martedì 18 aprile 2017

La storia del lavoro (e delle donne) allo SNOS di Torino

Lungo il lato settentrionale di Parco Dora, tra la Stazione Dora e corso Mortara c'è il lungo edificio che ospitò la Società Nazionale Officine Savigliano (SNOS). Qui vennero costruiti i treni italiani (e anche il leggendario Orient Express), qui oggi c'è una galleria commerciale che ha ai propri estremi Lidl e Il Gigante, due marchi della grande distribuzione che si rivolgono a pubblici diversi e che sono un po' un simbolo delle riqualificazioni delle aree dismesse torinesi (é mai stata pensata una riqualificazione senza annesso centro commerciale?).


La galleria commerciale si trova nella lunga area in cui arrivavano i treni e da cui venivano distribuiti i materiali nelle varie sezioni della grande industria. Era uno spazio di distribuzione di merci, persone, ruoli e ha mantenuto la stessa funzione, per desiderio degli architetti di Granma, che hanno curato la riqualificazione dell'edificio. Oggi non ci sono più treni e operai, ma negozi e clienti: transitano famiglie in cerca di svago, residenti dei loft ai piani alti, dipendenti degli uffici dei piani superiori o degli edifici adiacenti. Cambiano i tempi, ma non le funzioni della galleria ed è bello che ci siano immagini del passato e gira-carri a ricordare la sua funzione originaria: anche il più distratto dei passanti nota i ponte-carri gialli e le tracce metalliche degli antichi binari, sulla pavimentazione di pietra.


In questo edificio c'è molta storia del lavoro a Torino e in Italia. L'ex SNOS non è solo l'unico edificio industriale sopravvissuto in quello che fu il distretto dell'industria siderurgica torinese (tutt'intorno c'è il Parco Dora, costruito sulle ceneri delle fabbriche della Michelin e degli alti forni della Fiat), ma, attraverso le sue fotografie d'epoca, aiuta a ricostruire anche i grandi cambiamenti dell'Italia del XX secolo. E il più evidente di tutti è la presenza delle donne nelle fabbriche negli anni della Grande Guerra, donne che furono le madri delle nostre nonne e bisnonne e che impararono a usare saldatrici e frese, per sostituire gli uomini al fronte. Fanno tenerezza e suscitano rispetto, per tutto quello che hanno significato per le donne italiane, queste giovani e queste madri, che lavoravano in condizioni oggi inaccettabili, che scoprirono così le loro capacità e potenzialità fuori dai lavori domestici, e che poi rientrarono mal volentieri nei ranghi alla fine della Grande Guerra (ma non fu per sempre, perché non si rinuncia ai diritti, quando se ne conoscono opportunità, vantaggi e doveri). Ci sono fotografie di uomini giovanissimi, forse troppo, che imparavano a utilizzare i pesanti macchinari e ci si emoziona al pensare quanta storia è passata e quanti diritti si sono mano a mano scoperti, in questo Centro Commerciale che il quartiere conosce come l'ex SNOS.


"La prima volta che siamo entrati è stata un'emozione unica: qui era passata la storia del lavoro di Torino!" mi ha detto l'architetto Alessandra Coscia, quando l'ho incontrata per parlare del progetto di riqualificazione di Granma. È stata una delle conversazioni più emozionanti per me ed è stata una di quelle che mi hanno spinto a raccogliere in un ebook tutte le interviste realizzate per conoscere la Torino post industriale, nata dalle riqualificazioni degli edifici dismessi. È finalmente completato, con materiale esclusivo, mai pubblicato su questo blog, e uscirà alla fine di questo mese. Ne parlerò nei prossimi giorni, per raccontare genesi e novità.

Le foto d'epoca sono di www.museotorino.it, dove potete trovarne molte altre, che illustrano macchinari e volti del passato.

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