lunedì 26 giugno 2017

Guido Montanari presenta la revisione del Piano Regolatore: la Torino che sarà

Su Nuova Società, in edicola in questi giorni, c'è un articolo firmato dal vicesindaco di Torino, e Assessore all'Urbanistica, Guido Montanari (potete leggerlo anche a questo link www.nuovasocieta.it), che spiega come cambierà Torino nei prossimi anni, grazie alla revisione del Piano Regolatore che sta progettando. Una revisione che sarà il risultato di "un percorso che coinvolgerà cittadini ed esperti per ridisegnare una città migliore". Che il Piano Regolatore di Torino sia uno strumento ormai obsoleto Montanari lo sostiene da tempo: sono sbagliate le previsioni, mi aveva detto tempo fa, quando l'ho intervistato per l'ebook Edifici ex industriali a Torino; il Piano Regolatore, stilato tra gli anni 80 e 90 e approvato nel 1995, ipotizzava una città in espansione e in crescita economica, la crisi industriale e le delocalizzazioni conseguenti hanno fatto scendere Torino sotto il milione di abitanti. E questo è solo un esempio di quanto la realtà abbia superato le previsioni.


Montanari, strenuo difensore del paesaggio e nemico delle colate di cemento, causa "di consumo di suolo, di dissesto idrogeologico, di abusivismo, di inadeguata infrastrutturazione trasportistica volute da governi che hanno fatto della 'risorsa territorio' materia di scambio elettorale", non crede nella redazione di un nuovo Piano Regolatore, perché "i tempi lunghi e le ingenti risorse finanziarie necessarie hanno sconsigliato questa strada". Cosa fare, dunque? "La revisione sarà un'operazione di 'manutenzione straordinaria' del Piano, basata sulla responsabilità sociale e sulla sostenibilità ambientale, finalizzata ad alcuni obiettivi principali: il contenimento del consumo di suolo, la tutela del paesaggio, la promozione della ricerca e della cultura, il ridimensionamento delle previsioni insediative, il riequilibrio della dotazione dei servizi, il mantenimento delle aree produttive, la ridefinizione dei criteri commerciali, il recupero del patrimonio non utilizzato, l'efficientamento energetico. Per fare ciò proporremo poche norme prescrittive chiare e regole operative agili, tagliate sui nuovi numeri della città di Torino (meno di 250.000 abitanti rispetto alle previsioni del 1995, ma al tempo stesso attrazione quotidiana di cittadini provenienti dalla cintura e dalle aree limitrofe). La pianificazione degli insediamenti e dei trasporti a scala locale dovrà confrontarsi anche con la scala sovracomunale e internazionale".

Il progetto sembra interessante e in linea con le nuove esigenze di sostenibilità ambientale e di recupero del patrimonio architettonico esistente. Non ci sono proposte sul terreno, a parte le linee direttive, perché il vicesindaco intende avviare "un percorso che vedrà coinvolte le Circoscrizioni, gli ordini professionali, le associazioni ambientaliste, dei costruttori, delle piccole e medie imprese, i sindacati e tutti i soggetti singoli o organizzati interessati. Sarà un grande esempio di partecipazione e di trasparenza, come previsto dal nostro programma di mandato". Da questi incontri nasceranno le proposte e gli studi di fattibilità, nel suo articolo Montanari non indica date né tempi.

La revisione del Piano Regolatore non bloccherà alcune delle trasformazioni urbanistiche ereditate dalla Giunta di Piero Fassino e osteggiate dal Movimento 5 Stelle all'opposizione. Montanari spiega che si tratta di "procedimenti non revocabili". Per questo saranno realizzati "i centri commerciali Novacoop di Mirafiori, di via Botticelli e dell'ex Scalo Vallino (via Nizza). Se per il primo non è stato possibile fare nulla, per il secondo sono state concordate significative riduzioni di superfici residenziali (eliminando le previste torri) e una coerente riqualificazione urbana, mentre per il terzo si sta discutendo un ridisegno complessivo dell’area che esclude grandi strutture di vendita concentrate. Nessuna possibilità di bloccare gli interventi Dimar sull'area ex Scalo Vanchiglia, via Regaldi, anche se è stato migliorato il disegno urbano e ridotte le superfici previste, stessa cosa per Lingotto lotto II di GL/GWM". Montanari ha dato il via libera anche ad alcune "trasformazioni di aree industriali dismesse in aree prevalentemente commerciali, presentate con la legge 106/2011. Si tratta di deroghe al Piano regolatore che non potevamo bloccare, ma che abbiamo esaminato alla luce del concetto di 'riqualificazione', l'unico appiglio di legge per garantire attenzione ai contesti. Abbiamo concesso autorizzazioni alla condizione che i progetti avessero contenuti di responsabilità sociale: riduzione delle superfici ammissibili (mediamente circa 40%), qualità dello spazio urbano, verde, percorsi ciclo pedonali, parcheggi, sostenibilità energetica e tutele dei dipendenti".

Con la revisione del Piano Regolatore, si inizierà a lavorare alla città immaginata secondo le direttive indicate dalla Giunta di Chiara Appendino e da Guido Montanari. Rotta su Torino la seguirà con attenzione, come tutti i progetti che vagheggiano una città possibile e sostenibile.

Sul sito del Comune di Torino, in .pdf, la delibera del 22 maggio 2017, che approva la revisione del Piano Regolatore, con le ragioni che hanno spinto alla sua adozione.


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