giovedì 1 giugno 2017

Open House Torino, come un Theatrum Sabaudiae del XXI secolo

Open House Torino si è presentato ieri ai media, in un'affollata conferenza stampa. Cosa sia Open House credo sia noto a chi legge Rotta su Torino: è un format nato a Londra nel 1992, che per un solo weekend apre architetture insolite e generalmente chiuse al pubblico come palazzi storici, uffici, appartamenti privati e, nel caso di Torino, edifici ex industriali o di notevole architettura (Palazzo del Lavoro, Motovelodromo, Torino Esposizioni) ancora in cerca di destinazione o già riqualificati per nuove vocazioni, torri e campanili. La prima edizione torinese si terrà il 10 e 11 giugno 2017.


Villino Raby - Villette Casalegno

Nel corso della conferenza stampa sono venute fuori piccole chicche che dimostrano ancora una volta come Torino sia una città non comune e sappia rompere gli stereotipi che persino lei ha di se stessa. Per questa prima edizione della manifestazione, ha raccontato Luca Ballarini, presidente dell'Associazione Open House Torino, sono stati selezionati circa 540 edifici, in base ai gusti, alla passione e alle conoscenze degli organizzatori. Di questi 540 edifici, 111 partecipano alla prima edizione di Open House Torino: nessuna delle 32 città di Open House nel mondo aveva mai organizzato la prima edizione con un simile numero di spazi aperti. Solo Torino.


Quartiere Vallette - Cortile privato/Casa Studio

"Con questo abbiamo sfatato un altro mito, quello della ritrosia. Per tre mesi, ci siamo sentiti ripetere "figuratevi chi mai aprirà casa, siamo a Torino, non a Londra!" E invece i proprietari di casa sono stati disponibili. Per prendere contatto a volte abbiamo lasciato una lettera nella buca della posta, raccontando chi eravamo e qual era il nostro progetto e lasciando i nostri recapiti. Ci hanno contattato molti più padroni di casa di quanti pensassimo. E dirò di più: Torino è la città italiana che apre il maggior numero di appartamenti privati" ha detto ancora Ballarini. E le altre due città italiane che organizzano Open House sono Roma e Milano, scusate se è poco. Sfatiamo gli stereotipi e raccontiamo questa città curiosa, aperta e pronta alle novità, quando le trova convincenti; questa città che è bella, che sa di esserlo e si comporta come se non importasse, salvo poi approfittare manifestazioni come questa, per mostrare i suoi mille volti. E non ci sono solo i numeri degli edifici aperti, ci sono anche i volontari: sono oltre 300, sono persone di tutte le età e assisteranno i padroni di casa e i visitatori, fornendo informazioni e gestendo il flusso di chi visiterà gli spazi aperti. 300 persone che hanno detto di sì a una manifestazione appena arrivata in città.


Dancing Le Roi - Casa per Tre

Ho scoperto Open House Torino per puro caso. Stavo fotografando i cortili dell'ex CEAT e dell'ex Tobler (entrambi presenti in Open House Torino, approfittatene per visitarli, perché valgono la pena, io non perderò il loft dell'ex CEAT che aprirà le porte!) e Gabriele Gallesio, il proprietario di De-Ga, che ha riqualificato entrambi gli edifici, mi ha parlato dei primi contatti con questo nuovo progetto, Open House Torino; tornata a casa, su Facebook, ho trovato un post di un'architetta che seguo e che apprezzo, Simona Vlaic: due volte in meno di 24 ore, era un segnale. Una serie di contatti con gli organizzatori e Rotta su Torino è diventato media partner di Open House Torino nel web. Ne sono felice perché mi piacciono il progetto, la passione per l'architettura che implica, la scoperta della ricchezza culturale della nostra città e il ventaglio di proposte, presentato senza pregiudizi né giudizi, ma dando l'opportunità di conoscere le mille declinazioni dell'architettura e dei conseguenti stili di vita. Credo non ci siano tante manifestazioni che mettano in evidenza, semplicemente l'architettura. Per me, una riscoperta dei miei studi universitari e la possibilità di dare loro un senso (sono solo laureata in Architettura, ma non ho mai esercitato né mai pensato di esercitare questa professione, sono uno dei tanti dottori in Architettura che nella vita hanno fatto tutt'altro, probabilmente testimoni dell'ecletticità di questa laurea).

Ballarini ha progetti ambiziosi e non li nasconde: "Vogliamo diventare la manifestazione italiana più importante dell'architettura". Il modello è, incredibilmente, il Theatrum Sabaudiae, voluto dai Savoia in età barocca per mostrare alle corti europee la bellezza e le ambizioni della capitale del Ducato, con una selezione di edifici, chiese e luoghi, alcuni dei quali ancora solo immaginati. La comparazione di Ballarini, tra Open House Torino e il Theatrum Sabaudiae, pensando sempre agli anni di Architettura, mi è piaciuta assai, non solo e non tanto per l'ambizione implicita quanto per quello che implica considerare Open House Torino come una testimonianza di quello che è oggi Torino, di come si vede e delle storie che la sua architettura racconta. Come media partner di questo progetto, ne parlerò ancora nei prossimi giorni, fino al 10 giugno: non fermatevi davanti agli edifici più famosi e più mediatici, capisco che resistere alla tentazione è difficile, ma scopriamo le chicche sconosciute che questo solo weekend ci offre di conoscere.

Le fotografie sono state prese da www.openhousetorino.it, dove trovate anche le schede di tutti i 111 spazi aperti il 10 e 11 giugno e le modalità di visita (per alcuni edifici è richiesta la prenotazione, altri non sono aperti per tutto il weekend, controllate!)


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