domenica 5 novembre 2017

5 escursioni da Siviglia, la città da visitare nel 2018

Lonely Planet lo ha annunciato qualche settimana fa: la città da visitare nel 2018 è Siviglia. La ragione principale è che nel 2018 il capoluogo andaluso celebrererà i 400 anni dalla nascita di uno dei suoi pittori più famosi, Bartolomé Esteban Murillo, ma non solo. In questi ultimi anni Siviglia ha puntato su nuove infrastrutture (la metropolitana, che collega la cintura occidentale con quella meridionale, sfiorando il centro storico, e il tram, che attraversa il centro), su un'architettura contemporanea che fa storcere il naso ai puristi, ma che colpisce per audacia (la Torre Cajasol, le setas di plaza de la Encarnación). Insomma, se andate a Siviglia (e andateci!), lasciate perdere flamenco e paella e concentratevi sul XXI secolo, ché ha molto da raccontare, anche in Andalusia.

Siviglia è una delle città del mio cuore, la considero la mia seconda città, ne conosco anche i rincones più lontani, per questo ho in mente di tornarci nel 2018, starci per un po' di tempo, come piace a me, e raccontarvela magari in diretta, su questo blog, insieme a Torino (per ora, ne ho già scritto qui, dando un'idea generale della città, e qui, raccontando i luoghi meno conosciuti dai turisti). Per iniziare: se andate a Siviglia, tenetevi un giorno (anche) per i suoi dintorni, per scoprire una di queste città, che aiutano a conoscere meglio l'Andalusia e la stessa Siviglia!


Itálica (Santiponce)
A una decina di km da Siviglia, c'è Itálica, uno dei più importanti siti archeologici dell'Andalusia e uno dei più importanti della romanità, qui, infatti, nacquero gli imperatori Traiano e Adriano. Della città romana oggi è visitabile solo un terzo, il resto è ancora da scavare o è sotto la cittadina di Santiponce, nel cui territorio si trova. Ma quello che si vede vale davvero la pena: i magnifici mosaici delle domus, molte delle quali perfettamente leggibili anche nella loro composizione architettonica, sono tra i più belli conservati in Spagna (potete vedere molti mosaici di Itálica anche al Museo Archeologico di Siviglia). Poi c'è il piccolo anfiteatro, dalla cavea piana, caratterizzato a un'apertura longitudinale sui sotterranei, e con le gallerie ancora aperte al pubblico, che è diventato celeberrimo grazie a Game of thrones: era l'ultima dimora dei draghi dei Targaryen, prima della loro estinzione e sulle sue rovine si sono incontrati tutti i protagonisti della serie, nel settimo episodio della settima stagione, per chiedere a Cersei Lannister un'alleanza contro gli Estranei. Da Siviglia si arriva a Itálica anche con gli autobus di linea per Santiponce, dalla Stazione della plaza de Armas, partenza ogni quarto d'ora circa per circa dieci minuti di viaggio.
La foto, da Wiki of Thrones


Carmona
Sulla strada che da Siviglia porta a Córdoba, Carmona appare su una collina, a controllare strategicamente il territorio e la sottostante valle del Guadalquivir: è stata la sua funzione sin dall'antichità. Ancora oggi la Carmona storica appare circondata da possenti mura, di origine romana e consolidamento arabo. Cercate di entrare in città dalla Porta di Siviglia, perché avrete un'idea della potenza delle mura (l'autobus da Siviglia ferma lì davanti e all'interno delle mura della porta si trova l'Ufficio del Turismo...). La via che collega la Porta di Siviglia a quella di Córdoba era l'antico cardo romano e, una volta usciti dalla Porta di Córdoba, avrete davanti una magnifica vista sulla valle del Guadalquivir, con le colline che si perdono in lontananza e, sotto, l'autostrada che porta verso Córdoba e la Castiglia. A Carmona vale la pena camminare lungo le sue viuzze, per scoprire piazze deliziose come piazza San Fernando, con gli aranci e gli edifici mudéjar, chiese come quella barocca di San Salvador, scorci di patios e tracce che raccontano la storia millenaria della cittadina (nella chiesa di Santa Maria ci sono anche elementi visigoti). Appena fuori città, una delle più importanti necropoli romane d'Andalusia.
La foto, da Wikipedia.


Aracena
A poco meno di un'ora da Siviglia, ma già in provincia di Huelva, c'è questa cittadina. L'ho scoperta casualmente: stavo andando a Lisbona in autobus e Aracena era uno dei paesini attraversati, dominata da un magnifico castello arabo in rovina e tante casette bianche arrampicate sulla collina. L'Andalusia imperdibile! Ci sono tornata e ho scoperto una cittadina dalla storia millenaria, meta prediletta del turismo locale soprattutto in autunno, quando si arriva anche da Siviglia per assaporare i piatti con i funghi raccolti nei suoi dintorni, tra i più rinomati; molto apprezzato in Spagna anche il jamón prodotto nel suo territorio (insomma, ad Aracena bisogna provare la sua gastronomia!). Conserva numerosi monumenti da visitare: la chiesa di Nostra Signora del Maggior Dolore (i nomi delle Vergini andaluse!) sorge nei pressi del castello arabo e sui resti di un'antica moschea, inutile parlare del panorama che offre sulla sierra, che da Aracena prende il nome; la Grotta delle Meraviglie, alle pendici della collina, è costituita da una serie di grandi grotte sotterranee, sapientemente illuminate, una delle quali con un grande lago. Aracena è anche il principale centro del Parco Nazionale della Sierra di Aracena.
La foto, da Wikipedia.


Jerez de la Frontera
Da appassionata di Formula 1, conoscevo Jerez de la Frontera da molto prima di visitarla e le ero molto affezionata: si potrebbe dire che la F1 è stata la principale ragione per cui l'ho visitata, anche se non ho mai messo piede nel circuito. Ma se sono tornata a Jerez tutte le volte che sono stata in Andalusia è tutto merito suo. Siamo nella provincia di Cadice, a circa 25 km dall'Oceano Atlantico e a poco più di un'ora da Siviglia (da cui ogni due ore partono gli autobus per Jerez). Al centro di una piana feconda, Jerez è famosa per il suo cherry e per la sua Scuola di Arte Equestre. Il cuore della cittadina è la plaza del Arenal, con i suoi edifici mudéjar, le sue gelaterie e i suoi bar con i tavolini all'aperto. Nei suoi pressi, da un lato ci sono la grandiosa Cattedrale gotico-mudéjar e l'Alcázar arabo, adiacenti ai quali ci sono le bodegas González, che offrono tour nei loro vigneti e nelle loro cantine; sull'altro lato, la calle Lancería, chiusa da uno degli edifici simbolo di Jerez, el Gallo Azul, di forma rotondeggiante e stile neo-mudéjar, porta alla via dello shopping, la calle Larga, che finisce nell'Alameda Cristina (la sua fioritura in primavera!) e al Palazzo Domecq, altro bell'esempio di arte mudéjar che caratterizza la bella Jerez.
La foto, da Panoramio.


Cadice
La più antica città d'Europa è a solo due ore da Siviglia, a cui è collegata da numerosi autobus durante il giorno (e se preferite ci sono anche i treni; in auto il viaggio dura poco più di un'ora). Una gita a Cadice vale la pena in tutte le stagioni, perché Cadice è speciale di per sé. Circondata dall'Oceano su due lati e bagnata dalla sua Bahiía sul terzo lato, quello del porto, il suo centro storico è racchiuso dentro mura che danno direttamente sull'Oceano (una passeggiata sui bastioni, osservando il sistema di difesa ancora oggi apprezzabile, vale il viaggio da Siviglia); la pianta del centro storico è ortogonale, ricorda Torino e, grazie alla scacchiera regolare, è difficile perdersi, finendo presto o tardi davanti al mare. In questo reticolo ortogonale si aprono piazze frondose, con i tavolini all'aperto, dominate da grandi chiese come quella di Sant'Antonio o la Cattedrale costruita con l'oro delle Americhe (si può salire su uno dei campanili, dal quale ammirare il panorama della Bahía e dell'Oceano); Cadice si può osservare dall'alto anche dalla Torre Tavira, una delle poche rimaste delle tante dell'epoca d'oro, e dal basso, nei sotterranei del Teatro Falla, dove un prezioso sito archeologico fenicio, racconta le origini della città più antica d'Europa.
La foto, da Wikipedia.


Nessun commento:

Posta un commento