domenica 19 agosto 2018

Le cose belle da fare ad Albenga, sulla Rivera Ligure di Ponente

Per noi torinesi la Liguria, soprattutto di Ponente, è il mare. Iniziamo ad affollare l'autostrada per Savona nei weekend di primavera, ci riempie il cuore la prima vista della distesa azzurra, da Altare in poi, e, arrivati nel capoluogo, ci disperdiamo nei suoi dintorni, fino a Varazze da un lato e a Ventimiglia dall'altro. Ci si butta in spiaggia, si frequentano a malapena i caruggi della cittadina scelta e i locali dei dintorni e poi si torna a Torino. Ovviamente la Liguria, che fu gloriosa Repubblica di Genova e che nel suo capoluogo adesso ferito (ma risorgerà, non abbiate dubbi) ebbe una delle più potenti repubbliche marinari del Mediterraneo, non è solo spiagge e locali. Le stesse cittadine balneari scelte dai torinesi hanno spesso un passato che vale la pena conoscere.

Da buona villeggiante piemontese in trasferta sulla Riviera di Ponente, in provincia di Savona, ho una predilezione per Albenga e le sue atmosfere medievali. Lo devo a un esame di Architettura, Storia dell'Architettura 2, che mi ha fatto scoprire i monumenti paleocristiani della cittadina, e a ricordi personali legati alla prima visita a quei tesori artistici e storici. Se siete in vacanza nella Riviera di Ponente o volete concedervi una scappata in uno dei prossimi weekend autunnali, ecco alcune delle cose belle da non perdere ad Albenga!

Albenga piazza delle Erbe
Il centro storico
A differenza delle altre cittadine di quest'angolo di Liguria, Albenga non ha il centro storico sul mare. Tutta colpa del Centa, il fiume che la bagna: nel Seicento il suo percorso fu deviato, cosa che permise di conquistare centinaia di metri al mare, per costruire la città nuova. Così c'è questa sensazione curiosa di sentirsi in un borgo marinaro, senza però sentire il profumo del mare, che rimane ben distante. Le vie strette separate da archi, i colori vivaci delle facciate, in tutte le tonalità del giallo e del rosso, arancione compreso, le piazzette improvvise con immagini di santi e madonne sanno di Liguria. In più, le alte torri medievali in mattoni, purtroppo non aperte al pubblico, gli eleganti palazzi con aperture ogivali e locali coperti da volte a crociera, i caruggi in cui si svolge la vita cittadina, con ristoranti e locali dal ritmo lento. E le piazze da cui ammirare gli scorci sulle torri e le prospettive dei caruggi, non solo la centralissima piazza San Michele, davanti al Duomo, ma anche la deliziosa piazza delle Erbe e la silenziosa piazza San Francesco, tutte con dehors e locali in cui attardarsi senza sentirsi in colpa (e menù deliziosi a prezzi abbordabili)

Battistero di Albenga
Il Battistero
È il più importante monumento paleocristiano della Liguria ed è uno dei più bei Battisteri dell'epoca arrivati fino a noi. Si trova accanto al Duomo, a un livello più basso, quello originario di Albenga, prima della deviazione del Cerna. Ha forma ottagonale, con nicchie in ogni lato dell'ottagono e con al centro la vasca battesimale, che risponde ai movimenti convessi delle nicchie con lati concavi, in un bel dialogo che i secoli e gli interventi successivi non hanno interrotto. All'ingresso, due tombe con raffinati bassorilievi longobardi; nella nicchia di fronte all'ingresso, un bellissimo mosaico, che ricorda quelli ravennati e i colori della tomba di Galla Placidia, riprende la simbologia cristiana, con il monogramma di Gesù nei tre cerchi che simboleggiano la Trinità e con i dodici apostoli rappresentati da altrettante colombe. La cupola originaria, è stata sostituita da un tetto ligneo, voluto all'inizio del Novecento da Alfredo d'Andrade, l'architetto portoghese che disegnò il Borgo Medievale di Torino e si prese molte libertà nel restauro di monumenti antichi, compreso questo. La visita al Battistero è solo guidata e costa 5 euro, che comprendono anche la visita all'adiacente Museo Diocesano.

Museo Diocesano Albenga
Museo Diocesano
Il Museo Diocesano è una delle belle sorprese di Albenga: si trova nell'antico Palazzo Vescovile e racconta le due storie, quella del Museo e quella del Palazzo. Così si possono ammirare i materiali originali provenienti dal Battistero, i grandiosi arazzi fiamminghi che raccontano la storia di Mosè, con episodi tratti anche dai libri apocrifi, le belle collezioni di ceramiche e, soprattutto, nella Sala degli Stemmi, il Martirio di santa Caterina d'Alessandria di Guido Reni e il Miracolo di san Verano di Giovanni Lanfranco. Due dipinti di due grandi pittori del Seicento in una piccola cittadina ligure, lo avreste mai detto? Un'ulteriore testimonianza dell'importanza passata di Albenga. E mentre ammirate le opere conservate in Museo non perdetevi la bellezza delle stanze, in particolare dell'alcova del Vescovo, con i resti degli affreschi originali quattrocenteschi, che riprendono decorazioni floreali ispirate al Palazzo dei Papi di Avignone e che sono più chiari verso la finestra e più scuri verso la zona del letto, a segnare la zona lavoro e la zona sonno. Anche per il Museo Diocesano segnalo la gentilezza e la passione della guida, è stata lei a farmi notare un quadro del Seicento, con le millemila chiese sparse sulle colline, tra Albenga, il mare e Alassio.

Duomo di Albenga e piazza dei Leoni
La Cattedrale
La Cattedrale di San Michele Arcangelo è di origine paleocristiana e si affaccia sulla bella piazza che porta il nome del santo. Il piano è a un livello più basso rispetto a quello attuale, per cui all'ingresso si scende di alcuni gradini e ci si trova in questa bella chiesa a tre navate con pilastri e colonne che reggono archi ogivali e con affreschi medievali nell'abside. È bello il contrasto tra la pietra grigia delle pareti verticali e gli affreschi della volta centrale, del XVI secolo, quasi un compendio di storia millenaria in uno sguardo. Molto bello anche l'esterno, soprattutto nella parte posteriore, nella piccola piazza dei Leoni: la decorazione esterna del Duomo, con gli archetti di gusto romanico, ricostruisce uno scorcio di Medioevo davvero suggestivo. Come la guida del Battistero però mi ha fatto notare, di romanico e medievale nell'edificio rimane molto poco: nel XX secolo ci sono stati restauri che hanno cercato di sintetizzare la lunga storia della chiesa e le sue sovrapposizioni con interventi che hanno compreso anche il cemento armato, per rendere visibili e salvare le cripte paleocristiane e protoromaniche. Il risultato dà atmosfere che non lasciano indifferenti.


Museo Navale Romano di Albenga
Il Museo Navale Romano
In un palazzo patrizio di piazza San Michele, c'è questo piccolo e prezioso Museo, nato dopo il ritrovamento di un'antica nave da trasporti romana, nelle acque tra Albenga e l'isola di Gallinara. Un ritrovamento importante, perché si tratta di una delle più grandi navi onerarie romane trovate nel Mediterraneo, in grado di navigare con oltre 10mila anfore nelle stive. Il Museo espone le numerose anfore nella posizione da trasporto in cui sono state trovate; ci sono anche i resti degli oggetti personali dell'equipaggio, gli elmi della scorta armata, che difendeva dai pirati le navi da trasporto Oggetto di decine di campagne di scavo subacqueo, la nave è naufragata probabilmente tra il 100 e il 90 a.C. ed è una bella testimonianza della presenza romana in una Liguria in via di romanizzazione. Il piccolo Museo offre poco altro, ma se siete appassionati di storia è sufficiente: la visita guidata, con un personale gentile e appassionato, vale la pena per scoprire qualcosa di più della storia millenaria di Albenga. Il biglietto costa 3,50 euro, ridotto 2,50 (15-18 anni, over 65, scuole medie superiori), 1,50 per 6-14 anni e scuole elementari e medie inferiori, gratuito per under 6. L'orario di apertura è martedì-domenica 10-12.30 e 14.30-18.30 (dal 16 settembre al 14 giugno); martedì-domenica ore 9.30-12.30 e 15.30-19.30 (dal 15 giugno al 15 settembre)

via Iulia Augusta
via Iulia Augusta
Il passato romano di Albenga torna sempre e se siete in vacanza nelle stagioni più tiepide, non perdetevi una passeggiata sull'antica via Iulia Augusta, che univa Roma alla Gallia meridionale; le sue tracce, tra Albenga e Alassio, offrono un bel percorso collinare, con viste meravigliose sul mare e sull'isola Gallinara, signora di queste coste. Il percorso inizia sulla riva del Centa opposta al centro storico ed è punteggiata di chiese antiche, spesso di origine paleocristiana; lungo il percorso anche il Pilone, antico monumento funebre, i resti dell'Anfiteatro romano, visibili però solo a livello del suolo (non ci sono le parti sopraelevate, solo la pianta), la necropoli con diverse tombe romane e poi, arrivando all'Arco, quasi sulla baia di Alassio e Laigueglia, la chiesa di Santa Croce, in stile romano. La passeggiata è lunga, sono circa 4 ore tra andata e ritorno, ma se siete buoni camminatori e amate i percorsi insoliti tra storia e natura, non rimarrete delusi: le viste sul mare, i profumi della macchia mediterranea e questo connubio, che trovo sempre un po' selvaggio, tra il mare e le Alpi, come se si fosse i primi abitanti della Liguria e fosse tutto da scoprire, regalano l'energia necessaria.


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