giovedì 13 dicembre 2018

Nella chiesa di San Filippo Neri, con la pala dell'altare maggiore appena restaurata

La differenza si nota appena si entra in San Filippo Neri, la chiesa più grande di Torino. La pala sull'altare maggiore, raffigurante La Madonna in gloria con il Bambino tra i Santi Giovanni Battista ed Eusebio e i beati Amedeo e Margherita di Savoia, dipinta da Carlo Maratta, uno dei più prestigiosi pittori di ambiente romano, in quell'epoca sospesa tra classicismo e barocco, risalta per i suoi colori vivaci e limpidi. Sono ritornati al loro antico splendore, perduto da decenni, grazie al restauro, lungo 4 mesi, finanziato dalla Fondazione CRT.

Chiesa di SAn Filippo Neri a Torino Chiesa di SAn Filippo Neri a Torino

Un restauro che ha permesso anche di ricostruire il passato della tela, dipinta a Roma e arrivata successivamente a Torino. Qui, è stata inserita nella splendida struttura in marmi policromi di Michelangelo Garove e Antonio Bertola, realizzata su commissione del Principe di Carignano.

Adesso che alla pala sono stati restituiti i colori settecenteschi e sono stati puliti i depositi di sporco organico, provate a entrare in chiesa, e a percorrere la grandiosa navata fino all'altare. Il dipinto di Carlo Maratta si ruberà la vostra attenzione e il contrasto con le colonne a torciglioni rosse e la trabeazione di marmo nero e statue bianche dell'altare sarà motivo di fascino ulteriore.

Chiesa di SAn Filippo Neri a Torino Chiesa di SAn Filippo Neri a Torino

L'ho provato stamattina, il giorno dopo la restituzione del quadro restaurato: San Filippo Neri è sempre una delle chiese più belle di Torino, con questa navata maestosa, coperta dalla volta a botte che Filippo Juvarra si inventò, quando, dopo l'assedio del 1706, che causò il crollo della cupola, fu necessario dare nuova copertura alla chiesa in costruzione. Dà un'idea di grandiosità che fa sentire piccoli: le misure enormi, la decorazione misurata, la luce che piove dall'alto, e adesso questa pala dell'altare maggiore, che si ruba lo sguardo e lo mantiene fisso su di sé fino a quando non le si arriva vicino. Provatelo.


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