giovedì 22 giugno 2017

Il video di Open House Torino 2017

La prima edizione di Open House Torino è ormai in archivio e tra qualche tempo sarà ora di prepararsi alla seconda (la vogliamo o no più ricca, con tante alte chicche da scoprire, con nuovi itinerari da inventarsi per muoversi per 48 folli ore nella città inedita?). Ma prima di salutarci definitivamente, questa edizione 2017 ci regala un video, con tutti i suoi numeri (che successo straordinario!), con tanti dei posti che abbiamo visto (o sognato di vedere) e con i volti che l'hanno animata, siano quelli dei tantissimi volontari (diremo abbastanza grazie a ognuno di loro?) o quelli delle migliaia di persone che si sono messe in cammino per conoscere la Torino che si nasconde dietro le porte chiuse. Non perdetevelo, ma con un'indispensabile avvertenza: la nostalgia crescerà in modo esponenziale!



Al Museo Egizio, apertura e appuntamenti speciali per la Giornata del Rifugiato

Da quando ha riaperto al pubblico, con la sede ampliata e un nuovo allestimento, ormai un paio di anni fa, il Museo Egizio si è inserito prepotentemente nella vita culturale (e non solo) cittadina, con tante iniziative, incontri, conferenze. Merito del suo direttore, Christian Geco, che immagina un Museo del XXI secolo non solo come un custode di collezioni, ma anche come un luogo di divulgazione e d'incontro di culture (a me piace tantissimo l'attenzione alla comunità egiziana di Torino, essendo il Museo scrigno di gioielli della sua cultura e del suo passato, più che del nostro). Per questo mi piace segnalare il programma preparato per la Giornata Mondiale del Rifugiato, il 24 giugno 2017 (casualmente anche giorno di San Giovanni, patrono cittadino, e giornata di festa per la città).


Il Museo Egizio sarà aperto eccezionalmente e gratuitamente dalle ore 19 alle ore 23.30, con numerosi appuntamenti, a ricordare lo scopo della serata. Il titolo dell'iniziativa è Io sono il benvenuto: tutti i visitatori verranno invitati a indossare un adesivo, che riporterà sia questa frase, Io sono benvenuto, che Differents pasts, shared future (Passati diversi, futuro condiviso), un concetto espresso e promosso dalla Refugies Week e condiviso dal Museo di via Accademia delle Scienze.

"Sabato 24 giugno il pubblico verrà accolto con un bicchiere di tè alla menta o al cardamomo offerto da Liberamensa, cooperativa che opera nel carcere Lorusso & Cotugno. In cambio dell'ingresso gratuito, a ciascun visitatore verrà chiesto di scrivere o disegnare un messaggio di benvenuto e di applicarlo sulla Welcome Wall, una grande parete situata all'ingresso che vuol essere un simbolo di apertura e accoglienza" anticipa il comunicato stampa, che spiega anche come per il direttore Christian Greco il Museo Egizio sia "un ente di ricerca e un centro di cultura e, consapevole delle proprie responsabilità, deve porsi come intermediario nel superamento delle barriere sociali. Viviamo un periodo storico in cui i valori della diversità culturale rischiano di essere seriamente compromessi e il Museo Egizio, come tutti i musei, non può restare neutrale".

Lungo il percorso museale ci saranno anche delle performances, che inviteranno a riflettere sui temi dei rifugiati e dei migranti, del confronto e del dialogo. Nella sala conferenze ci sarà l'opera teatrale sperimentale Run 4 Our Lives. Fuggire per le nostre vite (i posti sono limitati e la prenotazione è consigliata su www.eventbrite.com). Volti e persone è un laboratorio di ritratti, che inviterà a guardare all'altro senza pregiudizi. La musica, da sempre ponte tra culture, farà la propria parte con tre diversi appuntamenti: la MELOS Filarmonica, che propone un repertorio di compositori del sette-ottocento che hanno trovato ispirazione nel'antico Egitto; il CoroMoro, un gruppo di richiedenti asilo che con grande energia e creatività interpreta canzoni popolari in dialetto piemontese; e infine il rapper MUSO, giovane originario della Guinea Conakry che canta in nome della tolleranza e dell'integrazione.

Anche le guide saranno speciali: alcune donne maghrebine racconteranno il loro Museo Egizio in arabo e in italiano, in base alla propria sensibilità e a quanto imparato nel corso di formazione organizzato da Mondi in Città in collaborazione con il Museo Egizio.

L'apertura straordinaria e il programma della serata sono stati realizzati grazie a Edison, la più antica società europea nel settore dell'energia e tra le principali società energetiche in Italia. Gli hashtag della serata saranno #withrefugees #iosonobenvenuto; tutte le info su www.museoegizio.it.



martedì 20 giugno 2017

Com'era Piazza San Carlo di Torino, nel XVIII secolo

I quadri sono spesso i migliori testimoni dell'aspetto di una città, nei secoli passati. Sono i quadri che raccontano la Torino sabauda, le sue piazze, le sue vie, la vita nelle strade. Succede anche con Piazza San Carlo con mercato, un quadro di Giovanni Michele Graneri appartenente alle collezioni di Palazzo Madama. È stato dipinto nel 1752 e racconta l'allora Place Royale, sede di mercato; del resto, nella sua storia plurisecolare, piazza San Carlo è stata piazza d'armi, piazza di mercato, sede di spettacoli, compresa addirittura una battaglia navale. Interessante non è tanto la vivacità del mercato, in cui si vede la variopinta umanità del XVIII secolo, con i suoi contrasti sociali, e si ravvisa anche la presenza dell'esercito, quanto l'aspetto architettonico.


Sono già stati costruiti gli edifici dei lati lunghi della piazza, secondo il disegno castellamontiano, che avrebbe poi influenzato anche l'architettura torinese seguente; la particolarità è che i portici sono ancora sorretti dalle due colonne affiancate, che danno leggerezza al disegno: solo in seguito lo spazio che le separa sarebbe stato riempito, per questioni statiche. Ci sono già le chiese gemelle di Santa Cristina e San Carlo, la prima con la facciata juvarriana già terminata, la seconda ancora priva della propria, che sarebbe arrivata solo nei primi decenni del XIX secolo, a imitazione di quella della chiesa 'gemella'.

Sullo sfondo si intravede la Porta Nuova, che sarebbe stata poi abbattuta, durante l'espansione della città; oggi al suo posto c'è la bella facciata ottocentesca della stazione di Porta Nuova, che chiude elegantemente l'asse visuale. Manca il Caval'd'Brons, la statua di Emanuele Filiberto che inguaina la spada dopo la vittoria di San Quintino, che oggi caratterizza piazza San Carlo e che è il punto su cui convergono tutti gli assi, si guardi piazza San Carlo da Palazzo Reale o da Porta Nuova. E l'assenza del Duca sembra rendere vuota una piazza che non possiamo più immaginare senza la sua presenza.

La cosa bella, all'osservare questo quadro è che sono cambiati i secoli e le circostanze, sono state fatte modifiche al disegno cittadino, ma rimane intatto il progetto di Carlo di Castellamonte, di assi visuali, omogeneità architettonica, rigore barocco.


lunedì 19 giugno 2017

La #MuseumWeek celebra le donne, fino al 25 giugno

Potrei dire di aver visto nascere la Museum Week. Alla prima edizione, nel 2014, Rotta su Torino aveva pochi mesi di vita e poche decine di visitatori giornalieri, credo che Google facesse ancora fatica a riconoscerlo. Da sempre più appassionata di Twitter che di Facebook, ero rimasta colpita da questo hashtag su Twitterdedicato ai Musei, che presentavano le proprie collezioni e interagivano con gli utenti e tra di loro, dando un'idea di accessibilità e vicinanza che non avevano mai dato prima sui social. All'epoca la Museum Week coinvolgeva pochi Paesi europei, mi sembra fossero UK, Francia, Germania e Italia; mi piaceva che Torino fosse la città più attiva d'Italia e che Palazzo Madama fosse diventato nel giro di pochi giorni uno dei nodi più importanti di passaggio dei tweet. Ricordo come, nella spontaneità e nell'entusiasmo di quei giorni, si cercasse di coinvolgere in questo progetto di divulgazione anche i grandi Musei dei Paesi non partecipanti alla Museum Week e come da altri Paesi, vedendo questo hashtag nei TT mondiali, si cercasse di partecipare e di far partecipare i propri gioielli culturali. Le prime volte sono sempre le più entusiasmanti e le più appassionanti: la curiosità, la scoperta, il desiderio di non perdersi niente.

Poi anche la Museum Week ha iniziato a far parte del paesaggio, le edizioni seguenti sono state di successo crescente e hanno coinvolto gli enti culturali dei cinque continenti. Adesso siamo alla quarta edizione. Rotta su Torino si è guadagnato il suo spazio tra i blog cittadini, continua ad avere molta attenzione e molta passione per la cultura cittadina, ha allargato lo sguardo verso il Piemonte e oltre i suoi confini, ha affinato i suoi interessi, come è giusto che sia (un blog è pur sempre espressione degli interessi di chi lo firma). E la Museum Week è diventata una delle certezze del calendario annuale di Twitter.

La quarta edizione si svolge con un certo ritardo, rispetto alle precedenti, e inizia oggi, 19 giugno 2017, per terminare domenica 25 giugno, con un filo conduttore intrigante: le donne. La #MuseumWeek 2017 vuole infatti essere un omaggio all'universo femminile in tutti i suoi aspetti: le artiste, le protagoniste delle opere d'arte e, allargando ancora gli orizzonti, le donne che hanno saputo distinguersi. Gli argomenti e gli hashtag variano tutti i giorni: oggi si parla di #foodMW, il 20 giugno di #sportsMW, il 21 giugno #musicMW, il 22 giugno #storiesMW, il 23 giugno #booksMW, il 24 giugno #travelsMW, il 25 giugno #heritageMW.

I Musei torinesi continuano a essere tra i più attivi d'Italia (ma è bello vedere come la partecipazione italiana sia aumentata in maniera esponenziale, coinvolgendo non solo le grandi realtà museali, ma anche i piccoli musei che caratterizzano il nostro territorio e le nostre regioni; che bella scoperta per me, che ho origini sarde, i piccoli musei archeologici dell'isola, un paio di anni fa!). Per tutta la settimana, i Musei informeranno sulle loro collezioni, i loro eventi, le loro storie, seguendo gli argomenti giornalieri, ma anche il pubblico potrà partecipare, condividendo foto e memorie e facendo domande per saperne di più. Buona #MuseumWeek, alla scoperta dei Musei (non solo) torinesi!


5 cose da non perdere ai Musei Reali, quest'estate

Torino d'estate non chiude, noi torinesi lo sappiamo già da un pezzo e i Musei da tempo offrono un variegato programma culturale. Per esempio, i Musei Reali (Palazzo Reale, Armeria Reale, Galleria Sabauda, Museo d'Antichità, Biblioteca Reale) hanno appena presentato i loro eventi per i prossimi mesi, offrendo almeno 5 ragioni per continuare a visitarli anche d'estate (delle altre se ne parlerà nelle prossime settimane.

1 Prima del bottone. Accessori e ornamenti del vestiario nell'antichità
Al Museo d'Antichità, per la prima volta sono in mostra le collezioni di fibule e armille di epoca preromana, appartenenti alle collezioni dei Musei. Le fibule erano le spille con cui venivano trattenuti gli abiti, in assenza dei bottoni, diventati di uso comune solo negli ultimi secoli; le armille i braccialetti con cui uomini e donne affermavano la propria classe sociale e il proprio prestigio. Sono tutti oggetti preziosi, di bronzo e argento, di pasta vitrea e di ambra, che accompagnavano i loro proprietari in tutti i momenti della loro esistenza. Se ne ammira non solo la fattura, ma anche l'ingegno, per renderli più efficaci e invidiabili. La mostra sarà aperta fino al 15 novembre 2017.

2 Le invenzioni del Grechetto
Alla Galleria Sabauda, dal 22 giugno 2017 lo spazio Scoperte ospita Le invenzioni del Grechetto, che permetterà di ammirare una trentina delle sue incisioni, appartenenti al fondo di grafica della galleria. Figura tra le più importanti della scuola barocca genovese, Giovanni Benedetto Castiglione, detto il Grechetto, fu uno dei più apprezzati pittori italiani del XVII secolo e fu anche celebre incisore. Le incisioni in mostra a Torino permettono di apprezzare i rapporti con la scena romana, che furono determinanti per la sua evoluzione artistica. Tra le opere più celebri, ci sono La Vergine col Bambino adorata dal Padreterno e dagli angeli, tratta dal dipinto della chiesa genovese di San Luca, e Circe trasforma in animali i compagni di Ulisse, tema caro alla tradizione genovese. La mostra chiuderà il 29 ottobre 2017.

3 Le porcellane di Palazzo Reale
Ancora alla Galleria Sabauda, e sempre dal 22 giugno 2017, al primo piano sarà aperta la mostra Piccole sculture bianche. I biscuit del Palazzo Reale, dedicata alle porcellane collezionate dai sovrani sabaudi nel XVIII secolo. Nel Settecento, i biscuit erano il vanto delle Case Reali e indicavano anche il loro prestigio: dalla Francia che li videro nascere, si diffusero rapidamente tra le varie corti europee. Statuine, soprammobili, busti furono gli oggetti prediletti anche dai Savoia. In mostra ci sono le porcellane bianche della seconda metà del secolo, quando l'interesse per la chinoiserie inizia a scemare, in favore de Neoclassicismo e nuovi temi. La mostra chiuderà il 14 gennaio 2018.

4 Il disegno padre delle arti nel Rinascimento italiano
Per Vasari il disegno è "padre delle tre arti nostre, architettura, scultura e pittura". Lo scriveva nell'introduzione alle Vite, di cui la Biblioteca Reale possiede due edizioni, una del 1550 e l'altra del 1759, con dediche al re di Sardegna Carlo Emanuele III e ai suoi figli. E dal 7 luglio 2017, la Biblioteca Reale propone una mostra cult, con parte dei disegni italiani del Quattrocento e Cinquecento custoditi nelle sue collezioni e firmati tutti da artisti citati da Vasari nelle sue Vite. L'occasione perfetta per osservare l'evoluzione dell'arte italiana e ammirare alcuni dei capolavori conservati a Torino, a cominciare dal celebre Autoritratto di Leonardo. La mostra sarà aperta fino al 15 settembre 2017.

5 Un aperitivo a Palazzo Reale
Dal 1° al 16 luglio 2017, la piazzetta Reale ospiterà Torino Estate Reale, una serie di spettacoli serali realizzati dal Comune di Torino con la collaborazione delal Fondazione per la Cultura e il Teatro Regio, nell'ambito della rassegna Palchi Reali, che coinvolge numerose Residenze Reali piemontesi. Prima dello spettacolo, i Musei Reali propongono l'Aperitivo Reale, che per 20 euro permette non solo di degustare un aperitivo, ma anche di visitare i Musei e l'appartamento della Regina Elena, composto da dieci stanze generalmente chiuse al pubblico e collocate al piano terra del Palazzo; si tratta di spazi voluti da Vittorio Amedeo II per le figlie e arricchite nel 1769 da una terrazza a gradinate affacciata sui Giardini Reale, che dà loro maggiore prestigio. L'Aperitivo Reale va prenotato all'email estatetickets@comune.torino.it.

I Musei Reali, con biglietteria e ingresso in piazzetta Reale 1, sono aperti dal martedì alla domenica, dalle ore 9 alle 19.30; la Biblioteca Reale osserva quest'orario: da lunedì a venerdì ore 8-19, sabato ore 8-14. Il biglietto d'ingresso costa 12 euro, ridotto 6 euro (18-25 anni), gratuito per gli under 18 e possessori delle tessere Abbonamento Musei e Torino+Piemonte Card. Il programma delle attività estive e i suoi aggiornamenti sono su www.museireali.beniculturali.it.