lunedì 6 gennaio 2014

La Città delle Immagini: Torino mette online i suoi archivi e fondi fotografici

Quando la Mole non aveva ancora la guglia, via Roma era in costruzione e sul Po c'era un ponte di ferro.
L'Archivio fotografico messo online dal Comune svela una Torino sconosciuta a buona parte dei suoi abitanti. Una Torino precedente alle grandi trasformazioni industriali, senza le sue torri e con, intatto, il fascino barocco del suo centro. Una Torino dai volti antichi, non ancora mescolati dalle grandi migrazioni interne, che, in fondo, ci hanno resi tutti più italiani, rimescolando le carte.
La Città delle Immagini, il sito web che aspira a diventare il grande archivio fotografico di Torino nella Rete, è diviso in cinque sezioni: Archivio Storico, Fondi e Raccolte, Letture Critiche, Fondi Fotografici Torinesi e, infine, Grandi mostre. In Fondi e Raccolte c'è la prima impressionante raccolta di immagini, provenienti dai più importanti archivi torinesi: l'Archivio Storico di Torino, "con i suoi 25.000 metri lineari di carte che coprono quasi mille anni di storia, la Collezione Smeom, Giuseppe Ratt, il Circolo Ricreativo Dipendenti Comunali, fino ai preziosissimi fondi de La Gazzetta del Popolo, che copre 133 anni di storia torinese, italiana e mondiale, e di Via Roma Anni Trenta, con immagini sconosciute ai più di com'era via Roma prima della ristrutturazione fascista e durante la sua ricostruzione.
Le Letture Critiche propongono un curioso viaggio critico negli archivi di L'elefante, esaltandone gli interessi esotici, e de La Gazzetta del Popolo. E le due ultime sezioni pubblicano immagini provenienti da altri fondi fotografici torinesi e dalle grandi mostre fotografiche tenutesi a Torino.
Al termine del progetto saranno online, si calcola, oltre 30mila foto. Saranno un bel viaggio nella Torino del passato, dalle stampe dell'Archivio Storico alle prme foto del XIX secolo, un'emozionante scoperta della propria città per i torinesi in cerca di curiosità e un importante aiuto per studiosi e ricercatori che ricostruiscono la nostra storia.
Da La Città delle Immagini, via Roma negli anni 30 e il ponte di ferro sul Po.





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