venerdì 22 settembre 2017

Le Giornate Europee del Patrimonio a Torino e dintorni

L'Unione Europea promuove dal 1991 le Giornate Europee del Patrimonio, che quest'anno si terranno il 23 e 24 settembre (domani e dopodomani) e che aprono ai cittadini i luoghi della cultura, siano patrimonio archeologico, artistico, architettonico, storico, cinematografico o teatrale. Il tema scelto dal Ministero dei Beni Culturali per il 2017 è Cultura e natura (gli hashtag di riferimento, per i social, sono #culturaenatura e #GEP2017). A Torino e dintorni partecipano in tanti a quest'iniziativa, con aperture straordinarie, visite guidate ed eventi appositamente preparati.


Vi avevo già parlato di Disegniamo la Cultura, il progetto che coinvolge i Musei del Polo Museale del Piemonte (a Torino, Palazzo Carignano e Villa della Regina e in regione i Castelli di Agliè TO, Racconigi CN, Serravalle d'Alba CN, il Forte di Gavi AL e l'Abbazia di Vezzolano AT) e che invita a disegnare i loro angoli esterni con un concorso e una Giuria che valuterà i lavori arrivati. Qui vediamo le altre proposte delle due Giornate. Tra gli altri eventi del Polo, a Villa della Regina strada Comunale Santa Margherita 79), il 23 settembre, alle ore 18, una visita guidata a 1 euro, mentre il 23 (ore 11 e 15) e 24 settembre (ore 11) propone una visita guidata nei luoghi preziosi e meno noti della residenza, solitamente chiusi al pubblico. Al Museo del Risorgimento (via Accademia delle Scienze 5), il 23 settembre, alle ore 15.30, una visita guidata gratuita (ma con registrazione in biglietteria 15 minuti prima della partenza) sulla nascita e lo sviluppo del pensiero scientifico. Nell'ambito dei Reali Sensi, il Castello di Agliè presenta il 23 settembre alle ore 15, la visita guidata I menù del Re, con le tradizioni culinarie e l'arte di presentare i cibi ai tempi dei Savoia.

Il Museo Egizio (via Accademia delle Scienze 6) aprirà le porte straordinariamente sabato 23 settembre dalle ore 18.30 alle ore 23 alla tariffa unica di 5 euro, mentre al Museo del Cinema (via Montebello 20/A), sabato 23 settembre, ingresso a 1 euro dalle ore 20 alle 23, con una visita guidata alla mostra Bestiale! Animal film stars (ore 20, 5 euro a persona da aggiungere al biglietto, prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti dal sito www.museocinema.it, info tel 011 8138564/65.

I Musei Reali propongono due giorni di iniziative speciali: il 23 settembre, alle ore 15 e 17, in Galleria Sabauda, Tanto bella da sembrare viva. La Venere di Botticelli, un laboratorio per le famiglie; alle ore 16, a Palazzo Reale, una visita sensoriale per le famiglie: Animale, vegetale o minerale? I regni della Natura nella casa del re; alle ore 20,30, in Galleria Sabauda, una visita guidata, e, alle ore 21, un Concerto di musica antica: liuti e percussioni nel Medioevo. Il 24 settembre si inizia a Palazzo Reale, alle ore 16, con la visita per famiglie Animale, vegetale o minerale? I regni della Natura nella casa del re; alle ore 17, in Galleria Sabauda, una visita con il restauratore, Se il museo fosse un bosco.

I Musei della Fondazione Torino presentano visite guidate speciali, tutti il 23 settembre alle ore 16.30. Al Borgo e Rocca Medievale, ingresso a 1 euro (alla Rocca) e visita guidata a 5 euro, per conoscere con una guida sia il Borgo che la Rocca. A Palazzo Madama (piazza Castello), La natura non ha confini, che ha come filo conduttore la natura presente nelle opere d'arte e nei giardini del Castello; al MAO (via San Domenico 11) il titolo della visita è Natura e arte presso le antiche corti islamiche e alla GAM (via Magenta 31) Attraverso la natura. In tutti i casi, ingresso ai Musei 1 euro più 5 euro per le visite, mentre le prenotazioni vanno fatte all'email prenotazioniftm@arteintorino.com.

Apertura straordinaria a 1 euro anche al Museo del Risparmio (via San Francesco d'Assisi 8/a), con la proiezione di alcuni video storici sul risparmio (ore 20-23). Il 23 settembre, la Fondazione Merz (via Limone 24) propone apertura fino alle ore 22 con ingresso a 1 euro a partire dalle 19; il 24 settembre, apertura ore 11-19 con visite guidate alla mostra Massimo Bartolino. Four organs, in particolare all'opera di Mario Merz L'acqua, fa e protegge, disfa ma spinge fa crescere le piantagioni immense della bellissima Ninfea Cornea Speciosa, che sottolinea il rapporto arte/natura, centrale nella poetica di Merz.

L'Auditorium Vivaldi (piazza Carlo Alberto 3) della Biblioteca Nazionale apre il 23 settembre alle ore 21 con il concerto spettacolo Scusami Chopin e il 24 settembre alle ore 17 con la presentazione del libro di Bruna Bertolo Maestre d'Italia, alle ore 21, il docu-film I colori del cielo, con interviste alle genti di Calabria. Il 23 e 24 settembre, dalle ore 15 alle 22.30, la mostra L'obiettivo di John Phillips sul mondo. Dalla guerra alla nascita della Repubblica italiana. Fotografie 1937 – 1946.

A Pino Torinese, il Planetario di Torino (via Osservatorio 30), numerosi eventi speciali con i seguenti orari, validi per entrambi i giorni: ore 15.30 Back to the Moon, ore 16.15 Meraviglie dell'Universo, ore 17.00 Black Holes. A caccia di Buchi Neri, ore 18.15 La vita segreta delle stelle, ore 19.00 Stelle di Atlantide. Alle ore 16 (e domenica anche alle 17.30, visita guidata gratuita all'Osservatorio Astrofisico).

Nei dintorni di Torino, ci sono da segnalare le iniziative del Castello di Rivoli, che propone le visite alla collezione permanente Un taglio contemporaneo, Capolavori della Collezione permanente, e la personale dedicata ad Anna Boughiguian, la prima grande retrospettiva a lei dedicata. A San Secondo di Pinerolo (TO), il Castello di Miradolo apre straordinariamente il Parco fino alle 23; ci sono anche i tradizionali cestini da picnic, preparati dall'Antica Pasticceria Castino di Pinerolo e in distribuzione nella Caffetteria del Castello previa prenotazione: i cestini sono preparati per picnic serali, dalle ore 19 alle ore 23, così da scoprire l'ora in cui il giorno si addormenta e la vita notturna prende il sopravvento (prenotazione dei cestini obbligatoria all'email prenotazioni@fondazionecosso.it o al tel 0121 502761, 12 euro cestino adulti, 8 euro per i bambini, da aggiungere al prezzo del biglietto d'ingresso). Il 23 settembre, alle ore 17.30 è prevista la visita guidata Romantici tramonti, con una guida naturalistica (6 euro a persona, prenotazione consigliata), mentre domenica 24, alle ore 17, gli studenti del Liceo Porporato di Pinerolo conducono una passeggiata letteraria, (Di)versi riflessi. La poesia come specchio di un'esistenza in cammino (prenotazione consigliata, visita compresa nel prezzo del biglietto).


Fabbriche Aperte: visite guidate alle eccellenze delle industrie piemontesi

Il modello è quello di Open House Torino, lo ricordate? Un solo weekend per visitare architetture pubbliche e private e conoscere la città che si cela dietro le pareti esterne dei suoi edifici. Fabbriche Aperte usa la stessa formula: due giorni, il 27 e il 28 ottobre 2017, per conoscere da vicino le eccellenze dell'industria manifatturiera del Piemonte, attraverso visite guidate nei stabilimenti. L'iniziativa è della Regione Piemonte, per avvicinare il grande pubblico alla realtà industriale del territorio e dare visibilità, meritata, alle sue eccellenze. Finora hanno aderito 68 aziende attive nella Regione, ci sono nomi famosi e popolari come FCA, Michelin, Aurora, Alstom Ferroviaria, Lagostina, Lavazza, Martini&Rossi, Lanificio Ermenegildo Zegna e Figli. Ci sono realtà meno note al grande pubblico, ma vere e proprie eccellenze di solida reputazione nel proprio settore, da Thales Alenia Space, che costruisce oltre il 50% dei moduli pressurizzati della Stazione Spaziale Internazionale, a Trustech, che si occupa di ricerca e sviluppo nelle micro e nanotecnologie, da Reynaldi, che oltre ad avere una propria linea di cosmetici produce anche per altri marchi, a Domori, prima azienda al mondo a processare esclusivamente cacao pregiato.


Sono presenti realtà industriale di tutte le province piemontesi: al momento Torino fa la parte del leone, ma il numero delle aziende aderenti può aumentare (le iscrizioni sono ancora in corso, dall'email gabinettopresidenzagiunta@regione.piemonte.it). Allo scorrere la lista delle aziende già aderenti, si ha un'idea di quanto siano vari i settori di attività dell'industria manifatturiera piemontese e di quanto siano diverse, e appassionanti, le storie che raccontano: spesso sono storie di grandi uomini e di grande determinazione, avventure epiche come quelle di Ermenegildo Zegna, Luigi Lavazza o Luigi ed Emilio Lagostina, sempre sono esempi di investimenti, ricerca, sviluppo, saper fare, qualità, capacità di stare sul mercato e prevedere le tendenze. Ci sono numeri belli che raccontano come l'industria manifatturiera piemontese sia un traino anche per quella italiana, anche adesso, che la grande crisi economica sembra alle spalle: nella sua pagina Facebook, Fabbriche Aperte riporta che "il Piemonte è la prima regione italiana per esportazioni di prodotti dalle industrie manifatturiere: nel primo trimestre del 2017, l'export ha raggiunto gli 11,8 miliardi di euro, con una crescita del 14,1% rispetto allo stesso periodo del 2016 e con una media nazionale pari a +9,9%. Nei primi tre mesi dell'anno, la produzione industriale piemontese è cresciuta del 4,5% rispetto allo stesso trimestre del 2016. Superiori alla media, gli incrementi nella produzione dei mezzi di trasporto (ben +22,4%!), dei metalli (+5,5%), della meccanica (+5,1%)".

E non sono solo numeri, perché dietro a quei numeri ci sono volti, uomini, siano operai impegnati a realizzare i prodotti o manager che si occupano della loro distribuzione e vendita, storie che spesso ignoriamo e che invece vale la pena conoscere, per avere un'idea di quello che il nostro territorio è in grado di fare e di realizzare grazie alle sue competenze. "Dietro ai prodotti ci sono gli operai, Fabbriche Aperte è un'occasione per raccontare una storia di uomini" ha detto il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, che crede fortemente in questo progetto. Ed è bella l'idea di dare un'umanità ai numeri e di raccontare i processi produttivi, che dietro alle loro eccellenze hanno la mano degli uomini, siano nati in questo nostro Piemonte o lo abbiano raggiunto per avere una vita migliore e regalarci le loro capacità e il loro entusiasmo.

Fabbriche Aperte ha un sito web, www.piemontefabbricheaperte.it, dove tra alcuni giorni saranno disponibili il calendario e gli orari delle visite guidate e inizieranno le iscrizioni per parteciparvi; nel sito ci saranno anche tutte le aziende mano a mano aderenti, con le schede di informazione preparate per ognuna di loro. Il progetto è presente anche sui social, Facebook e Instagram, che stanno partendo in questi giorni.


giovedì 21 settembre 2017

Cose da sapere prima di visitare l'Ameria Reale

L'Armeria Reale è il Museo torinese dotato della scenografia più bella, la Galleria Beaumont, ed è uno dei meno valorizzati, anche dagli stessi Musei Reali a cui appartiene. Nell'encomiabile nuovo corso avviato da Enrica Pagella, ai Musei Reali sono state organizzate tante esposizioni per mostrare al pubblico il patrimonio sconosciuto della Galleria Sabauda, della Biblioteca Reale o del Museo d'Antichità; niente del genere è stato organizzato, finora, per le preziose collezioni d'armi dell'Armeria. Ci sarà un tempo anche per valorizzare il suo patrimonio e trovare spazi in cui organizzare mostre che presentano anche quello che i depositi conservano? Sarebbe bello.

Tempo fa una bella chiacchierata con lo storico dell'arte e oplologo Alberto Tosa, a cui si deve l'ultimo inventario e il riallestimento dei depositi, oltre a gran parte della schedatura delle armi collezionate in Museo, mi ha aperto nuovi orizzonti: Tosa è un appassionato conoscitore dell'Armeria Reale e riesce a trasmettere facilmente il suo entusiasmo. Gli ho chiesto così di raccontarmi alcune delle cose da sapere prima di visitarla.


I depositi
Come buona parte dei Musei italiani, anche l'Armeria Reale espone meno della metà di quanto possiede nei suoi depositi. E quelli dell'Armeria Reale custodiscono collezioni preziose come il nucleo di armi giapponesi di epoca Meiji, donato a Vittorio Emanuele II in segno d'amicizia, all'apertura dei rapporti diplomatici, o le armi dell'Oceania, acquistate a fine Ottocento per presentare una sorta di panoramica sulle armi di tutto il mondo. Ci sono poi le armi del periodo di colonizzazione italiano, una delle collezioni più complete, ma dimenticata nei depositi per una sorta di damnatio memoriae di quel periodo controverso. Ma non sono solo armi: ci sono i ventagli giapponesi utilizzati per le segnalazioni, una maschera funeraria di Napoleone Bonaparte, una cintura di castità ottocentesca, simbolo di un Medioevo immaginato. E poi un necessaire da campo di re Carlo Alberto, che conteneva pantaloni, un bicchierino di cristallo, due gemelli e una camicia insanguinata... Quante cose che meriterebbero di essere esposte!


Nella Galleria di Beaumont
La Galleria di Beaumont è uno sfondo di grande impatto. Tosa ne è consapevole e commenta che si è spesso valorizzato di più il contenitore del contenuto, a discapito delle collezioni d'armi: si fa mente locale a tutte le volte che si è visitata l'Armeria, rimanendo incantati dall'impatto degli impressionanti affreschi sotto i quali c'è la parata eterna di cavalli e cavalieri con le armature e sì, in effetti una tale scenografia naturale finisce con rubare tanta attenzione. Ma, se ci fossero spazi adeguati, proprio la bellezza del suo contenitore potrebbe diventare la forza dell'Armeria Reale: qui le collezioni d'armi e cavalieri e, in spazi più adeguati, le preziose collezioni adesso 'nascoste' nelle vetrine, a cui difficilmente si fa caso.


I cavalli sono sculture
L'avreste mai pensato? I cavalli sui cui montano i manichini rivestiti con le armature di ogni epoca non sono imbalsamati, in realtà sono sculture di legno, coperte di pelli di cavalli provenienti dalle Scuderie Reali, probabilmente dalla stessa Cavallerizza Reale, che si trovava a poca distanza. La curiosità è che uno dei cavalli lignei è rivestito con una pelle maculata, appartenuta a un cavallo americano, un lollapalooza donato a Carlo Alberto. Divertitevi a cercarlo, nella lunga parata in Galleria! Un'altra curiosità riguarda l'ultimo cavallo entrato in Armeria, donato dall'antico opificio militare, per allestire la barda giapponese (siamo all'inizio del XX secolo). Un 'si dice', ma senza prove documentarie, è che venne modificato nelle zampe, allungandole, per poter raggiungere in altezza gli altri cavalli.


Armi e cavalieri dell'Armeria
Nella Galleria lo sguardo è attratto soprattutto da armature e bardature, ma ci sono pezzi preziosi e rari come il morso limosino, uno dei due esistenti al mondo (l'altro è al Metropolitan Museum di New York), un morso da cavallo di origine napoletana, realizzato in rame, con decorazioni in argento e smalti limosini Chaplevè che raffigurano lo stemma degli Acciaiuoli e quello dei Grimaldi (il morso fu dono per le nozze del conte Angelo Acciaiuoli con una figlia di Antonio Grimaldi), o un olifante da caccia in avorio, con lavorazione traforata, realizzata da artigiani africani per committenti portoghesi, con la particolarità che, non avendo mai visto animali europei, li immaginarono come leoni con le corna. Tra le armature, quella del duca Emanuele Filiberto, con parte del corredo nelle vetrine, e poi quella del Principe Eugenio indossata durante l'assedio di Torino (Tosa invita a notare i bolli causati dalle armi da fuoco); non casualmente, l'armatura del condottiero sabaudo è stata posizionata di fronte a quelle dei soldati ottomani (Eugenio salvò Vienna dall'assedio turco, nel 1683)


Nella Rotonda
Al fondare l'Armeria Reale, re Carlo Alberto aveva le idee piuttosto chiare: il Museo doveva avere funzioni soprattutto didattiche, per spiegare l'evoluzione degli armamenti lungo i secoli. Quindi, non solo la parata di bardature e armature e collezioni d'armi, ma anche uno spazio per le collezioni di libri e trattati militari, che si sarebbero mano a mano aggiunti con le acquisizioni, e uno spazio per lo studio. La Rotonda nacque per essere la Biblioteca dell'Armeria Reale: se alzate lo sguardo, nella parte alta i balconcini che corrono tutt'intorno dovevano ospitare i libri che sarebbero poi stati oggetti di studio ai tavoli posti al piano. Un progetto che non è stato realizzato, ma che ha lasciato un allestimento prezioso e, alle vetrine, collezioni d'armi ottocentesche e tricolori carichi di storia.


Armi della Rotonda
Tra le armi più rare e preziose custodite in Armeria Reale, ci sono due fucili ad aria compressa con mantice del XVIII secolo, sono nelle vetrine della Rotonda. E in Rotonda mi hanno sempre incuriosito le pistole molto piccole conservate nelle vetrine, sembrano per bambole, viste le dimensioni. Sono in realtà armi da donna o per bari, spiega Tosa, così piccole da essere facilmente nascoste in borsetta, ma anche pericolose a distanza ravvicinata, la loro gettata non supera infatti i 10 metri. Da non perdere, sempre in Rotonda, anche i bastoni animati, che, tramite un pulsante o una leva possono arrivare a sparare; in altri casi portano all'interno una lama; si tratta di armi da difesa piuttosto ricercate fino al secolo scorso


mercoledì 20 settembre 2017

Un settembre di vini e vendemmia da Eataly

Eataly celebra settembre, il mese del vino, con numerosi eventi. Se in questi giorni siete già passati davanti al piazzale che la divide dal Lingotto, avrete visto che l'Or-TO è stato sostituito dal Vigne-TO, ben 55 cassoni riempiti con il terriccio OrtoXmille dello sponsor tecnico del progetto, Harpo, con le loro viti dell'azienda agricola ArteGiardini di Villarbasse (TO), che si arrampicano su pali e portali, dando alla piazza un aspetto inedito e sorprendente.


Il Vigne-TO di Eataly fotografato da Emiliano Gallo (sin) e Federico Cardamone (ds)

Sempre con il coordnamento di OrtiAlti, anche Vigne-TO è stato per molti giorni punto d'incontro e ha mostrato ai residenti e ai passanti la stagionalità dei prodotti della terra, con momenti di pubblica partecipazione. Il clou sarà il 24 settembre 2017, con una vera e propria vendemmia, aperta alle famiglie. I bambini e i loro genitori saranno i veri protagonisti della giornata, che inizierà alle ore 10 con la pigiatura dell'uva: adulti e piccini pigeranno l'uva nel tino, così come vogliono le tradizioni della vendemmia! Alle ore 15, in Aula 2, ci sarà un laboratorio, Un acino tira l'altro, con maestre e cuochi di Eataly, che insegneranno a realizzare una torta decorata con gli acini, mentre fino alle ore 18, Il Parco Didattico di Le Colline di Giuca porterà tra le viti del piazzale tanti giochi legati alla produzione del vino.

La Festa della Vendemmia, in realtà, occuperà tutto il weekend di Eataly: il 22 e 23 settembre, infatti, a partire dalle ore 18, nei Ristorantini saranno protagonisti i migliori Barolo e le migliori Bollicine italiane e francesi, con abbinamenti con taglieri di formaggi ( 10 caprini e 10 ovini da 1 euro al pezzo) e di salumi (Jamón iberico, 10 euro, Prosciutto Crudo San Daniele 8 euro, Prosciutto crudo di Parma, 8 euro, piattino misto 13 euro) e con un calice di vino a partire da 5 euro.


Due tour tra San Salvario Creativo e San Donato liberty, per iniziare l'autunno

Questi finesettimana del primo autunno che, passata la calura estiva, invitano a uscire e a scoprire Torino nel fascino della luce dorata dei suoi pomeriggi. Vi segnalo due tour che si terranno il 23 settembre 2017 e che proporranno due chiavi di lettura diversi della nostra città.


Alle ore 15, Turin-tour guiderà un itinerario tra San Donato e Cit Turin, nei quartieri del liberty, insomma, per scoprire, "tra corso Francia e via Cibrario i lineamenti rapidi ma dolci di case private costruite all'alba del secolo scorso, in una Torino che alterna lo spirito borghese con la sua anima operaia". È proprio a San Donato che la convivenza tra le due anime di Torino, borghese e operaia, si fa più evidente, qui, assicurano da Turin-tour, "rimarrete stupiti da tracce di antiche fabbriche di birra, di cioccolato o concerie". Bisogna dar ragione alle guide, quando assicurano che offriranno "una passeggiata immersi nel più bel 900 che la nostra Torino ha da offrire". La passeggiata durerà circa un'ora e mezza e sarà tutta a piedi; la prenotazione è obbligatoria all'email info@turin-tour.com o al numero di telefono 3489904275; la quota di partecipazione è di 8 euro a persona, 6 euro per bambini 5-10 anni, gratuito per gli under 5.


Alle ore 17.30, San Salvario Creativo, delle Guide Bogianen, porterà in giro per San Salvario, uno dei quartieri simbolo della multiculturalità e della creatività di Torino. "La passeggiata si snoderà dal viale che conduce al famoso parco del Valentino per passare di fronte alla Sinagoga, al Tempio Valdese, al teatro dove suonò Louis Armstrong e raccontare numerose curiosità. Ma la creatività sarà la vera protagonista: lungo il percorso verremo accolti in alcuni laboratori e botteghe degli artigiani e creativi che fanno di San Salvario uno dei quartieri più interessanti e affascinanti della città" spiegano le Guide Bogianen. E nella loro pagina Facebook fanno qualche esempio: si visiterà l'Atelier Nina Tauro, dove "dal 2006, Nina realizza cappelli artigianali con varie tecniche: in tessuto, feltro, lavorazione crochet... pezzi unici realizzati con cura e passione" e si passerà anche da La Marchigiana, dove Daniela farà "scoprire un mondo sorprendente fatto di idee, saperi, strumenti che le permettono di realizzare magnifiche scarpe e borse artigianali". Il tour dura circa 2 ore, costa 10 euro a persona (gratuito per gli under 12), a cui bisogna aggiungere 1,50 euro per la metropolitana dal Lingotto (la partenza è infatti alle ore 17.30 da di fronte alla stazione della metropolitana Lingotto e alle ore 17.45 da davanti alla stazione della metropolitana Marconi). Prenotazione obbligatoria entro le ore 12 di sabato 23 settembre all'email info@guidebogianen.com o al numero di telefono 3295875825.