mercoledì 17 ottobre 2018

Con Portici Divini, eventi e degustazioni di vini torinesi nei locali cittadini

Dal 19 al 28 ottobre 2018, dieci giorni di eventi e di degustazioni, tra ristoranti, pasticcerie, negozi, per conoscere i vini torinesi, con Portici Divini. Erbaluce di Caluso, Carema, Canavese, Freisa di Chieri, Collina Torinese, Pinerolese e Valsusa sono le sette denominazioni della provincia di Torino, che, spiega il comunicato stampa, "danno luogo a trentaquattro tipologie di vini e vanno dai bianchi fermi ai vellutati passiti, passando dagli spumanti ai rossi di pronta beva e da invecchiamento. Una gamma completa e diversificata le cui uve si coltivano dalla pianura alle colline fino ai pendii alpini, con i vigneti della Valle di Susa che raggiungono anche quote superiori ai mille metri".

Come conoscere quest'eccellenza del Torinese, nei giorni di Portici Divini? Due i modi. Il primo ha come sede Palazzo Birago e conta sulla collaborazione dell'Enoteca Regionale dei vini della provincia di Torino: degustazioni, incontri, presentazioni avranno come protagonisti i vini del Torinese, con la conduzione del giornalista e critico enogastronomico Alessandro Felis. Gli incontri sono quasi sempre gratuiti, quelli a pagamento costano 5 euro (il programma di seguito). Il secondo modo per conoscere i vini presentati in Portici Divini ha sede in ben 35 locali torinesi, in cui sarà possibile abbinare i piatti ai vini, partecipare a degustazioni, consumare menù appositamente pensati per la manifestazione; le proposte sono davvero tantissime e il calendario degli eventi è a questo link. Per info e prenotazioni, tel 011 01121115.

Il programma a Palazzo Birago:

19 ottobre 2018
ore 17.30
Premiazione della selezione Torino DOC
ore 19
Apertura del banco d'assaggio Torino DOC (partecipazione a inviti)
ore 19.30
Saluti istituzionali e brindisi inaugurale

20 ottobre 2018
ore 15
La filiera vitivinicola nella GDO
ore 16
Vino è salute, istruzioni per l'uso
ore 17
Pinerolese e Valsusa, due viticolture eroiche a confronto

21 ottobre 2018
ore 15
Il vino colto. Guido Gozzano e le sue 'golose'
ore 16.30
Benvenuto Giappone
ore 18
I vini della collina torinese: variazioni sul tema del Freisa, ma non solo (evento a pagamento)

27 ottobre 2018
ore 15
Portici e gallerie di Torino
ore 16.30
Vite notturne – The night of the shining grapes
ore 18
Il rosso va di moda, anche nel Canavese

28 ottobre 2018
ore 15
La storia del vermouth torinese: dalle origini ai nostri giorni
ore 16.30
I vini da dessert nella tradizione torinese
ore 18
Barbera e Nebbiolo con l'accento torinese


martedì 16 ottobre 2018

La Vendemmia a Torino: itinerari, degustazioni, eventi off, vini e vigneti di città da scoprire

Perché una ragazza praticamente astemia come me non smette di segnalare eventi legati al vino? Facile: perché, anche se non si beve, tutto quello che circonda il vino, dalla vigna fino alla tavola, è affascinante: ha ritmi antichi, ha paesaggi meravigliosi, ha saperi secolari che si equilibrano con le tecniche all'avanguardia, parla di stile di vita, di comunità, di socialità, di buon vivere. Per questo vi segnalo Vendemmia a Torino – Grapes in town, che dal 19 al 21 ottobre 2018 porta a Torino il vino e tutto quello che lo circonda.


Musei Reali, Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, Palazzo Birago, Palazzo Carignano, Villa della Regina, CAMERA, il MIAAO, l'Archivio di Stato, il Circolo dei Lettori sono alcune delle sedi della manifestazione, che propone degustazioni curate dai Consorzi di tutela dei vini piemontesi, itinerari alla scoperta della città, un grande convegno sui vigneti cittadini italiani, eventi off sparsi per Torino, sempre maestra del fare rete per valorizzare le eccellenze del territorio.

Tra i percorsi da scoprire ci sono le visite alle cucine e alle cantine seicentesche di Palazzo Carignano e al vigneto di Villa della Regina, che sarà raggiungibile da piazza Castello con la navetta gratuita Degustibus (e sarà da approfittare, non solo per la visita alla dimora sabauda e al vigneto, generalmente chiuso al pubblico, ma anche per il fascino del paesaggio autunnale, con i pampini dorati e il foliage del parco della villa). Exclusive è il nuovo itinerario di quest'anno, è " una proposta dedicata a chi voglia scoprire e conoscere alcune realtà 'esclusive' della città. Sono stati coinvolti alcuni rinomati ristoranti e chef di alto profilo, che proporranno menù speciali abbinati ovviamente ai vini del territorio. Ad arricchire l'offerta Exclusive anche un programma di visite guidate nel centro di Torino personalizzate e una wine-lounge al Golden Palace".

Il 20 ottobre 2018, a Villa della Regina, grande protagonista di Vendemmia a Torino, ci sarà il convegno dedicato alle vigne urbane, uno dei grandi eventi della manifestazione: condivideranno esperienze e racconteranno l'impatto culturale e turistico di una vigna in città, i vigneti di Torino, Venezia, Napoli, Siena e Brescia, con un ospite speciale, Clos Montmartre, vigna urbana di Parigi.

Molti gli eventi off, tra i quali, La notte della vendemmia, da Eataly, il 20 ottobre 2018: dalle ore 20, vino, musica dal vivo e degustazioni nella Cantina di Eataly, al Lingotto. E sempre Eataly collabora a una delle iniziative più di impatto della Vendemmia a Torino: un toret da cui sgorga vino invece di acqua. Succede con Toret in tour: un toret itinerante, si fermerà in vie e piazze del centro, sabato 20 e domenica 21 ottobre, per offrire bicchieri di vino Fontanafredda ai visitatori.

Un programma ricco di eventi e di proposte, anche per chi non beve, ma è curioso, apprezza il sapere, la storia e tutto quello che un vino può raccontare. Il sito ufficiale per tutte le informazioni, programma compreso è vendemmiatorino.it.


lunedì 15 ottobre 2018

Quadrato: la trasformazione del convento in eleganti appartamenti, tra passato e presente

L'antico Convento di Sant'Agostino è stato trasformato in 46 appartamenti di diverse tipologie, destinati a residenti di classe medio-alta e a turisti e professionisti per soggiorni medio-corti, in una struttura storica, nel cuore della città. Quadrato, il nuovo progetto del Gruppo Building, è stato presentato ai media nei giorni scorsi: il Gruppo torinese non è nuovo al recupero e alla trasformazione di edifici storici del centro, basti pensare a The number 6, il fiore all'occhiello (secondo ArchDaily è la "casa più bella del mondo" del 2015), a Lagrange 16 o Domus Lascaris, edificio per uffici degli anni 50, che sta diventando un'elegante palazzina residenziale, con appartamenti luminosi e contemporanei.

Quadrato Torino Quadrato Torino

Ma Quadrato ha qualcosa di più: è la trasformazione residenziale di un edificio religioso, in un contesto dalla storia millenaria. Durante i lavori di ristrutturazione, infatti, sono stati trovati i resti di un edificio romano, forse una schola, con un magnifico mosaico che ripropone il mito del cacciatore Atteone, trasformato da Artemide in cervo, per averla vista nuda, e poi sbranato dai suoi stessi cani. Si inserisce in un ambito in cui la religione ha avuto un ruolo importante, è a pochi passi dalla Basilica della Consolata, ma, contemporaneamente, è nel cuore del quartiere più di tendenza ed edonista del centro di Torino. E non solo.

Isokinetic, centro di sport, medicine e riabilitazione ortopedica, occupa due grandi spazi, con una palestra, inserita sotto gli affreschi barocchi del piano terra, e, collegate a essa, ai piani inferiori, una sala di allenamento, e, ancora più giù, una piscina sotto una magnifica volta con laterizi a vista. Il legame tra Quadrato e Isokinetic è presto spiegato: entrambi si occupano e preoccupano del benessere; il primo offre uno stile di vita gradevole, all'interno di spazi appositamente studiati, il secondo propone la cura del corpo con metodi all'avanguardia.

Quadrato Torino Quadrato Torino

Durante la presentazione di Quadrato ai media abbiamo potuto visitare un paio di appartamenti, un mono e un trilocale. La prima cosa che colpisce? Il design colorato e contemporaneo, in netto contrasto con il contesto barocco del centro torinese. "Il concetto razionalista di existenzminimum ha influito nella definizione del progetto degli appartamenti, a partire dal più piccolo, il monolocale" spiegano gli architetti dello Studio Boffa, Petrone & Partners, che hanno progettato gli spazi e il loro arredamento con Building Engineering "Lo spazio è definito attraverso la successione degli elementi d'arredo intesi come definizione gerarchica delle esigenze funzionali in un unico ambiente. La progettazione degli interni è pensata per essere estremamente versatile e per adattarsi alle diverse esigenze". Tutti i mobili sono stati disegnati e realizzati su misura; nelle camere da letto, le pareti bianche contrastano con quella dipinta su cui appoggia la testiera del letto; i bagni, colorati da piastrelle sui toni della terra, sono ampli, dotati di docce e non di vasche. Dalle finestre, ovunque ci si affacci, la vista è invidiabile: verso l'ampio cortile, si scorgono la collina e le cupole del barocco torinese, verso via delle Orfane si incontrano le ampie finestre della chiesa di Santa Chiara, generalmente poco apprezzabili dalla strada. Tutto è nuovo e poco ricorda il passato monastico dell'edificio: solo il pavimento degli spazi in comune, una bella scacchiera in bianco e nero, è originale.

Quadrato Torino Quadrato Torino

Sulla facciata esterna, guardate bene in via delle Orfane!, c'è T'oro, una scultura bronzea di Ricki Ferrero, che continua la collaborazione con Gruppo Building, già vista a Lagrange 12 e The number 6. È un toro di bronzo, che irrompe verso l'esterno dopo aver 'rotto' la parete, con i frammenti di muro che lo circondano, a dare l'idea del movimento e dell'energia della sua azione. È un messaggio che l'artista lancia a Torino, città che non deve mai arrendersi e che deve guardare sempre con energia al suo futuro, "L'attimo di sfondamento del toro è il mutare di Torino nel presente" dice Ferrero. Vicino al toro c'è uno scarabeo, che sa di Egitto e di mistero e che rende omaggio alla Torino che non si stanca di scoprire, dal Museo Egizio in poi, e che conserva gelosamente la sua fama di città magica. Fate attenzione, passando nei pressi di via delle Orfane 20: Ferrero giura che lo scarabeo ci sia, io non l'ho trovato (per ora!).

Quadrato Torino Quadrato Torino

E, avendo chiaro tutto quello che contiene Quadrato, si possono finalmente cogliere i rimandi continui tra passato e presente, in un'operazione evidentemente immobiliare, ma che sa parlare alla città e alla sua storia. L'ordine agostiniano che abitò l'antico convento era mistico, ma anche ospedaliero, aveva cioè quell'attenzione per la cura del corpo che, in modo contemporaneo, riprendono le terapie proposte da Isokinetic. Una suggestione per lo sport e l'attività fisica ripresa anche nel campetto da calcio, voluto da Building nel cortile, unendo Quadrato alla parrocchia e al passato della schola, in cui c'era spazio anche per attività di benessere psico-fisico. Dopo la schola vennero le casupole e le capanne medievali e, intorno all'anno Mille, una chiesa dedicata ai santi Filippo e Giacomo, la cui grande campana in bronzo fu fusa nel cortile di fronte. Ed ecco un altro rimando, al bronzo usato da Ferrero per il suo energico T'oro, un animale che qui ha un significato più vincente rispetto a quelli immortalati nel mosaico dell'area archeologica, con i cani che sbranano Atteone. Vedete quanti rimandi tra presente e passato? quando in conferenza stampa sono stati sottolineati ne sono rimasta affascinata.

L'area archeologica sarà aperta al pubblico all'inizio del 2019, con un allestimento che Building sta preparando in comune accordo con la Soprintendenza. Merito a questi operatori privati torinesi, che compiono investimenti da cui giustamente vogliono guadagnare e che, allo stesso tempo, sanno valorizzare il legame con la storia della città: per la Nuvola e per Quadrato la scoperta di un'area romana è diventata una bella sfida d'architettura e un'occasione per affermare il proprio marchio anche come custode attento del passato di Torino. Se ne tornerà a parlare, non appena l'area archeologica sarà aperta al pubblico. Nel frattempo, se volete saperne di più su Quadrato, se volete regalarvi un soggiorno in uno dei suoi appartamenti, questo il sito web: quadra-to.it


domenica 14 ottobre 2018

A Racconigi, tutto quello che è successo prima della visita dello Zar

A volte la Storia è bello conoscerla così, con ricostruzioni storiche, che stimolano la curiosità e spingono poi all'approfondimento. Per esempio, nonostante siano poco note, spesso i sovrani, tutti cugini e parenti tra di loro, usavano scambiarsi visite di Stato, il che significava mettere in agitazione il personale delle residenze reali e organizzare grandi ricevimenti. Più o meno quello che è successo a Racconigi (CN) prima dei fatali 23, 24 e 25 ottobre 1909, i tre giorni in cui lo zar Nicola II visitò re Vittorio Emanuele III d'Italia. Fu una visita storica, i due sovrani firmarono l'Accordo di Racconigi, un patto segreto che avrebbe dovuto mantenere lo status quo nei Balcani, per evitare l'espansione dell'Impero Austro-Ungarico.

L'arrivo dello zar di tutte le Russie, che sarebbe poi stato assassinato con tutta la sua famiglia una decina di anni dopo, a Ekaterinburg, dai bolscevichi, rivoluzionò la tranquilla vita del Castello sabaudo. " Il telegrafo riceveva messaggi, le cucine abbondavano di vettovaglie. La servitù che si affaccendava negli appartamenti, fantasticava quel mondo lontano, freddo e pieno di neve da cui sarebbe giunto l'ospite".

Per rivivere quei momenti, l'Associazione Historia Subalpina, in collaborazione con il Comune di Racconigi, ha preparato un evento speciale, prima nel Palazzo Municipale e poi in piazza Vittorio Emanuele II, con musiche e danze dell'epoca. Gli appuntamenti sono alle ore 14.30, alle ore 15.15 e alle ore 16.45, con l'Ufficio Turistico, davanti al Castello Reale, come punto di ritrovo. La partecipazione è gratuita, ma la prenotazione è consigliata. Per info, Ufficio turistico di Racconigi, tel 3920811406, email: visitracconigi@gmail.com.


sabato 13 ottobre 2018

A pranzo da Passami il sale, davanti alla Reggia di Venaria Reale

Due volte alla Reggia di Venaria Reale in pochi giorni e due volte Passami il sale per pranzo. L'Osteria è in via Andrea Mensa, si presenta con un piccolo dehor sulla strada e, al primo piano, con ampie sale dal soffitto ribassato e arredate con antiche credenze della nonna, quadri di rose e fiori, specchi e quel tanto di shabby che fa subito casa e calore.

Passami il sale Passami il sale

La prima volta che mi sono fermata a pranzo, qualche tempo fa, lo avevo fatto per il menù turistico, che abbinava un flan su fonduta delle valli ad agnolotti al sugo; mi erano piaciuti entrambi e mi erano piaciuti atmosfera e gentilezza, tra la Reggia e gli scorci di via Andrea Mensa, per cui è stato facile tornare, poche settimane fa. Quel giorno, un nuovo flan di verdure e poi un piatto di spaghetti perfettamente al dente, con un potente sugo di carne di vitello: si sentiva dal sapore che era stato cucinato per tutta la mattina, come ai vecchi tempi.

Passami il sale Passami il sale

Non so poi se siano i sapori che rimangono in testa, le atmosfere tranquille, con clienti che parlano un po' tutte le lingue e che magari hai appena incontrato durante la visita alla Reggia di Venaria, l'accoglienza gentile di una padrona di casa dinamica e sorridente, circondata da giovani camerieri veloci ed efficienti, pronti a farsi carico anche delle situazioni di sold out. Fatto sta che qualche giorno fa ero a Venaria per una nuova visita alla Reggia e a pranzo mi sono fermata di nuovo da Passami il sale. Il cambio di temperatura ha consigliato la sala interna, al posto dell'amato dehor, e al primo piano è sembrato di entrare in un salotto di qualche tempo fa, tra specchi e mazzi di fiori, credenze antiche e tavoli chiari. Un tortino di sfoglia con zucca mantovana e porro su Fonduta delle Valli e Reginette con cime di rapa e guanciale croccante: di nuovo un tortino delicato, che quasi si scioglie in bocca, mescolando i suoi sapori autunnali; di nuovo un primo potente, con le reginette al dente e un abbondante condimento di cime di rapa e guanciale. Perché una cosa che mi piace di Passami il sale è questa: si tratti di sugo al pomodoro, di verdure o di pesce, il condimento della pasta è sempre adeguato.

Passami il sale Passami il sale

In questi giorni, in via Andrea Mensa ha in bella mostra un cestino di funghi porcini freschi, raccolti nelle valli: accanto, il menù preparato con loro come ingrediente principale. Chi era con me si è fatto affascinare dalle tagliatelle ai funghi porcini. Il piatto è arrivato davvero con funghi porcini (per altro, ma quanto sono buoni, appena raccolti?), non erano contati, come capita spesso, erano abbondanti, a dare il giusto sapore alle tagliatelle.

Si mangia bene, si è trattati con gentilezza, si spendono meno di 25 euro. Si ritorna volentieri.