venerdì 14 dicembre 2018

Nelle segrete stanze appena restaurate del potere sabaudo, a Palazzo Reale

Qualche giorno fa l'apertura della chiesa di Santa Chiara, i cui restauri sono stati finanziati dalla Compagnia di San Paolo, poi la restituzione della pala dell'altare maggiore della chiesa di San Filippo Neri, restaurata dalla Fondazione CRT, e adesso l'altro grande mecenate del patrimonio storico-artistico torinese, la Consulta per la Valorizzazione Beni Artistici e Culturali di Torino, che ha sostenuto l'ultimo prestigioso restauro a Palazzo Reale quello del Gabinetto del Segreto Maneggio degli Affari di Stato. Ancora una volta la domanda: cosa sarebbe del nostro patrimonio culturale torinese senza il mecenatismo degli enti privati? Pensiamoci e valorizziamo questa capacità di occuparsi del bello dei mecenati moderni.

Gabinetto del Segreto Maneggio Musei Reali Torino Gabinetto del Segreto Maneggio Musei Reali Torino

Il Gabinetto del Segreto Maneggio degli Affari di Stato ha un nome bello e intrigante, che fa immaginare il potere sabaudo laddove si esercitava davvero, non nella pompa delle manifestazioni pubbliche, nella solennità dell'architettura, ma nelle segrete stanze in cui il sovrano, davanti a se stesso e a qualche persona fidata, prendeva le decisioni che contavano. È uno spazio piccolo e nascosto, ma non per questo meno sontuoso di quelli a cui ci hanno abituato re Vittorio Amedeo II, suo committente, e i suoi successori: nei suoi specchi, nelle sue dorature, nelle sue decorazioni, la raffinatezza del barocco settecentesco, che suscita ancora maraviglia. Per realizzarlo, i nomi più importanti dell'arte del Regno di Sardegna del XVIII secolo: il progetto iniziale è di Filippo Juvarra, le boiseries e gli arredi lignei sono di Luigi Prinotto e Pietro Piffetti, gli affreschi della volta sono di Claudio Francesco Beaumont e Carle van Loo.

Gabinetto del Segreto Maneggio Musei Reali Torino Gabinetto del Segreto Maneggio Musei Reali Torino

Il restauro, voluto dai Musei Reali di Torino e sostenuto dalla Consulta, spiega il comunicato stampa, "ha riguardato gli aspetti essenziali dell'intera superficie di rivestimenti e arredi: le boiseries, le cornici intagliate degli specchi, le preziose parti lignee e le dorature sono stati sottoposti ad attente procedure di pulitura. I restauratori hanno fatto un lavoro di consolidamento e fissaggio ricostruendo, solo dove strettamente necessario, i fregi mancanti utilizzando resine speciali. L'intento è stato quello di conservare e di mantenere, per quanto possibile, la materia originale. Attraverso un apposito procedimento, gli arredi del Piffetti sono stati risanati dagli attacchi di insetti xilofagi con l'utilizzo dell'azoto. I pavimenti sono stati sottoposti a controllo e nuovamente incerati. Trattandosi di ambienti rivestiti di specchi, l'illuminazione ha costituito un tema assai delicato: la soluzione adottata, fornita da Ilti Luce, ha previsto il posizionamento dei faretti che valorizzano la meravigliosa volta affrescata dal pittore di corte Claudio Francesco Beaumont e gli arredi lignei".

Gli spazi ristretti non permettono visite continue, pertanto i Musei Reali hanno deciso di permettere solo visite guidate e solo per gruppi non superiori alle 20 persone. In questi giorni di festa si terranno il 16, 23, 26 e 30 dicembre 2018, dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 14 alle 18; saranno comprese nel biglietto d'ingresso dei Musei Reali (intero 12 euro, ridotto 6 euro per 18-25 anni, gratis per under 18 e tessere Abbonamento Musei, Torino+Piemonte Card, Royal Card), non richiederanno prenotazione, dato che i gruppi si formeranno alla biglietteria di Palazzo Reale.

Le foto sono di Daniele Bottallo.


Il Capodanno Magico di Torino sarà da Guinness dei Primati!

Se è Magico il Natale di Torino, con tanti eventi dedicati alla magia e all'illusionismo (il calendario completo, in .pdf, è su www.nataleatorino.it), non poteva non essere magico anche il Capodanno, che quest'anno aspira a entrare nel Guinnes dei Primati. Cambia la piazza di riferimento per la grande festa di fine anno, non più piazza San Carlo, dove sono stati trasferiti albero di Natale e Calendario dell'Avvento, ma piazza Castello. Qui, nella notte del 31 dicembre 2019, ci sarà il Masters of Magic World Tour®, uno degli spettacoli di illusionismo più famosi del mondo.

Capodanno

"Quindicimila spettatori-maghi in piazza e 30 artisti internazionali sul palco, 100 minuti di magia per un unico grande spettacolo: il più grande show mai realizzato nella storia, dove i campioni del mondo di illusionismo si esibiranno negli emozionanti prestigi che hanno scritto la storia della magia contemporanea. Un modo assolutamente innovativo di proporre magia. È la Magia 4.0, totalmente diversa da quella tradizionale perché è globale, una vera contaminazione tra le arti in cui i giochi di prestigio sono solo una parte poiché il Masters of Magic World Tour® è un vero show immersivo, uno spettacolo completo per la regia di Alessandro Marrazzo. Una straordinaria esibizione dal vivo che, sotto la guida di Walter Rolfo, coinvolgerà i presenti nel countdown, traghettandoli nell'anno nuovo. Uno spettacolo unico in Europa, il più grande mai realizzato con 15mila persone contemporaneamente a compiere, tutti insieme, una straordinaria magia" spiega con entusiasmo il comunicato stampa.

Vi ha convinti? Se ancora non ci credete, questi i nomi degli ospiti, tutti campioni del mondo, che dalle ore 22 intratterranno il pubblico in attesa del 2019: dalla Germania, Topas & Roxanne, un duo che unisce allegria, storytelling e magia e sorprende con grandi illusioni; Yanyam Ma è un'elegante ballerina cinese, che combina magia e balletto classico, stupendo tutte le volte; i russi-armeni Sos & Victoria interpretano in modo contemporaneo l'arte tradizionale e sono stati ospiti d'onore ai Campionati Mondiali di Magia nel 2012 e nel 2015; Kai Leclerc è un artista camaleontico, capace di camminare a testa in giù a oltre 8 metri d'altezza; Alessandro Politi arriva da Zelig Circus, dove si è fatto notare per le doti illusioniste e autoironiche; le olandesi Angels sono cinque artiste che uniscono magia a sensualità con risultati fascinosi ed elettrizzanti, nel 2017 hanno vinto il premio the battle, nel programma olandese Circus Gerschtanowitz; dalla Slovacchia, i Vertigo creano atmosfere speciali anche usando bacchette magiche in grado di disegnare con la luce, "una performance ad altissimo impatto visivo" giura il comunicato stampa.

Poi, alle ore 23, i 15mila spettatori previsti si trasformeranno in maghi e saranno parte della coreografia che candiderà lo spettacolo al Guinness dei Primati, grazie alla magia a cui parteciperanno (al termine dello spettacolo un giudice ufficiale del Guinness World Record dichiarerà Torino Capitale mondiale della Magia). Infine, già nel 2019, il timone della notte passerà a RDS 100% Grandi Successi, radio partner del Capodanno Magico, che porterà all'alba con la musica dei grandi successi.

Il 1° gennaio 2019, alle ore 11, torna il Concerto di Capodanno nella Galleria Umberto I, a Porta Palazzo, a cura del 27 Reeds Sax Quartet, formato dagli allievi del corso di sassofono di Pietro Marchetti del Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino. I giovani musicisti (Elisa Ughetto, sassofono soprano; Elena Marchi, sassofono contralto; Alberto Cavazzini, sassofono tenore; Domenico Gugliotta, sassofono baritono) suoneranno musica contemporanea e classica e tutto quanto può essere utile a celebrare il Nuovo Anno, avendo carta bianca sul programma. Sarà un bell'inizio del 2019 e speriamo che la magia e la carta bianca, ovvero la libertà di disporre del nostro talento e dei nostri interessi, ci accompagnino per tutto l'anno!


I Macchiaioli alla ricerca di modernità alla GAM, mostra evento della stagione

I Macchiaioli. Arte italiana verso la modernità, in corso alla GAM fino al 24 marzo 2019, è una delle grandi mostre della stagione torinese e, senza timore di essere smentita, italiana. Con l'obiettivo di valorizzare quel periodo di metà Ottocento, in cui, mentre sta nascendo il Regno d'Italia, si cerca il rinnovamento dei linguaggi figurativi attraverso la 'macchia', la mostra si concentra sui movimenti della Toscana e del Piemonte. Lo fa in ordine cronologico, prima i maestri, poi i giovani macchiaioli, fino ad arrivare alla maturità del movimento, con le sperimentazioni sulla luce, sui colori, sul paesaggio.

I Macchiaioli  I Macchiaioli
A sinistra Cristiano Banti - In via per la chiesa (il ritorno dalla messa), foto Società di Belle Arti
A destra, Telemaco Signorini - Giovani pescatori, cortesia della Galleria Berman

Il confronto-dialogo continuo tra il Piemonte e la Toscana, tra Torino e Firenze, che proprio in quegli anni furono entrambe capitali d'Italia, è continuo e coinvolgente. Si alternano quadri di paesaggi bucolici, ora sull'Arno ora sulle colline, di tramonti cittadini e rurali, di scorci di vita di gente comune. Colpisce l'uso della luce, che ha una potenza inaspettata e illumina i gesti e le azioni, siano quelle semplici dei bovari, quelle domestiche di donne al lavoro, quelle dei bambini di strada. Particolare spazio è dedicato alle estati a Castiglioncello degli artisti toscani e alla Scuola di Rivara, che cercò di rinnovare la pittura in Piemonte. Si sottolinea il ruolo delle riviste, in particolare la toscana Gazzettino delle Arti del Disegno e la piemontese Arte in Italia, che stimolarono e appoggiarono la ricerca del vero di artisti come Antonio Fontanesi o Telemaco Signorini.

La scelta del percorso cronologico permette di comprendere l'evoluzione del movimento e di apprezzare il lavoro dei pittori, le loro scelte tematiche, le loro sperimentazioni: rimangono nel cuore il lavoro sulla luce di Cristiano Banti e di Telemaco Signorini, la ricerca sul paesaggio di Alfredo d'Andrade e di Antonio Fontanesi. Erano gli anni intorno all'Unità d'Italia, che riecheggia nei quadri di alcune battaglie risorgimentali, ma l'interesse degli artisti era rivolto a un nuovo linguaggio espressivo per raccontare la vita dei semplici e degli umili, un'Italia senza le grandi tensioni ideali di quel periodo. È curioso, è un altro modo di leggere la storia del nostro Paese. Durante la visita non si possono scattare fotografie, è un peccato, è l'unica pecca di questa mostra, per questo invisibile o quasi sui social, oggi strumento di comunicazione irrinunciabile.

I Macchiaioli. Arte italiana verso la modernità, è alla GAM, in via Magenta 31, fino al 24 marzo 2018. L'orario di apertura è martedì-domenica ore 10-18; il biglietto costa 13 euro, ridotto 11 euro. Il sito web della GAM è www.gamtorino.it; per info e prenotazioni, www.ticketone.it o tel 011 0881178 o 011 2178540.

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giovedì 13 dicembre 2018

Nella chiesa di San Filippo Neri, con la pala dell'altare maggiore appena restaurata

La differenza si nota appena si entra in San Filippo Neri, la chiesa più grande di Torino. La pala sull'altare maggiore, raffigurante La Madonna in gloria con il Bambino tra i Santi Giovanni Battista ed Eusebio e i beati Amedeo e Margherita di Savoia, dipinta da Carlo Maratta, uno dei più prestigiosi pittori di ambiente romano, in quell'epoca sospesa tra classicismo e barocco, risalta per i suoi colori vivaci e limpidi. Sono ritornati al loro antico splendore, perduto da decenni, grazie al restauro, lungo 4 mesi, finanziato dalla Fondazione CRT.

Chiesa di SAn Filippo Neri a Torino Chiesa di SAn Filippo Neri a Torino

Un restauro che ha permesso anche di ricostruire il passato della tela, dipinta a Roma e arrivata successivamente a Torino. Qui, è stata inserita nella splendida struttura in marmi policromi di Michelangelo Garove e Antonio Bertola, realizzata su commissione del Principe di Carignano.

Adesso che alla pala sono stati restituiti i colori settecenteschi e sono stati puliti i depositi di sporco organico, provate a entrare in chiesa, e a percorrere la grandiosa navata fino all'altare. Il dipinto di Carlo Maratta si ruberà la vostra attenzione e il contrasto con le colonne a torciglioni rosse e la trabeazione di marmo nero e statue bianche dell'altare sarà motivo di fascino ulteriore.

Chiesa di SAn Filippo Neri a Torino Chiesa di SAn Filippo Neri a Torino

L'ho provato stamattina, il giorno dopo la restituzione del quadro restaurato: San Filippo Neri è sempre una delle chiese più belle di Torino, con questa navata maestosa, coperta dalla volta a botte che Filippo Juvarra si inventò, quando, dopo l'assedio del 1706, che causò il crollo della cupola, fu necessario dare nuova copertura alla chiesa in costruzione. Dà un'idea di grandiosità che fa sentire piccoli: le misure enormi, la decorazione misurata, la luce che piove dall'alto, e adesso questa pala dell'altare maggiore, che si ruba lo sguardo e lo mantiene fisso su di sé fino a quando non le si arriva vicino. Provatelo.


mercoledì 12 dicembre 2018

Fondazione CRT ha vinto i Corporate Art Awards per le OGR

I Corporate Art Awards sono premi interessanti, di cui non ero a conoscenza, prima di ricevere un comunicato stampa della Fondazione CRT, qualche giorno fa. Sono promossi dalla società italiana PptArt, con sede nel Molise, per valorizzare il mecenatismo istituzionale, aziendale e privato a livello internazionale; intendono riconoscere, insomma, l'impegno sociale di un'azienda e questa è una gran bella idea. Tre le edizioni realizzate finora, dal 2016 al 2018, che hanno coinvolto più di 300 aziende attive in 32 Paesi nei 5 continenti. I premi vengono consegnati ai vincitori a Bruxelles, al Parlamento europeo.

OGR - Officine Grandi Riparazioni OGR - Officine Grandi Riparazioni

E arriviamo così al comunicato stampa: nei giorni scorsi, la Fondazione CRT ha vinto il Premio Mecenati del XXI secolo grazie alla riqualificazione delle OGR – Officine Grandi Riparazioni. La motivazione del premio non riconosce solo lo sforzo finanziario della riqualificazione, ma tutto quello che l'ha seguito: "Per aver dato una seconda vita alle Officine Grandi Riparazioni, trasformando un capolavoro architettonico abbandonato in una culla di creatività e innovazione". Ed è effettivamente questa la ragione per cui il lavoro di Fondazione CRT è encomiabile: non tanto la riqualificazione architettonica, splendida, chi legge Rotta su Torino sa quanto la apprezzi, quanto la trasformazione delle OGR in un centro culturale oggi irrinunciabile a Torino.

Guardate i grandi eventi torinesi, che contano sulla rete sul territorio: che sia il Salone del Libro o Artissima, che sia un concerto o un reading, le OGR ci sono sempre. Nelle sue sale, che hanno mantenuto intatto il fascino dei grandi spazi, non solo le mostre d'arte contemporanea alle Officine Nord, non solo Snodo, il ristorante che invita a scoprire il territorio o Transnatural Shop, lo shop più colorato che c'è, firmato dal catalano Martí Guixé, ma anche il rapporto vero e reale con Torino, attraverso la musica, la lettura, la contaminazione dei generi, la curiosità per quanto si muove all'estero e in Italia, che è forse il regalo più bello delle nuove OGR alla loro città.

Il Premio alla Fondazione CRT è reso ancora più prestigioso dalla lista dei partecipanti: American Express, Assicurazioni Generali, le Banche Centrali dell'Ecuador e dell'Argentina, BIC, BMW, Bulgari, Deutsche Telekom, FIAT, Fundación MAPFRE, Google Arts & Culture, La Caixa, Lego... se visitate la pagina dei partecipanti vi sorprendete per tutti i nomi importanti che hanno preso parte ai Corporate Art Awards 2018 (e, se come me avete poche idee sull'argomento, vi sorprendete anche dello stretto rapporto tra tante grandi aziende e arte, un mecenatismo del XXI secolo tutto da scoprire e da approfondire).