martedì 19 giugno 2018

I Cimiteri, patrimonio d'arte. Gli incontri al Castello del Valentino

Il Cimitero Monumentale è considerato il più grande Museo d'Arte Moderna all'aperto che ci sia a Torino (l'ho visitato con la guida più esperta e specializzata, la Civetta di Torino e posso confermarlo: se volete scoprirlo, seguitela!). Ma non è l'unico cimitero torinese a conservare opere d'arte. Come far conoscere questo patrimonio, come conservarlo, come garantirlo? Se ne parlerà al Castello del Valentino, dal 20 giugno al 12 dicembre 2018, con un appuntamento al mese, che coinvolgerà esperti di vari settori, dagli architetti ai paesaggisti, dai conservatori ai pianificatori.

I Cimiteri di Torino. Un patrimonio di arte, cultura e ambiente da conoscere e valorizzare
è il titolo della serie di incontri. L'ingresso è libero, fino a esaurimento posti. Il calendario è il seguente:

20 giugno 2018, ore 15.30
Onorare i defunti – i cimiteri nel XIX secolo. Ricerca formale e istanze igienico sanitarie
prof. Annalisa Dameri
11 luglio 2018, ore 15.30
Il verde cimiteriale. Un patrimonio prezioso per la comunità torinese
prof. Marco Devecchi
19 settembre 2018, ore 15.30
Tutela e restauro del patrimonio culturale cimiteriale. Studi ed esperienze per un protocollo di monitoraggio e intervento
arch. Lisa Accurti; prof. Marco Zerbinatti
10 ottobre 2018, ore 15.30
La pianificazione urbanistica delle aree cimiteriali
prof. Bruno Martena
14 novembre 2018, ore 15.30
Interculturalità e il fine vita
prof. Valentino Castellani
12 dicembre 2018, ore 15.30
Fruizione e valorizzazione dei Cimiteri della Città di Torino
Renata Santoro


lunedì 18 giugno 2018

Il restauro del Chiostro e della Cupola del Santuario della Consolata

300 giorni di cantiere e oltre 1700 metri quadrati di ponteggi. Così il Chiostro del Convitto e la Cupola del Santuario della Consolata sono tornati al loro antico splendore. Il restauro ha recuperato i colori del chiostro, delle volte e dei pavimenti, ha messo in sicurezza i collegamenti tra portico e cortile, facilitando il loro accesso ai disabili, e ha consolidato la copertura di lastre di pietra e le mensole del cornicione della cupola esagonale del Santuario. L'aspetto attuale del Chiostro, che accoglieva la vita monastica del padri cui il Santuario era affidato, dapprima Benedettini poi Cistercensi e Oblati, è dovuto sia al rinnovamento della prima metà del XVIII secolo che ai danni dei bombardamenti del 1943. L'intervento ha consentito non solto di restaurare e riportare in condizioni di decoro le facciate ed il portico, ma anche di ritrovarne e riproporne i luminosi colori settecenteschi.

Restauro Santuario della Consolata Restauro Santuario della Consolata

È un restauro che restituisce a Torino il fascino originario di uno dei luoghi più amati non solo dai fedeli, il Santuario della Consolata, uno degli edifici di culto più antichi e più complessi della città, grazie a un lavoro reso possibile da numerosi attori. I lavori sono stati finanziati dalla Fondazione CRT, che, spiega nel comunicato stampa, ha stanziato un milione di euro per l'intera opera di restauro della Consolata: "Una seconda tranche di lavori, il cui esito sarà presentato nel tardo autunno, riguarda il cantiere studio e le annesse opere di restauro delle fasi costruttive e decorative pre-guariniane: attività avviate per riportare alla luce la storia del primo Santuario attraverso le testimonianze artistiche e architettoniche stratificatesi in oltre sette secoli di storia del complesso".

La Fondazione CRT ha finanziato i restauri del complesso religioso, che comprendono "il ripristino delle coperture e delle facciate, il restauro conservativo delle superfici interne, degli affreschi, delle decorazioni, il rifacimento degli impianti elettrici di diffusione sonora e di trattamento dell'aria, il recupero dell'Aula di Sant'Andrea, della Cappella Madonna delle Grazie e delle statue delle due Regine. La Fondazione CRT ha inoltre reso possibile il restauro delle Sacrestie, dell'organo ottocentesco e di alcune tele di pregio". Oltre al sostegno diretto, Fondazione CRT ha inaugurato in quest'intervento un innovativo sistema di finanziamento, che prevede il fundraising, ovvero la raccolta fondi, e il marching grant, cioè il raddoppio da parte della Fondazione dei fondi raccolti; un modello che, spiega ancora la Fondazione, può essere fonte d'ispirazione per futuri interventi per il recupero del patrimonio storico-artistico piemontese.

Mi fa piacere condividere queste informazioni, affinché sia chiaro quanto dobbiamo alle Fondazioni bancarie nel recupero e nella conservazione dell'arte e della cultura in Italia. Solo pensare a Torino, ai suoi Musei, alle sue chiese e ai suoi palazzi storici e chiedersi cosa sarebbe di loro senza Fondazione CRT e Compagnia di San Paolo. Giusto valorizzare anche il loro impegno, raccontando il restauro di un luogo così amato e così importante nella storia di Torino come il Santuario della Consolata.


Con lo Stupinigi Sonic Park le star della musica nella Palazzina di Caccia

Un nuovo Festival musicale, con uno sfondo sabaudo e invidiabile, animerà l'estate torinese, dal 25 giugno all'11 luglio 2018, con sei grandi concerti. Lo Stupinigi Sonic Park, promosso da Città di Nichelino e Sistema Cultura, è la prima produzione della joint venture Reverse e Vertigo e, soprattutto, è il primo grande evento ospitato nel Parco della Palazzina di Caccia di Stupinigi, disegnata da Filippo Juvarra.

Palazzina di Caccia di Stupinigi Palazzina di Caccia di Stupinigi

Siamo nel giardino interno, tra le querce secolari che hanno visto passare Vittorio Amedeo II, Napoleone Bonaparte e Vittorio Emanuele II; qui verrà allestita un'area concerti da 15mila metri quadrati, con un palco che ospiterà alcuni dei più importanti nomi della musica italiana e internazionale: il 25 giugno Jeff Beck (una delle tre date italiane del tour europeo), il 26 giugno Steven Wilson (una delle due date italiane del tour di To The Bone, il 29 giugno LP (una delle quattro date italiane del tour europeo), il 5 luglio Negrita + Kiol (data del tour estivo di Desert Yacht Club), 9 luglio Caparezza (data del tour estivo di Prisoner 709), 11 luglio Deep Purple (una delle uniche due date italiane del tour InFinite).

Per ogni concerto, la sistemazione dei posti sarà diversa, in modo da essere la più adatta al tipo di musica che verrà suonata in concerto. Accanto all'area concerti, ci sarà quella dedicata al food, con un menù curato da Claudia Fraschini Cookin' Factory e che proporrà fingerfood, frutta fresca e veri e propri piatti, con birre artigianali e bevande varie. Tutte le info su www.stupinigisonicpark.com, le prevendite solo nel circuito TicketOne.


domenica 17 giugno 2018

Il Concerto d'estate notturno apre la stagione del Castello di Miradolo

Nel primo weekend estivo, il prossimo, la Fondazione Cosso propone diverse attività, che valorizzano lo splendido parco secolare del suo Castello di Miradolo, a San Secondo di Pinerolo (TO). Nella notte tra il 23 e 24 giugno 2018, alle ore 4.30 (sì, 4.30!), si celebrerà il Concerto d'estate, un progetto artistico di Avant-dernière pensée, che offre un modo insolito di godere della musica, in mezzo alla natura. Music for 18 musicians di Steve Reich si basa su 5 musicisti collocati sotto gli alberi secolari del Parco, con grandi installazioni video sparse nella radura; i partecipanti potranno ascoltare la musica attraverso le cuffie di Silent System, camminando oppure seduti sulle coperte, nel grande parco. Un modo di vivere il Parco davvero inusuale, senza disturbare la natura, che intorno a quell'ora inizia a prepararsi al nuovo giorno. La prenotazione è obbligatoria al numero di telefono 0121 502761 o all'email prenotazioni@fondazionecosso.it.

Il 24 giugno, alle ore 16.30, L'arrivo dell'estate è una visita al Parco in compagnia di un'esperta botanica, che spiega la nuova stagione nel Parco, tra fioriture e vegetazione lussureggiante. Sarà una visita guidata gratuita, per celebrare la prima domenica d'estate. Prenotazione consigliabile al tel 0121 502761 o all'email prenotazioni@fondazionecosso.it.

Il Parco, un vero gioiellino del Pinerolese, sarà visitabile in tutti i fine settimana estivi; Invito al Parco propone audioguide che, in ogni stagione, compresa quella estiva, raccontano i cambiamenti in corso nella natura, dalle grandi chiome arrivate al loro splendore alla vivacità dei fiori. Un consiglio: portatevi repellenti per zanzare e affini, il bosco del Parco è bellissimo, racconta la natura, ha bellissime oasi di sorprendenti canneti e canali d'acqua, e anche per questo è fornito di insetti da cui è bene difendersi, per non rovinarsi la passeggiata.


sabato 16 giugno 2018

A pranzo nel nuovo locale di Savurè, a San Salvario

Quando un marchio torinese, che si è praticamente visto nascere, ha successo, non può che far piacere. Savurè è nato in via Garibaldi, ha aperto un locale a Londra ed è sbarcato a San Salvario, da poche settimane, avendo come obiettivo nuove espansioni in Italia. La formula del successo è semplice e a suo modo geniale: un laboratorio che prepara tutti i giorni la pasta fresca, con ingredienti quasi a km 0 (la carne del ragù è della Granda, così come la maggior parte dei fornitori, pesto a parte, è piemontese), e la mette in vendita, insieme a una serie di condimenti, da vari tipi di sughi e ragù fino al pesto alla genovese. E qui arriva l'idea geniale: la pasta si può consumare a casa o da Savurè; nel secondo caso, si scelgono il tipo di pasta e il tipo di condimento e ci si accomoda al tavolo, la cucina di Savurè penserà al resto. Con un simile sistema, potete immaginare il numero di combinazioni possibili, tra agnolotti, pansotti, tagliatelle, tajarin, malloreddus, paccheri, pappardelle e sughi di pomodoro, ragù piemontese di carne fassona o di salsiccia e zafferano, cacio e pepe, alla Norma, pesto... Ogni giorno un nuovo piatto, praticamente.

Savurè Savurè

Un paio di giorni fa, sono stata invitata dalla proprietà a pranzare con altri blogger nel nuovo locale di via Madama Cristina 12, all'angolo con piazza Madama Cristina. È su due piani: al piano terra il laboratorio, con i vari tipi di pasta e i dolci a vista e, adiacenti, le sale con i tavoli e vista sulla piazza; al primo piano, la cucina, con i tavoli nella sala d'angolo, a godere del bel panorama sulla piazza e sul suo mercato (di sera dev'essere davvero speciale). Bello l'allestimento, tutto giocato sui toni del grigio, con i lampadari a forma di scolapasta rosso, a dare il tocco di colore. Abbiamo assaggiato il piatto più amato dai clienti di Savurè, gli agnolotti con il ragù piemontese (noi italiani siamo dei grandi conservatori, a tavola, è stata la comune conclusione, ma, del resto, chi resisterebbe agli agnolotti?); quindi i maccheroni con i pomodorini freschi saltati e stracciatella (il piatto più estivo che c'è!) e i pansotti di magro con profumatissimo pesto alla genovese. La cosa che ho apprezzato di più è il grado di cottura della pasta, sempre perfettamente al dente, a renderla ancora più saporita. Ed è da allora che ci penso: quale dei tre piatti consiglierei? Non so davvero scegliere, mi sono piaciuti tutti e tre e, casomai, la curiosità è provare tutte le diverse combinazioni possibili.

Savurè Savurè

A concludere il pranzo, per me, una cheesecake di frutti di bosco, dal sapore delicato, da gustare lentamente anche con una bella bevanda estiva (gli altri commensali, che bevono caffè, hanno scelto il tiramisù, rimanendone soddisfatti: lo riporto perché mi fido del loro giudizio).

Savurè Savurè

Mi piace molto anche una scelta del marchio, attiva sia in via Garibaldi che in via Madama Cristina: per evitare lo spreco alimentare, un'ora prima della chiusura la pasta e i condimenti costano la metà. Una scelta intelligente che sa anche di solidarietà: chi non può permettersi di comprare la pasta fresca di qualità, ha l'opportunità di assaggiarla a fine giornata e di scoprire la differenza tra la produzione industriale e quella artigianale.

Savurè Savurè

A San Salvario, Savurè si aggiunge alla ricca offerta gastronomica del quartiere e lo fa portando la qualità del made in Italy e dei prodotti piemontesi, con una filiera selezionata con cura. Un posto in cui tornare (e da consigliare) negli itinerari nel quartiere più multietnico e aperto della città.