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giovedì 23 ottobre 2014

Con lo Street Art Tour Torino, alla scoperta dei murales e degli street artists

Legale o illegale? Vandali o artisti? Sulla street-art i pareri sono diversi, le divisioni sono profonde ed è davvero difficile avere un'opinione univoca. Lo Street Art Tour Torino dell'Associazione Il Cerchio e le Gocce non prende posizione, rispettando le opinioni di tutti e invitando, casomai, a conoscere meglio gli street-artists, le loro tecniche, la loro passione. Ed è bello che il Tour non voglia convincere, ma voglia far conoscere. Lo fa con la passione e l'entusiasmo della volontaria che guida lungo il percorso, fan dichiarata della street-art, capace di rapire la curiosità di chi l'ascolta con i suoi racconti. E' sua la frase che durante il tour non bisogna dimenticare: "La street art è effimera, punto". Fa parte del gioco che anche il disegno più pulito e affascinante possa essere 'spaccato', rovinato con scritte o disegni, da altri writer di passaggio.


Il tour inizia con uno dei murales più tristi: in corso Valdocco, con una prevalenza di neri e di rossi, si ricordano le vittime dell'incendio alla Thyssen. La data e l'ora dell'incidente a grandi lettere, un estintore, delle mani aggrappate ai numeri, come se cercassero una fuga, sono i simboli e la memoria della tragedia. Nessuno ha mai pensato di spaccare la murata, realizzata dall'associazione Monkeys Evolution. E' un segno di rispetto apprezzato, che parla, in fondo di codici antichi e silenziosi. Poco più in là, in via Santa Giulia, i writer tornano a essere un po' corsari, ombre veloci della notte, che lasciano il proprio segno, sul filo sottile dell'illegalità: su un cancello appaiono l'elefantino rosa e un'eterea figura femminile. Significa che MrFijodor e la romana Alice Pasquini sono passati di lì. Pochi passi e la guida si entusiasma perché sulla parete opposta sono apparsi i disegni di Icy and Sot, artisti stencil newyorkesi di passaggio a Torino, che hanno voluto lasciare un proprio ricordo in città. Si scende poi a Borgo Dora, dove si trova il mural commissionato alla pittrice Lisa Lazzaretti, già spaccato da qualcuno che non ha apprezzato. E alla SMAT c'è un'altra murata commissionata: riporta i colori dell'acqua e appare, suggestiva, nei giardini di lungodora Savona, all'angolo con corso XI febbraio. I suoi autori sono Wens e Reser.


Da qui l'itinerario abbandona le mezze misure e diventa una vera e propria galleria di grandi murales, realizzati durante le tre edizioni del Festival organizzato da Il Cerchio e le Gocce. Il primo, in bianco e nero, realizzato da una star della street art, il belga Roa, è una donnola con un topo trattenuto con una zampa; si trova, a tutta altezza, sull'edificio dei Servizi Sociali, in lungodora Savona 30, è in bianco e nero e ha suscitato qualche protesta perché non tutti hanno riconosciuto la donnola e non tutti hanno colto il messaggio ecologico: piuttosto che usare disinfestanti chimici e anti-inquinanti vari, riaffidiamo il territorio agli animali e al ciclo della vita. La denuncia sociale è uno dei leit motiv degli artisti che scelgono la legalità: non sono più corsari, ma non hanno perso lo spirito ribelle, che affidano alle loro opere. Alla Stazione degli autobus di via Fiocchetto, le coloratissime figure di animali 'umanizzati' disegnati da Ericailcane, fanno pensare a una sorta di alienazione collettiva, alle costrizioni che, nella vita di tutti i giorni, portano ai volti inespressivi e agli sguardi tristi. Non sempre il colore è allegria, nella street art.


Succede anche nel grandioso e coloratissimo disegno di Artyz, sulla parete di Palazzo Nuovo che guarda corso San Maurizio. La figura di un anziano e di quello che sembra un clown impegnato in una capriola, e si rivela essere poi, a guardarlo bene, un insieme di vestiti e calzini vuoti (ma bisogna osservare bene e, rivela la guida, i primi ad accorgersene sono i bambini!), parlano di solitudine e tristezza, nonostante i colori. L'imbrunire dell'autunno incombe, ma c'è ancora il tempo di raggiungere le Officine Corsare, con i coloratissimi murales delle facciate. Si conclude al SAMO, in corso Tortona 52, dove accoglie una parete di murales bellissimi, tra i più belli visti durante la passeggiata.


L'itinerario dura circa tre ore, che volano via, mentre si scoprono le tecniche adottate dai writers per dipingere velocemente e mentre si presta attenzione ai loro messaggi, siano goliardici o di denuncia. Giusta o no la street art? Sono artisti o imbrattatori di muri stranieri? A cosa aspirano se la loro arte è effimera per definizione e il segno del loro passaggio è destinato a scomparire più o meno rapidamente? La curiosità non termina, avendo appreso qualcosa di più di questo mondo e avendolo guardato con lo sguardo appassionato ed esperto delle guide. La cosa più curiosa, però, è successa qualche giorno dopo, su una strada di Mirafiori Sud caratterizzata dalle lunghe mura anonime della Fiat. Ecco, ho pensato, il prossimo Festival per celebrare la street art potrebbero farlo qui!

Il tour de Il cerchio e le gocce è a offerta libera; d'inverno è sospeso, causa giornate più corte, ma se vi interessa, potete seguire l'associazione e le sue iniziative (stanno progettando tour su misura per l'inverno) su Facebook.


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