giovedì 13 novembre 2014

Al Museo di Antichità di Torino, tra preziosi reperti e allestimenti multimediali

Il Museo di Antichità di Torino appartiene al Polo Reale e si trova in parte della Manica Nuova di Palazzo Reale e nelle sue Orangeries. Le sue sale sono oggetto di una ristrutturazione che terminerà nel 2015, ma sin da adesso il percorso museale offre spunti di grande suggestione. La visita inizia nel piano sotterraneo della Manica Nuova e, dati i lavori in corso per il trasferimento della Galleria Sabauda ai piani superiori, il Teatro Romano attualmente non è inglobato nel percorso. Si rimane però a Torino, per ripercorrere la storia della città, dalle origini romane fino al Rinascimento, passando per il tempestoso Medioevo; reperti di raffinata oreficeria longobarda e di scultura romana, vasellame e mosaici romani e preziose decorazioni religiose medievali raccontano il cammino della città nei suoi primi secoli. Una città di provincia, sì, ma non estranea al gusto romano né ai grandi mutamenti portati dalle invasioni barbariche e dalla trasformazione della Chiesa in nuovo punto di riferimento. L'allestimento è molto suggestivo, tutto giocato sulle luci e sulle ombre, ed è reso efficace dalla presenza di video e strumenti multimediali, che forniscono ulteriori informazioni ai visitatori più interessati. C'è anche una grande mappa multimediale di Torino, che, toccata, permette di scoprire l'evoluzione della città, sovrapponendo le sue varie epoche storiche, dall'antico accampamento romano fino al XVI secolo.


In questa sezione c'è anche uno dei tesori più straordinari custoditi dal Museo, il tesoro di Marengo. Scoperto casualmente nel 1928, nelle campagne di Marengo, in provincia di Alessandria, è costituito da una serie di argenti decorati e cesellati; c'è un bellissimo busto in argento dell'imperatore Lucio Vero, uno dei più importanti busti in metallo arrivati a noi dall'epoca romana, ci sono lamine di rivestimenti in argento e altri oggetti di incerta origine, che colpiscono soprattutto per la raffinatezza delle loro decorazioni. Da dove arrivava questo tesoro, a cosa serviva e come finì in una cassa di legno, abbandonata nelle campagne di Marengo? Sono domande senza risposta, per ora; tra le ipotesi più accreditate c'è quella di un furto terminato male, che costrinse i ladri ad abbandonare la refurtiva. Quello che è certo è che il tesoro di Marengo è, anche grazie all'allestimento, una delle sorprese più belle del Museo di Antichità di Torino.


Nelle sale delle Orangeries, verso corso Regina Margherita, si trovano le preziose collezioni di Casa Savoia, con i reperti raccolti da Emanuele Filiberto e dai suoi successori, a cui si sono poi mano a mano aggiunte le donazioni e le collezioni private; a questo nucleo appartenevano anche le antichità egizie, che, poi separate, hanno dato vita al Museo Egizio. Visitare i Musei di Torino, il Polo Reale, i Musei della Fondazione Torino Musei e il Museo Egizio in primis, è rendersi conto di quanto i Savoia siano stati molto più attenti all'arte e alla cultura di quanto si sia tramandato, di quanto siano stati appassionati collezionisti, lasciandoci un patrimonio di grande valore, di quanto la storia e l'identità di Torino debbano alla sua dinastia a lungo regnante. Monete romane, vasellame greco, oreficeria longobarda, arredi funerari e preziosità vitree costituiscono parte del patrimonio di questa sezione. La meraviglia arriva poco dopo, quando, in una sala buia e in un allestimento suggestivo, si incontra il Papiro di Artemidoro; è un reperto arrivato al Museo Archeologico recentemente, accolto con grande eco mediatica e presentato da video e ricche schede informative, che raccontano le varie ipotesi sulla sua storia, compresa quella che lo considera un clamoroso falso del XIX secolo e non un papiro variamente utilizzato intorno al I secolo avanti Cristo, prima di essere buttato al macero.


Nelle ultime sale, un prezioso statuario di dei e imperatori greco-romani chiude la visita: le statue non hanno misure così imponenti, come si usava nelle province (in questo senso colpiscono di più le dimensioni delle statue conservate nei Musei Archeologici di Mérida e di Siviglia, in Spagna, per esempio), ma danno un'idea magnifica di come la scultura fosse uno dei più potenti strumenti di propaganda di Roma.


Il Museo Archeologico appartiene al Polo Reale, si diceva; il biglietto d'ingresso costa 10 euro (fino alla riapertura della Galleria Sabauda, quando tornerà a costare 12 euro), ridotto 6 euro (poi 8 euro), gratuito per i possessori dell'Abbonamento Musei; il biglietto dà diritto d'ingresso non solo al Museo di Antichità, ma anche a Palazzo Reale, all'Armeria Reale e, quando sarà riaperta, alla Galleria Sabauda; l'ingresso al Museo avviene da via XX settembre 86, mentre il biglietto di acquista a Palazzo Reale. L'orario di apertura è da martedì a sabato dalle 8.30 alle 19.30, venerdì apertura prolungata fino alle 22; domenica dalle 14 alle 19.30. Tenete d'occhio il bel sito web del Museo, perché numerose sono le attività organizzate per i bambini e per le famiglie; la domenica alle 16, inoltre, ci sono sempre visite tematiche, laboratori speciali... Un Museo che non sta mai fermo e trova tanti linguaggi per divulgare il suo patrimonio.


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