martedì 23 dicembre 2014

L'effervescente Fantasia Barocca di Filippo Juvarra, a Palazzo Madama

L'ultima sorpresa preparata da Palazzo Madama per celebrare i 300 anni dall'arrivo di Filippo Juvarra a Torino, come Primo Architetto Civile del Regno di Vittorio Amedeo II di Savoia, è uno spettacolo di magia, luci e suoni. E' così coinvolgente, che lo si rivede volentieri una seconda volta consecutiva.


Si intitola Fantasia Barocca, è stato realizzato dal fiorentino Art Media Studio degli architetti Vincenzo Capalbo e Marilena Bertozzi e viene proiettato a ciclo continuo sulla parete verso la Sala delle Feste, nel Salone del Senato. Protagonisti assoluti sono i disegni di Filippo Juvarra, i progetti realizzati, gli scorci immaginati, le decorazioni inventate. Ci sono i progetti per la facciata dello stesso Palazzo Madama, le immagini della Palazzina di Caccia di Stupinigi (accompagnate dal profilo rosso di un cervo, protagonista di tutto il segmento, a ricordarci gli obiettivi venatori della più bella residenza reale del Torinese), l'idea della maestosità della Basilica di Superga, i disegni della Venaria Reale. Ci sono i giochi con il fuoco e con l'acqua, due degli elementi indispensabili delle corti barocche, per i loro giochi e per la meraviglia dei loro ospiti. Durante lo spettacolo, torna in mente spesso che il fine del Barocco è la meraviglia, perché quest'installazione, con il continuo alternarsi delle immagini, non smette di sorprendere, inventando ricami che si arrampicano sulla parete e terminano con la celebrazione dell'autunno, giochi d'acqua che ricordano poi il Bucintoro, fiamme altissime che nascono da decorazioni classicheggianti, puttini che si rincorrono dispettosi come se fossero in attesa di una propria collocazione. Sono tutte immagini ispirate dai disegni di Filippo, nascono e prendono vita dalle sue invenzioni, siano progetti realizzati o scenografie inventate o decorazioni abbozzate. E le si guarda con curiosità e attenzione, aspettando la prossima invenzione.


Alla creazione delle emozioni dello spettatore partecipa anche la colonna sonora, che sembra barocca, ma non lo è. E' quasi tutta originale, spiegano dall'ufficio stampa della Fondazione Torino Musei, scritta dal giovane compositore bolognese Enrico Capalbio. Ha una base elettronica, ma ha inserito volutamente delle sonorità di strumenti classici del '700, come, ad esempio, il clavicembalo; in alcuni passaggi si sentono le note di Domenico Scarlatti, riadattate. L'effetto è settecenteggiante e contribuisce a immergere nell'atmosfera creata dai disegni proiettati sulla parete della Stanza del Senato, mentre, sui pannelli laterali, che ti tanto in tanto partecipano allo spettacolo centrale, scorrono continuamente i disegni del grande siciliano. Uno spettacolo multimediale ed effervescente, che suscita sorpresa e ammirazione per i capricci del Barocco.


Fino al 22 febbraio 2015, compreso nel biglietto d'ingresso a Palazzo Madama (10 euro, ridotto 8 euro, gratuito per Abbonamento Musei) e negli orari d'apertura del Museo (mar-sab 10-18, dom 10-19, lunedì chiuso, gratuito il primo martedì del mese). Non perdetelo.


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