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giovedì 4 dicembre 2014

Street Art Tour, tra Parco Dora e Borgata Tesso, a Torino

Non solo unico esempio italiano di parco post-industriale, in cui le tracce delle fabbriche del passato convivono con nuovi spazi verdi. Il Parco Dora sta diventando anche un vero e proprio Museo della street-art, con interventi che si sono succeduti negli ultimi anni. L'Associazione Il Cerchio e le Gocce invita a scoprirlo con un bel tour, che approda poi nella vicina Borgata Tesso.


Sui muri dell'area Indigest, a poca distanza dalla chiesa del Santo Volto, la terza edizione di Pic Turin, nel 2012, ha portato alcuni dei più importanti street-artists della scena internazionale, con la direzione artistica di Reser (nel sito ufficiale trovate molte info su questo Festival della Mural Art). La lunga murata ha come caratteristica immediatamente visibile una vivace scala cromatica; a ogni artista è stato affidato un colore di riferimento, con tema libero; la maggior parte ha optato per giocare con il lettering. Lo studio delle lettere, la sperimentazione delle loro forme, è una delle attività predilette degli steet-artists e i risultati sul Muro del Parco Dora sono davvero sorprendenti, grazie alle ispirazioni provenienti dall'architettura, dal design, dai fumetti. Il lettering è così raffinato che bisogna essere proprio esperti per riconoscere le lettere nei loro volumi, nelle ombre, nei giochi architettonici di Krio, Vesod, Erase & Arsek, Zoer & Velvet e tutti gli altri. Durante il tour le guide de Il Cerchio e le Gocce aiutano a riconoscerle, spiegano gli effetti cromatici e grafici, raccontano le tecniche pittoriche. L'effetto finale è un mural lunghissimo e coloratissimo, ricco di spunti, che fa pensare anche un po' al Muro di Berlino, grazie anche alle architetture delle case intorno. Peccato che l'edera si stia espandendo e rischi di nascondere questi esempi internazionali di street-art: è vero che è l'arte effimera per eccellenza, ma perché dev'essere costretta a sparire dalla vegetazione non curata?!


Si attraversa via Borgaro e nell'area Vitali, al lato della tettoia dello strippaggio, ci sono i murales in bianco e nero di 2501, Graphic Surgery e Verbo. Sono in contrasto con i colori dell'area Indigest, e sono molto più grafici.


Mentre si cammina sulla passerella, si intravede già l'ultimo mural del Parco, inaugurato in questi giorni e realizzato da tre degli artisti più apprezzati del momento, Dolo, Gatto e XTRM. Si trova sulle torri di raffreddamento, in uno degli angoli tutti da scoprire del Parco Dora, ed è dedicato a Bobby Sands e all'Irlanda. Tutt'intorno ci sono i disegni dei writers più giovani: il Parco Dora è una sorta di palestra, grazie ai muri messi a disposizione degli street-artists. I murales sono tra i più effimeri, offrono una galleria d'arte molto temporanea, che permette però di scoprire i giovani talenti che si muovono sulla scena torinese.


Lasciato il Parco Dora, in via Salvini, in Borgata Tesso, a poca distanza, c'è un mural di Etnik. Riproduce geometrie in 3D e riprende le tematiche predilette dell'artista, attivo anche nelle installazioni con legno e plexiglass. Si cammina lungo via Giachino, ammirando questo piccolo borgo torinese in piena rinascita, con le sue strade acciottolate, le piccole botteghe e ristoranti, non solo italiani, e si arriva all'incrocio con corso Brin, dove, da un'alta parete cieca, un piccione guarda pacioso i passanti. Lo ha dipinto un giovane artista torinese, Mauro Fassino, per il MAU. Poco più avanti un bel Nelson Mandela di Tvboy, il cui logo ripetuto all'infinito costituisce lo sfondo, saluta all'ingresso del Caffè Neruda.


Il tour finisce qui, si chiacchiera, si ascolta, si scopre una Torino inaspettata, vivace e attenta; c'è il desiderio di approfondire e di saperne di pù, di non perdersi i prossimi street art tour de Il Cerchio e le Gocce (se siete interessati all'attività dell'associazione, tutte le info nella sua pagina di Facebook).



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