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venerdì 19 dicembre 2014

Sulla via di Marco Polo, con il fotografo Michael Yamashita, al MAO

Due anni sulla via di Marco Polo, partendo da Venezia per approdare in Cina, dopo aver attraversato le montagne e i deserti dell'Asia Centrale, e poi il ritorno in Europa, lungo le coste del Sud-Est asiatico e dell'India. Il fotoreporter Michael Yamashita ha compiuto il cammino dell'autore del Milione oltre sette secoli dopo, per il National Geographic, e il risultato sono decine di foto, che raccontano l'Asia moderna, come un nuovo Milione fatto, però, di immagini. 76 foto, stampate in grandi dimensioni, sono esposte al Museo d'Arte Orientale, fino al 12 aprile 2015 (aggiornamento: prorogata fino al 3 maggio 2015). "Sono orgoglioso di questo reportage perché alcune immagini documentano posti che non ci sono più, che sono cambiati, seguendo le tumultuose trasformazioni di questi anni. Mi sento molto fortunato ad aver potuto compiere questo viaggio e ad aver potuto documentare l'Asia di Marco Polo" ha detto Yamashita.


Un'Asia che in alcuni casi è cambiata tanto da non custodire più quanto fotografato da Yamashita e che in altri è ancora uguale a quella del Milione. L'Afghanistan, ad esempio, è cambiato molto poco ed è per questo risultato il Paese più interessante per il fotoreporter del National Geographic. Lungo la Via della Seta, nelle città iraniane, ci sono edifici, fonti d'acqua e paesaggi ancora uguali a quelli raccontati da Marco. "Una ricercatrice aveva appena sostenuto che Marco Polo non era mai stato nei luoghi raccontati nel Milione, ma a Bam, in Iran, non abbiamo avuto dubbi: la parte antica è descritta perfettamente nel libro; Marco è stato anche il primo occidentale a parlare del suono del vento nelle dune del deserto" spiega ancora Yamashita, che ha viaggiato con una copia del Milione commentata e che non ha dubbi: Marco non ha inventato niente. Non ha parlato della Grande Muraglia, perché nella Cina da lui visitata è stata costruita alcuni secoli dopo.


Le fotografie di Yamashita sono esposte al piano terreno del MAO, nelle sale riservate fino a poche settimane fa all'India e al Gandhara e adesso destinate alle mostre temporanee. Quest'esposizione, così attuale, eppure così legata al passato delle culture orientali, è la prima ed è perfetta per gli intenti dei nuovi spazi. Propone immagini colorate, come i mille colori dell'Asia, ma si parte da una curiosa foto veneziana: una nave da crociera enorme, davanti alle due colonne di piazza San Marco. Yamashita cercava una Venezia inedita, poco fotografata, che richiamasse i viaggi di Marco, poi l'intuizione: l'arrivo di una nave da crociera davanti a una piazza che il giovane Polo avrà sicuramente attraversato tante volte, fino a lasciarla su una barca, in partenza per il Lontano Oriente. La nave da crociera, come curioso e imprevedibile legame tra il viaggio di ieri e di oggi. Poi ci sono i colori incredibili dell'Asia e dei suoi volti, le mille sfumature della terra nell'Iran e nelle sue città millenarie, gli hammam, le ceramiche e le sale dell'oppio delle culture islamiche, i rossi e i blu delle vesti delle bambine e dei bambini delle scuole della provincia cinese di Xinjiang, la maestosità dell'Hindu Kush, poi la Cina con la sua vita antica, i suoi lunghi fiumi e le loro agili barche, i volti asiatici di donne e bambini, dalle terre del Golfo Persico fino al Sud-Est asiatico, i verdi e i blu delle vegetazioni rigogliose, del Mekong e dei grandi fiumi, entrati anche nell'immaginario occidentale. L'Asia sterminata e millenaria, che non smette di affascinare, sette secoli dopo il viaggio di Marco.


Marco Polo – La Via della Seta nelle fotografie di Michael Yamashita sarà al Museo d'Arte Orientale (via San Domenico 11) fino al 12 aprile 2015; il biglietto d'ingresso costa 10 euro, ridotto 8 euro, gratuito fino a 6 anni e per i possessori della tessera Abbonamento Musei; l'orario di apertura è da martedì a domenica dalle 10 alle 18, chiuso il lunedì; tutte le info, sul sito web del Museo, maotorino.it.


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