giovedì 19 febbraio 2015

Vita da Regina, una sorridente visita teatrale a Palazzo Madama

Si chiama Palazzo Madama perché è stato abitato dalla Madama Reale, la reggente del Ducato in attesa della maggiore età del piccolo Duca. Ma a Torino le Madame Reali sono state due, Cristina di Francia, nel XVII secolo, e, poco dopo, Maria Giovanna di Savoia Nemours, reggente nel nome del figlioletto Vittorio Amedeo II. In città, però, quando si parla di Madama Reale si pensa subito a Cristina e si tende a ignorare Maria Giovanna Battista, che pure molto ha fatto per la sopravvivenza e per l'abbellimento del Ducato di Savoia. Basti pensare, per esempio, che è stata lei a fondare l'Accademia Militare di Torino (oggi a Modena), primo istituto militare del mondo, ed è stata lei a rifondare Palazzo Madama, affidando il castello fortificato degli Acaja alle mani barocche di Filippo Juvarra.


Così la Fondazione Torino Musei, a cui Palazzo Madama appartiene, ha deciso di far riscoprire vita, gesta e amori della seconda Madama Reale, affinché le sia resa giustizia. Vita da Regina è una visita teatrale che si inserisce in una tendenza molto apprezzata all'estero, quella del Museo vissuto come se si fosse a teatro. Tutto inizia nel piano nobile di Palazzo Madama, dopo essere saliti dal grandioso e luminoso scalone juvarriano: qui la guida Gualtiero accoglie i visitatori e li introduce alla vita di Madama Reale. Davanti a vari ritratti di Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours si capisce già la volitiva personalità della futura Madama Reale: durante l'adolescenza fu candidata alla mano del giovane Carlo Emanuele II, ma la suocera Cristina la considerò di carattere troppo deciso e poco docile e la rifiutò. La bella principessa, ultima del ramo di Savoia Nemours, non stette a piangere sul trono svanito e si sposò con il principe Carlo di Lorena. Una decina d'anni dopo, morte Cristina e Francesca, la moglie assegnata al giovane duca, i destini di Maria Giovanna e Carlo Emanuele si incrociarono di nuovo: finalmente libero e obbligato a nuove nozze causa assenza di eredi, il duca le propose il matrimonio. Maria Giovanna si liberò del marito e sbarcò a Torino, vivendo dieci anni di felicità coniugale, fino alla morte del marito.


Con la Reggenza del Ducato, per la principessa francese iniziò una nuova vita. La racconta, apparendo a sorpresa nei saloni che si visitano, la stessa Madama Reale. E' gentile con gli ospiti e visitatori, si informa della loro provenienza, chiede se sono già stati a palazzo e se lo apprezzano, si considera la padrona di casa ed è cortese con tutti, meno che con il povero Gualtiero, che chiama con tutti i nomi con la G che le vengono in mente, alcuni decisamente esilaranti, meno che con il suo. Ora nostalgica, ora altera, poi affettuosa e di nuovo altezzosa, nel pieno del suo splendore di donna e di sovrana, Maria Giovanna Battista ripercorre con i visitatori la sua lunga vita. Ricorda l'amato marito davanti allo splendido quadro che la ritrae a cavallo, collocato proprio davanti ai quadri del marito e del figlio. Sottolinea di essere stata una reggente del fare sin dal suo motto, In stipite regnat, accompagnato da un albero, che si trova un po' ovunque a Palazzo Madama e in molte parti dell'antico Ducato sabaudo. Dimostra scarso affetto per Cristina di Francia, che fu Duchessa guerriera e che la rifiutò come moglie del figlio. Ammette i difficili rapporti con il figlio Vittorio Amedeo II, che di fatto la estromise dal potere e per il quale pare sia vissuta troppo. "Ma vi sembra troppo vivere fino a 80 anni? A me proprio no!" commenta con una certa, comprensibile energia. Accompagna i visitatori nelle ultime sale come una perfetta padrona di casa, scherzando sul vestito ingombrante, fatto su misura per lei. Pensa con nostalgia alla sua gioventù e al suo potere, ai giovani amanti che le hanno fatto compagnia nei 50 anni di vedovanza, ai vestiti e ai gioielli esclusivi che indossava ("Le mie erano perle vere, mica come adesso! E gli ermellini per decorare i vestiti, eh sì!"); alle dame che sognavano di partecipare alle sue cerimonie di vestizione perché "vestirmi era davvero un grande onore"; alle feste che hanno illuminato la sua vita e Palazzo Madama; a Filippo Juvarra, a cui affidò il compito di rinnovare l'edificio. "Se non ci fossi stata io" commenta più di una volta, non con superbia, ma con consapevolezza.


Maria Giovanna Battista e Gualtiero strappano il sorriso più di una volta e rendono leggera e piacevole la visita al piano nobile di Palazzo Madama, che scivola via veloce (dura poco più di un'ora e ci si stupisce del tempo che è passato!). Insieme danno anima e voce al percorso di visita, che già di per sé sorprende e stupisce per bellezza e fasto, ma il volto e il ricordo di una delle sue abitanti aggiungono calore e vita. Si esce volendone sapere decisamente di più di questa Madama Reale ambiziosa e intelligente, che non si è mai arresa e non ha rinunciato a essere se stessa, né quando è stata rifiutata da Cristina né quando è rimasta vedova, a 31 anni. Monica Carelli, che la interpreta (Gualtiero è il bravissimo Walter Revello), la considera un vero esempio per le donne di potere contemporanee, come spiega nell'intervista rilasciata a Rotta su Torino. E' stato durante quella conversazione che ho manifestato la mia simpatia per Cristina di Francia, grazie anche al suo legame con il conte Filippo d'Agliè, uno degli uomini più eclettici del Seicento, ed è stato allora che Selene Baiano, che sta seguendo l'intero progetto di Vita da Regina per la sua tesi di laurea, ha fatto un'osservazione che vi lascio, come suggerimento nel confronto tra le due tostissime Madame Reali torinesi: "Sì, ma Cristina mise Filippo negli affari di Stato e questo le è stato rimproverato dagli storici, Maria Giovanna Battista non fece mai uscire gli amanti dalla sua camera da letto".

Vita da Regina è una visita teatrale che si tiene tutte le domeniche alle 11 e alle 15 a Palazzo Madama, fino al 29 marzo 2015. Speriamo sia la prima di una serie, per scoprire personaggi dimenticati, che sono stati, però, protagonisti della storia di Torino. Per informazioni su visita e prenotazioni a Palazzo, www.palazzomadamatorino.it.