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venerdì 17 luglio 2015

Ottavio Mazzonis e le sue collezioni, al Museo Accorsi-Ometto

È iniziata da pochi giorni, al Museo Accorsi-Ometto, una mostra davvero bella, Mazzonis e gli altri. Le opere del Maestro e i tesori della sua collezione, aperta fino al 30 agosto 2015. Realizzata con la collaborazione della Fondazione Ottavio Mazzonis, a cura di Laura Facchin, la mostra mette a confronto i lavori di Ottavio Mazzonis con alcune delle opere della sua collezione privata, comprendente dipinti e sculture del Barocco, del Rococò, dell'Ottocento piemontese.


Mazzonis è stato uno dei più importanti artisti del Novecento piemontese; nato nel 1921 e morto nel 2010, ha percorso tutto il secolo e ha sviluppato una poetica originale e affascinante. Nato in una ricca famiglia piemontese, cresciuto a Torino, nel Palazzo dei Solaro della Chiusa, oggi sede del Museo d'Arte Orientale, stimolato dalle frequentazioni familiari (il padre era un ricco industriale innamorato della cultura, sua madre era un'ex soprano), Mazzonis ha studiato con Luigi Calderini e con Nicola Arduino. Un viaggio nel Veneto, al seguito di quest'ultimo, gli ha aperto il mondo del Settecento veneziano, in particolar modo del Tiepolo, che ha avuto una grande influenza nella sua formazione. Una delle cose che maggiormente colpiscono, nella mostra del Museo Accorsi-Ometto, è che la ricerca di quest'artista è rivolta non verso le avanguardie o verso i movimenti del Novecento, ma è legata ai grandi pittori del passato, il Tiepolo, Caravaggio. "Non si può fare nulla di nuovo se non si passa attraverso il filtro del passato" ha detto Mazzonis, in un'intervista pubblicata da www.mariagiulia-alemanno.com "Nicola Arduino, di cui sono stato allievo, era solito ripetermi: 'lo t’insegno il mestiere. Se avrai qualcosa da dire lo dirai' Ed è quanto cerco di fare. Ma tutto questo non sarebbe stato possibile se prima non avessi affrescato chiese, dipinto pale d'altare, tentando di scoprire i segreti della grande pittura".


Il suo interesse per il passato si ritrova nella sua collezione d'arte personale, in parte proveniente dalle raccolte familiari e in parte frutto dei suoi acquisti; la mostra si apre con una bellissima pala di Legnanino, il Matrimonio Mistico di Santa Caterina, poi ci sono lavori di artisti come Jean Jacques Caffieri, Luca Giordano, il Todeschini, Giovanni Battista Pittoni, con continui rimandi all'opera di Ottavio Mazzzonis. È così più facile leggere le influenze di Tiepolo nelle sue bellissime madonne, e della pittura veneta nei suoi paesaggi, siano veneziani o torinesi. È proprio la sala dedicata al suo interesse per i paesaggi, che rimane più nel cuore: ci sono Torino e Venezia, le maschere del Carnevale, i paesaggi della laguna, gli autunni torinesi, i nudi di donne sempre inafferrabili ed enigmatiche, come quelle che frequentano il Carnevale, come le madonne dei temi religiosi. Colpisce anche l'uso del colore, l'insistenza dei colori freddi, la prevalenza degli azzurri e dei grigi, nei quadri religiosi. Davvero una bella mostra, per scoprire uno dei più grandi artisti piemontesi e il suo eclettico universo, con opere spesso inedite al grande pubblico.


Mazzonis e gli altri. Le opere del Maestro e i tesori della sua collezione è al Museo Accorsi-Ometto, in via Po 55, fino al 30 agosto 2015. L'orario di apertura della mostra è da martedì a domenica dalle 15 alle 19, chiuso lunedì. Il biglietto costa 6 euro; la visita guidata costa 8 euro, ridotto 6 euro, con la tessera Abbonamento Musei 3 euro. Tutte le informazioni su www.fondazioneaccorsi-ometto.it



Pubblicato su Mostre