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martedì 20 ottobre 2015

Quando c'erano le lavandaie, lungo il Po

Presi ad ammirare il rigore dei palazzi barocchi, l'eleganza della corte sabauda e gli eroismi del Risorgimento, tendiamo a dimenticare il lato pratico della vita quotidiana dei secoli passati. Meno male che ci sono quadri o fotografie a raccontarcelo. E meno male che alcune di queste foto finiscono in rete, a testimoniare la passione per Torino e gli aspetti meno noti della vita passata.


Quando non c'erano le lavatrici, lo sappiamo già, le famiglie benestanti si rivolgevano alle lavandaie, che, lungo il Po, lavavano panni e lenzuola e le stendevano poi al sole. Quando quest'attività venne vietata in città, negli anni '30 del XX secolo, per un nuovo senso del decoro, i lavandai si spostarono alla Bertolla, dove continuarono la propria attività fino all'avvento delle lavatrici.

Ma prima di questo trasferimento nella lontana periferia, Borgo Po e il Moschino, i due quartieri in cui si trovavano i lavandai, avevano spesso l'aspetto pittoresco testimoniato da queste fotografie. Quando si immagina la Torino del passato, bisogna immaginare sì le madamine e i gentiluomini nei caffè del centro e a passeggio sotto i portici, ma anche queste distese di lenzuoli stesi al vento e al sole ad asciugare, lungo il Po, accanto alla mole neoclassica della Gran Madre. E' strano, ma era la Torino vera e quotidiana.

Le foto, da skyscraper.com, pubblicate da turtu63.


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