venerdì 27 novembre 2015

Alla Fondazione Sandretto, il Rinascimento di Villar Rojas

Fino al 28 febbraio 2016, alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo c'è Rinascimento, la prima personale in Italia di Adrián Villar Rojas. Argentino, classe 1980, Villar Rojas "si è affermato a livello internazionale con un linguaggio di forte impatto, che esplora il potenziale narrativo della scultura contemporanea. Le sue opere, spesso di scala monumentale, includono rimandi molteplici, alla storia dell'arte così come alla cultura pop, dai fumetti alla letteratura, dal cinema alla fantascienza alla musica, e si caratterizzano per la forte componente installativa, capace di trasformare profondamente gli spazi in cui si inseriscono, dando vita a scenari, mondi da attraversare, quasi fossero dei 'film fatti di sculture'" spiega la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo nel suo sito web.


Guidati da un corridoio semibuio, in cui si trovano abbandonati vestiti, coperte, zainetti, scarpe, come se qualcuno avesse lì passato la notte, si entra nella grande sala espositiva della Fondazione e ci si trova in un mare di pietre. Di rocce di grandi dimensioni, a dir la verità. E la prima sensazione è lo sconcerto: ok, questo è la mostra? Non ci si perde d'animo e si inizia a passeggiare tra queste grandi rocce, che un po' sembrano uscire da qualche mare e un po' da qualche altro pianeta. E si scopre che non si tratta di semplici pietre di enormi dimensioni. In molte di esse ci sono resti di vita, un enorme pesce morto, una mela e un pezzo di formaggio ammuffiti, una giacca abbandonata e una vecchia scarpa da ginnastica dimenticata. Ogni roccia è come una storia, si pensa ai naufraghi di questi anni, che hanno perso scarpe, abbandonato vestiti, imbracciato armi; ci sono la morte, che accompagna sempre la vita, e la speranza di una mela rossa, che, solitaria, illumina e colora all'improvviso il paesaggio. Così, dallo sconcerto iniziale, si passa al sorriso, perché sono la vita e la morte che si rincorrono, la quotidianità che all'improvviso diventa speciale, grazie a un'emozione, a un colore, a un incontro (anche con un grappolo d'uva, con un vestito abbandonato, con una pianta che sopravvive sulle rocce), in un paesaggio roccioso che non muta mai e che guarda passare le storie del passato e del presente.


Le grandi installazioni di Villar Rojas, spiega ancora la Fondazione Sandretto, sono "realizzate in una miscela di argilla cruda e cemento, dall'aspetto fratturato, crepato, come se la materia fosse già in stato di avanzata corruzione, come se il tempo stesse trasformando gli oggetti in rovine di fronte ai nostri occhi. Una fragilità non solo apparente, ma determinante per il destino di opere che molto spesso non sono sopravvissute all'evento espositivo, essendo concepite per essere effimere". Una fragilità che riguarda anche le nostre storie e le nostre emozioni, rimaste come memoria negli oggetti che parlano di noi e che le rocce conservano come traccia. Alla fine, Rinascimento è una gran bella mostra, che fruga nei sentimenti e nell'immaginario e che rimane in testa a lungo, facendo pensare a questi anni di emozioni effimere.


Rinascimento è alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, in via Modane 16, fino al 28 febbraio 2016. L'orario di apertura è giovedì: 20-23, con ingresso libero; venerdì, sabato, domenica, ore 12-19. Il biglietto d'ingresso intero costa 5 euro, ridotto 3 euro (over 65, studenti), gratuito per bambini fino a 12 anni e possessori della tessera Abbonamento Torino Musei. Il sito web è www.fsrr.org


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