martedì 1 marzo 2016

I sorprendenti putti e amorini, in mostra al Museo Accorsi

Spiritelli, amorini, genietti e cherubini – Allegorie e decorazione di putti dal Barocco al Neoclassico è il lunghissimo titolo di una bella mostra in corso al Museo Accorsi, fino al 5 giugno 2016. Suddivisa in sei aree tematiche (Origine e diffusione del tema, Nelle vesti di Amore, Allegorie profane, Angioletti e cherubini, Giochi di putti, Putti e arti decorative), ripercorre la presenza di queste figure, ora spiritelli d'amore, ora cherubini anche maliziosi, dall'Eros romano, che fu ispiratore di tutti, fino ai cherubini del XVIII secolo, che furono elemento di decorazione delle dimore sabaude.


La mostra si apre con un Eros e Anteros proveniente dall'antica Roma, a ricordare le origini antiche di questo tema, quando Cupido, Amore ed Eros erano raffigurati come bambini capricciosi e irrazionali, quanto i sentimenti; due sculture di Putti in lotta, una attribuita al maestro dei Bambini irrequieti e l'altra di Paul Heermann, ricordano con realismo come anche i putti sappiano essere violenti e crudeli (non si risparmiano morsi e graffi!) nelle loro litigate. C'è anche un Cupido dormiente, che le leggende vogliono sia stato scolpito dallo stesso Michelangelo, giovanissimo: era così bello che venne invecchiato per essere venduto come antico e, chissà quali sono i percorsi della storia, oggi appartiene al Museo di Antichità di Torino.

Oltre alle sculture, la mostra presenta anche una bella serie di quadri, che raffigurano i putti come elementi di dipinti a tema religioso, trasfigurati in angeli e cherubini senza sesso, ma non per questo meno infantili nelle loro forme. Tra i putti diventati angeli ci sono anche due belle sculture lignee, le uniche che si sono salvate dall'incendio della Cappella della Sindone, perché in restauro: 20 anni dopo, ancora in attesa della riapertura della Cappella del Guarini, questi due angeli dorati raccontano e ricordano la decorazione che abbiamo perso nel fatale 1997. E' molto interessante la sezione dedicata alle Allegorie profane, perché testimonia il ruolo svolto anche nella cultura dal Cardinal Maurizio, fiero oppositore della cognata Cristina, Reggente del Ducato, e fine letterato e cultore del mondo classico: Lotta di tre amorini con tre baccarini di Guido Reni (oggi alla Galleria Sabauda) e i quadri allegorici con tre putti (anche di sesso femminile!) arrivarono a Torino o furono qui dipinti grazie al suo interesse per il tema. E c'è un quadro particolarmente interessante, che narra una favola scritta dallo stesso Cardinale, in cui fiori e frutti discutono della supremazia degli uni sugli altri: più importanti il melograno o i fiori di rosa e di giglio? Guardando il quadro si avrà facilmente la risposta.


I putti furono elemento di decorazione di candelabri, appliques e mobili, furono protagonisti di favole e di scene di vita quasi adulta, di sculture realistiche e di argenti, furono rappresentati in incisioni, sculture e quadri, ora come adulti con volti di bambini, ora come cicciottelli messaggeri d'amore, ora come pericolosi elementi di tentazione, ora come spensierati e innocenti bambinelli. E' sorprendente quanto il tema sia vasto e infinito.

Anche questa mostra del Museo Accorsi presenta numerose chicche: non solo i quadri del Cardinal Maurizio (il quadro della favola è stato recuperato dai depositi del Castello di Racconigi!), ma anche i dipinti di Vittorio Amedeo Rapous; alcuni dei suoi quadri, come le Stagioni e L'arrotino, non sono più stati esposti dopo la mostra del Barocco del 1963 e i due piccoli Putto nelle vesti di venditore ambulante di almanacchi e Putto nelle vesti di ammaestratrice di un cane sono totalmente inediti. Curata da Vittorio Natale, Spiritelli, amorini, genietti e cherubini merita davvero una visita perché è la prima volta che i putti sono protagonisti di una mostra monografica in Europa e la curiosità che suscita la vastità dell'argomento è sorprendente.


Spiritelli, amorini, genietti e cherubini – Allegorie e decorazione di putti dal Barocco al Neoclassico è al Museo Accorsi-Ometto, in via Po 55, fino al 5 giugno 2016. L'orario di apertura della mostra è da martedì a venerdì ore 10-13 e 14-18, sabato e domenica ore 10-13 e 14-19, lunedì chiuso. Il prezzo del biglietto è 8 euro, ridotto 6 euro (per studenti fino a 26 anni e over65), gratuito per i possessori della tessera Abbonamento Musei; la mostra con visita guidata (da martedì a venerdì ore 11 e 17, sabato, domenica e festivi anche ore 18), 12 euro, ridotto 10 euro, Abbonamento Musei 4 euro. Tutte le info sul sito fondazioneaccorsi-ometto.it.


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