sabato 23 luglio 2016

Venere incontra Venere, confronto di dee botticelliane alla Galleria Sabauda

La premessa è che considero La nascita di Venere di Sandro Botticelli uno dei quadri più belli di tutti i tempi (sarà stato averlo visto da bambina alla Galleria degli Uffizi? Non lo so, fatto sta che La nascita di Venere e la Primavera sono nel mio Olimpo personale). L'idea, dunque, di una mostra torinese in cui si confrontano due Venere, uscite dalla bottega del Botticelli, mi ha incuriosito tantissimo.


Questa proliferazione di dee botticelliane, di cui avevano idea solo gli addetti ai lavori, prima di questa mostra torinese, intitolata Venere incontra Venere, è dovuta al grande successo de La nascita di Venere tra i contemporanei. Le donne di Botticelli, con i loro corpi femminili, né opulenti né scheletrici, e con i loro volti di eterea distanza, piacquero tanto che il pittore fu chiamato a dipingerle nelle benestanti case fiorentine; Giorgio Vasari scrisse che in tante dimore cittadine c'erano "tondi di sua mano e femmine ignude assai". Di quella felice stagione botticelliana, sono arrivate a noi solo tre pitture, direttamente riferibili alla Nascita di Venere: una è conservata alla Galleria Sabauda di Torino (lo sapevate?), l'altra alla Gamäldegalerie di Berlino e la terza da un collezionista privato, a Ginevra. La Venere 'torinese' torna a casa dopo essere stata esposta in Estremo Oriente e, insieme alla 'gemella berlinese', a Londra e a Berlino. E, lasciata Berlino, è arrivata con la collega tedesca, per inaugurare lo Spazio confronti della Galleria Sabauda, in cui verranno proposte piccoli allestimenti di confronto, per scoprire parallelismi tra opere d'arte magari di epoche diverse. E non poteva esserci inaugurazione migliore: una riproduzione della Nascita di Venere, conservata nella Galleria degli Uffizi di Firenze, poi, sulla stessa parete, le due 'figlie', la Venere di Torino e quella di Berlino. Lo stesso corpo florido, la stessa posa davanti al pittore, con la testa leggermente inclinata sulla destra e le mani e i lunghi capelli a coprire pudicamente le parti intime, con l'espressione un po' malinconica ed enigmatica cara alle donne botticelliane. Più bionda e sontuosa la berlinese, più sottile e raffinata la torinese e chissà se nel loro aspetto c'era già un'idea del loro destino finale.


Ma la cosa davvero sorprendente e molto apprezzabile è la scelta di aver messo a confronto non solo le due pitture botticelliane, ma anche la statua di Afrodite Anadiomene (Afrodite nascente dal mare), realizzata nel II secolo dopo Cristo, copia di una scultura ellenistica e completata da una testa rinascimentale. E' una statua acquistata da Carlo Emanuele I e conservata da Palazzo Chiablese (e bisognerà rivalutare anche Carlo Emanuele I come sovrano colto e amante del bello). Una bella idea, questo confronto di Veneri di tempi diversi, che stabilisce un ponte speciale tra epoche lontane e mostra anche come, attraverso la dea, sia cambiata l'idea della bellezza muliebre nel corso dei secoli. Si guardano queste quattro Veneri che si parlano da luoghi ed epoche distanti e si pensa anche a quanto sia poco conosciuto e tutto da valorizzare il patrimonio custodito dai musei di Torino. Ben vengano altri confronti come questo, che ci aiutano a scoprire anche la ricchezza culturale della nostra città.

Venere incontra Venere è alla Galleria Sabauda, nei Musei Reali di Torino (piazzetta Reale), fino al 4 settembre 2016. Gli orari di apertura sono quelli dei Musei Reali: da martedì a domenica, dalle ore 9 alle ore 19, giovedì fino alle ore 22 (fino al 29 settembre). Il biglietto costa 12 euro, ridotto 6 euro (dai 18 ai 25 anni), gratuito per gli under 18, disabili e accompagnatori, possessori tessere Abbonamento Musei e Torino+Piemonte Card. Ingresso a biglietto ridotto il giovedì sera, a partire dalle ore 20.30. La biglietteria è a Palazzo Reale, in piazzetta Reale 1.


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